Alessio Magagnotti risponde da Denia, in Spagna, dove si trova per perfezionare la condizione in vista dei prossimi impegni stagionali. Il tuffo nella nuova realtà Red Bull-BORA-hansgrohe è già stato fatto e il trentino ha anche avuto modo di entrare nelle dinamiche di gara. Al primo appuntamento stagionale, infatti, Magagnotti ha conquistato un terzo posto al Trofeo Palma (a destra nella foto di apertura). Un doppio salto visto che così il neo under 23 si è messo alla prova già con i professionisti.
«La squadra ha visto che in allenamento mi stavo muovendo bene – ci spiega Alessio Magagnotti – e mi ha dato fiducia. Eravamo in ritiro e nel fare qualche sprint con i grandi mi sono difeso, così hanno deciso di farmi correre al Trofeo Palma e con i gradi di capitano. Poi purtroppo a un paio di chilometri dal traguardo, quando mi trovavo a ruota di Arne Marit che doveva lanciarmi la volata, sono rimasto attardato per una caduta. Nel rientrare ero già fuori giri e in confusione, così ho fatto un brutto sprint».


Hai raccolto comunque un terzo posto…
Vero, è stata una volata confusa ma se mi avessero detto che alla prima gara sarei arrivato sul podio non ci avrei mai creduto. Non mi aspettavo di iniziare la stagione così presto e già tra i professionisti, figuriamoci essere lì come uomo designato per lo sprint finale.
Com’è stato indossare questa nuova maglia?
Me la sono goduta. Ormai è da qualche mese che ci pedalo, però devo dire che quando mi è arrivato a casa lo scatolone con tutti i vestiti mi ha fatto un certo effetto. Mettere nell’armadio il kit della Red Bull-BORA, una squadra così importante fa rimanere quasi senza parole. Anche stare sul bus del team, prepararsi e fare la riunione tattica, è una cosa particolare quando la fai per la prima volta. Fino all’anno scorso avevo sopra la testa il gazebo dell’Autozai. Insomma è un passo importante.


Ti stai ambientando nella nuova squadra?
E’ un mondo diverso. Oltre al fatto di dover parlare in inglese, dove faccio ancora fatica, direi che è tutta un’altra cosa. Qui devo pensare solamente a fare l’atleta, curarmi, essere puntuale agli appuntamenti e guardare i programmi di lavoro e gare. Per il resto siamo seguiti a 360 gradi.
Hai tanti compagni di squadra italiani con cui confrontarti, e chiedere consigli…
Con Lorenzo Finn e Davide Donati mi trovo bene, anche con i corridori italiani del WorldTour mi sono subito sentito a mio agio e accolto. Ci siamo conosciuti al primo ritiro a ottobre, in Austria. Era fatto apposta per conoscersi, stare in gruppo e creare affiatamento, non abbiamo pedalato. Infatti quando ho firmato il contratto ho chiesto subito se avessi dovuto portare la bici, mi hanno detto di no.


Avete iniziato a pedalare più avanti?
Nel primo ritiro, a dicembre, ci siamo trovati in bici per la prima volta tutti insieme. Lì ho capito come funziona il mondo Red Bull.
Come funziona?
Allenamenti totalmente diversi, una cosa che mi ha colpito è stata l’uscita di scarico. Si va davvero piano. Fino all’anno scorso ero abituato a fare scarico in Z2 alta e con qualche strappetto fatto forte. Ora invece stiamo bassi, in Z1. All’inizio magari mi andava di spingere, poi ti abitui. Insomma, quando ti dicono di andare piano non è che rifiuti (ride, ndr).


L’approccio agli allenamenti, è tanto diverso?
E’ molto conservativo, non stiamo facendo tante ore. Ora siamo sulle quindici o diciassette a settimana. Poi sto facendo qualche lavoro specifico diverso, VO2 Max e potenziamento con rapporti lunghi e bassa cadenza tenendo comunque i battiti alti. La cosa bella è che ho un rapporto costante con il mio preparatore, Sylwester Szmyd, con cui mi trovo molto bene. Parla italiano e questo rende tutto più semplice.
Con i compagni nuovi ti trovi bene?
Sì, siamo tanti che sono under 23 di primo anno, sei o sette. C’è qualcuno che ho già visto alle gare, come quelli che sono passati dall’Auto Eder (il devo team juniores delle Red Bull-BORA-hansgrohe, ndr). Anche qualche ragazzo al secondo anno l’ho già conosciuto alle corse da junior, vista la differenza di età. Ad esempio con Fietzke e Clemmens ci avevo corso al GP del Perdono nel 2024.


Messo alle spalle l’esordio ora che programmi hai?
Al momento sono a Denia, per fare un blocco di lavoro e di allenamenti. C’è qui anche l’Autozai e ho chiesto un supporto a loro, mi fa piacere ritrovarli e stare del tempo insieme. Questo inverno sono venuto, sempre qui a Denia, anche con Fantini. Messo alle spalle questo ritiro correrò a Le Samyn e poi la campagna del Nord con la Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies, in mezzo dovrei andare a correre in Croazia.
Prima volta sulle pietre?
Sì, vedremo come me la caverò. Penso di avere delle buone caratteristiche, però poi correrci sopra è un’altra cosa. Vediamo, parto senza aspettative ma con tanta curiosità. Alla fine erano le gare che guardavo e sognano davanti alla televisione.