La prima di Fabbro dopo 9 anni. Il nuovo ruolo paga…

La prima di Fabbro dopo 9 anni. Il nuovo ruolo paga…

01.02.2026
5 min
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Si ha un bel dire che fosse una prova 2.2. Matteo Fabbro lo sa bene, ma è pur sempre una vittoria, quella vittoria inseguita per nove anni, quella vittoria che sembrava sempre sul punto di arrivare e non arrivava mai. Il friulano della Solution Tech ha finalmente colto il successo nella tappa del Tour of Sharjah negli Emirati Arabi, ha assaggiato quell’ambrosia che non sentiva da quand’era ancora nelle categorie inferiori e ora può proiettarsi con un altro spirito verso la stagione.

Quando è partito, Fabbro non pensava che il grande giorno fosse ormai alle porte: «Direi che è stata una bella trasferta e lo dico al di là del risultato finale, del fatto che sono riuscito a vincere dopo 9 anni. Quel che mi è proprio piaciuto è stato l’ambiente in squadra. Questa settimana è passata molto velocemente, ci siamo divertiti e si sa che quando il gruppo è buono, poi tutto viene più facile».

Il podio della quarta tappa del Tour of Sharjah con l'udinese fra Nespoli e l'eritreo Mulugeta (foto team)
Il podio della quarta tappa del Tour of Sharjah con l’udinese fra Nespoli e l’eritreo Mulugeta (foto team)
Il podio della quarta tappa del Tour of Sharjah con l'udinese fra Nespoli e l'eritreo Mulugeta (foto team)
Il podio della quarta tappa del Tour of Sharjah con l’udinese fra Nespoli e l’eritreo Mulugeta (foto team)
Che significa vincere la tua prima corsa professionistica dopo 9 anni di ricerca?

E’ una sensazione quasi surreale. Non dico che avevo perso le speranze, ma quasi. Avevo fatto dei buoni anni di gregariato e non avevo avuto molte opportunità. Dopo stagioni difficili, tra malattie varie e problemi fisici, inizio finalmente a essere in salute e presentarmi alle corse in forma e conscio delle mie possibilità. E’ stata una bella soddisfazione, non posso negarlo anche se so che non stiamo certo parlando di una prova del WorldTour…

Com’è stata la tappa della vittoria?

Forse quella dove meno mi sarei aspettato di vincere, perché al mattino non avevo buone sensazioni. L’avvicinamento era stato buono, ero riuscito a rimanere in classifica nonostante due tappe pianeggianti col vento che a me è indigesto. Pesando solo 55 chili, avevo un po’ paura di rimanere fuori dai ventagli, invece sono riuscito a rimanere in classifica.

Fabbro con la nuova maglia. Quarta piazza finale, a 2'19" dal vincitore estone Rein Taaramae (foto team)
Fabbro con la nuova maglia. Quarta piazza finale, a 2’19” dal vincitore estone Rein Taaramae (foto team)
Fabbro con la nuova maglia. Quarta piazza finale, a 2'19" dal vincitore estone Rein Taaramae (foto team)
Fabbro con la nuova maglia. Quarta piazza finale, a 2’19” dal vincitore estone Rein Taaramae (foto team)
Era la frazione che ritenevate più adatta a voi?

Quel giorno l’avevamo cerchiato prima di partire come quello più adatto, ma forse ci credevano più i miei compagni e la squadra di me. Tant’è vero che sotto l’ultima salita avevo chiesto semplicemente di darmi una mano a prenderla davanti e invece loro l’hanno presa proprio di petto. La selezione è avvenuta subito, mi sono ritrovato davanti e devo dire loro grazie perché se ho vinto e tutto merito loro che ci avevano creduto prima e più di me.

Sei entrato nella Solution Tech lo scorso anno a giugno, la sensazione è che quei mesi siano serviti per fare una sorta di apprendistato. La tua permanenza inizia veramente adesso…

Ero stato lontano dalle corse per 8 mesi, sono rientrato a giugno perché l’ultima corsa l’avevo fatta al Lombardia 2024 e sono stati mesi difficili. La Solution Tech mi ha dato fiducia da subito, abbiamo trovato immediatamente un buon feeling, avevo ricominciato già bene all’Appennino e loro hanno sempre avuto molta fiducia in me, che forse era quello che mi era mancato. Questa vittoria mi consente di ripagare almeno in parte quella fiducia.

Fabbro nera approdato alla Solution Tech nel giugno 2025 dopo mesi di forzata inattività
Fabbro era approdato alla Solution Tech nel giugno 2025 dopo mesi di forzata inattività
Fabbro nera approdato alla Solution Tech nel giugno 2025 dopo mesi di forzata inattività
Fabbro era approdato alla Solution Tech nel giugno 2025 dopo mesi di forzata inattività
Tu sei vissuto negli anni come un ottimo scalatore, ti è mancata forse l’occasione giusta?

Difficile a dirsi. In salita sono sempre andato bene, ho sempre fatto grande gregariato, ho avuto grandi capitani e quindi era giusto avere quel ruolo. Ho avuto poche chance e poi mi sono ammalato e quindi è andato tutto a rotoli fino al 2021. Sembrava una crescita graduale, ma quel passaggio da gregario o capitano non arrivava, dopodiché tutto si è arrestato col Covid e adesso pian piano sto cercando di ritornare a quei livelli. La strada sembra promettere bene e quindi magari è la volta buona.

Il capitano con cui ti sei trovato meglio?

Sarebbe quasi scontato dire Peter Sagan, devo però dire che avevo un rapporto speciale con Rafal Majka.

Fabbro insieme a Majka. Tante le corse vissute insieme, pilotando il polacco
Fabbro insieme a Majka. Tante le corse vissute insieme alla Bora Hansgrohe, pilotando il polacco
Fabbro insieme a Majka. Tante le corse vissute insieme, pilotando il polacco
Fabbro insieme a Majka. Tante le corse vissute insieme alla Bora Hansgrohe, pilotando il polacco
Anche lui diventato un ottimo aiutante di capitano. Che cosa serve per svolgere questo ruolo, ora che sei passato dall’altra parte?

Bella domanda… innanzitutto gambe, ma al di là di questo ci vuole tanto tempo passato insieme, anche fuori dalle corse, per trovare la sintonia. Anche per Majka tutta quell’esperienza è poi servita negli ultimi anni per fare la sua trasformazione e diventare preziosissimo per Pogacar. E’ un po’ quello che io avevo fatto ai tempi. Ci vuole anche feeling, ci vuole un lato sia sportivo che umano ci accomuni. Il rapporto funziona e dà frutti quando il gregario dà il meglio di sé, quando si trova bene col proprio capitano, quando è valorizzato.

Adesso lo puoi costruire, un ultimo uomo nel nuovo team?

Si può fare. La squadra è stata comunque rimodernata, hanno cambiato alcuni tasselli, c’è da trovare ancora l’amalgama. Al Tour of Sharjah è stata la prima corsa dove per la salita c’eravamo solamente io e Valerio Conti, che poi si è pure fatto male, gli altri erano tutti per Rajovic. Vediamo già alle prossime corse a Valencia come sarà la situazione.

Il friulano ai suoi esordio da pro' con la Katusha. Sin dall'inizio si è dimostrato un ottimo scalatore
Il friulano ai suoi esordio da pro’ con la Katusha. Sin dall’inizio si è dimostrato un ottimo scalatore
Il friulano ai suoi esordio da pro' con la Katusha. Sin dall'inizio si è dimostrato un ottimo scalatore
Il friulano ai suoi esordio da pro’ con la Katusha. Sin dall’inizio si è dimostrato un ottimo scalatore
Ti sei posto un obiettivo per le prossime gare?

Sono contento di tornare a fare la Volta Valenciana perché è stata la mia prima corsa da pro’, era qualche anno che non la facevo e sono davvero contento di tornarci la prossima settimana. Vediamo un po’ come sarà l’approccio, se riesco a rimanere davanti sarà un altro ottimo segnale.