Quando nel 2023 passò dalla Isolmant all’allora Trek-Segafredo, a Gaia Realini fu chiesto di allenarsi con Matteo Azzolini, preparatore interno alla squadra. Sembrò brutto dire di no e forse non era nemmeno un’opzione, per cui la pescarese ringraziò Francesco Masciarelli, con cui aveva lavorato fino a quel momento, e si affidò al nuovo tecnico. Un occhio abruzzese sulla sua preparazione ci sarebbe sempre stato, ma la strategia e la pianificazione del lavoro sarebbero venute dalla squadra.
Per questo, quando alla fine del 2025 abbiamo letto l’intervista in cui Gaia parlava nuovamente di Masciarelli come suo allenatore, abbiamo attaccato un post-it sul computer, proponendoci di parlarne con Francesco. Gli ultimi due anni non sono andati come si sperava. I primi scricchiolii sono iniziati quando Elisa Longo Borghini, eletta dal team a riferimento per Realini, ha scelto di cambiare squadra. La giovane Realini non era pronta per prenderne il posto e il conto alla fine è stato piuttosto salato.
Francesco Masciarelli, terzo dei figli di Palmiro e zio di Lorenzo che ha debuttato nel professionismo con la MBH Bank-CSB, ha vissuto per un po’ in California. E quando nel 2016 è tornato, si è iscritto a Scienze Motorie e da allora fa il preparatore atletico. Riuscire a parlarci è uno slalom fra i suoi tanti impegni.


Francesco, sei in grado di spiegarci che cosa sia successo a Gaia Realini?
Diciamo che Gaia ha avuto due anni in cui si è un po’ persa. Fisicamente, perché a livello di peso è scesa un po’ troppo, ma soprattutto a livello emotivo. Noi ci siamo sempre stati, attenzione, ma adesso ha fatto un passo indietro per tornare alle origini e ritrovare quello che ha perso per strada. Se volete la mia opinone, Gaia è sempre la stessa.
Allora che cosa è cambiato?
Parliamo di ragazze sempre sotto pressione. Lei è passata in Trek-Segafredo con la Longo Borghini, giustamente sotto la sua ala. In questo modo non aveva i fari puntati completamente addosso e ha potuto sfruttare questa situazione per crescere tranquillamente. C’era giustamente da lavorare per Elisa, portarla davanti, quello che si fa per una leader. Invece, nel momento in cui è toccato a lei prendere le redini, le cose non hanno funzionato.
Perché?
Un po’ per il suo livello di performance, un po’ per la squadra rivoluzionata quando è andata via Elisa. Poi mettiamoci che Gaia non è un drago in gruppo e per un accumulo di cosine, dal prendere la salita dietro e faticare per tornare davanti, il risultato non è venuto. A quel punto è subentrata un po’ di fragilità psicologica. Adesso però, dopo un anno piuttosto difficile, è tornata la Gaia di prima.


C’è stato bisogno di fare un reset?
Dopo certi scossoni, non è che non credesse più nel suo staff, ma aveva preso un po’ di paura, perché aveva finito la stagione 2023 decisamente sotto peso. Il 2024 è andato così e così, per cui per dare una svolta si è rivolta ad Erika Lombardi come nutrizionista. Si conoscevano già, erano amiche e si fidava tantissimo di lei. All’inizio con la squadra si è creato un rapporto un po’ particolare. Però, lavorandoci con calma e tenendo le porte aperte senza nascondere niente a nessuno, ci siamo concentrati sull’obiettivo di farla stare bene e andare forte, in modo che anche la Lidl-Trek fosse contenta.
Ha funzionato?
Negli ultimi mesi Gaia si è ritrovata. L’anno scorso è stato proprio un reset generale. Poche gare, si è rotta il gomito, vari contrattempi. Adesso con il peso è perfetta, c’è la salute e quindi anche mentalmente la vedo molto più grintosa rispetto all’anno scorso. Il fatto che il 2025 sia stato una stagione così anomala ci ha permesso di sfruttare i mesi da maggio in avanti come preparazione per quello che verrà d’ora in avanti.
Quali sono i problemi di Realini con il peso? I dati ufficiali parlano di un’atleta alta 1,50 per 40 chili di peso.
L’anno scorso correndo poco, dal minimo che aveva raggiunto a fine 2023, è andata a finire a un discreto sovrappeso, tenendo conto che il valore giusto è di 42 chili. E bisogna dire che viste le nuove regole UCI, c’è da stare attenti che non ci siano troppe oscillazioni. Naturalmente, essendo una scalatrice, il chilo in più inizia a pesare soprattutto se si prende una salita troppo indietro e si deve risalire. Adesso siamo giusti, c’è la tranquillità e questo permetterà di fare risultato. Sa di non dover rincorrere chissà che cosa.


Alla fine è tutto un discorso di testa?
Se Gaia riesce a capire questo, i risultati verranno perché comunque lei c’è sempre stata. I dati sono eccezionali. Anzi, in questo momento spinge come non mai. Anche con un paio di chili in più visto il momento della stagione, a 44-45 chili spinge 300 watt, quindi il motore ce l’ha.
Per cui con la dovuta calma si può riprendere a lavorare per gli obiettivi della Realini appena arrivata nel WorldTour?
Naturalmente non deve affrettarsi, come avete detto. Non deve farsi prendere dalla foga di vincere, che è il problema principale. Glielo dico sempre e ormai inizia a essere più un coaching mentale, un supporto. Perché tanto alla fine a livello di preparazione c’è poco da inventare. Quasi tutti lavorano allo stesso modo, tutti hanno il nutrizionista, tutti sanno come recuperare. Quindi quello che fa veramente la differenza è la gestione dell’ansia e dello stress.
La sensazione da fuori è che, partita la Longo, le abbiano detto di fare il leader e lei ha accettato senza rendersi conto di non essere pronta.
E’ vero. Però, parliamoci chiaro: Gaia che correva con Fidanza è la stessa che poi è arrivata alla Trek. Prima non aveva mai avuto la squadra che le permettesse di prendere la salita davanti e doveva spendere tutte le forze per farlo da sé. Nel momento in cui ha avuto quella copertura, ha iniziato a fare dei risultati più importanti. Il problema, quando i rapporti fra la squadra e la Longo hanno iniziato a cambiare, è che è cambiato anche il modo di gestire Gaia e lei ne ha risentito.


Ad esempio?
Magari si è ritrovata da sola in qualche situazione, le hanno detto di fare un altro tipo di lavoro: cose che nel ciclismo sono normalissime e richiedono esperienza e maturità. Ora che l’esperienza c’è, sta a lei coltivare i rapporti giusti con le compagne, in modo che la tengano coperta quando serve e le permettano di spendere sempre di meno. C’è da fare un gioco intelligente e da questo dipende il ritorno al livello che ha e che merita.