Canturino 1902

Tutti in montagna. Gli juniores del Canturino ripartono così…

05.01.2026
6 min
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Il tema dei giovani resta caro a bici.PRO. E dopo tutte le polemiche, le analisi e le “fotografie” di un movimento che sta vivendo un’evoluzione mai così rapida, torniamo a parlare di fatti con chi sul territorio ci lavora ogni giorno. Andiamo quindi in casa del Canturino 1902, storica società giovanile lombarda.

Gli juniores del Canturino 1902 sono reduci da un ritiro in quota, o meglio in montagna, perché l’Alpe del Viceré è situata a circa 900 metri di altezza, sulle montagne che sovrastano Cantù. Altro che il caldo della Spagna: qui si fa di necessità virtù. Tutti sulle alture dietro casa, per stare insieme, conoscersi, ma soprattutto ossigenarsi e iniziare a lavorare per una stagione che, soprattutto per i ragazzi di secondo anno, potrebbe già rivelarsi cruciale.

A raccontarci come sono andate le cose è Marco Peraboni, direttore sportivo del Canturino 1902.

Canturino 1902
Giornate fredde ma soleggiate: si faceva la distanza sì, ma a piedi
Canturino 1902
Giornate fredde ma soleggiate: si faceva la distanza sì, ma a piedi
Marco, prima di tutto: come stanno i ragazzi?

Stanno bene, li ho visti anche ieri. Dopo i giorni in montagna abbiamo fatto la prima uscita in bicicletta, giusto per iniziare a prendere confidenza con il mezzo. Le nuove bici le abbiamo consegnate lunedì scorso.

Quanti ragazzi avete quest’anno?

Ne abbiamo dieci: uno straniero e nove italiani, equamente divisi tra primo e secondo anno. Più o meno lo stesso numero della passata stagione. Io sono entrato quest’anno assieme al mio amico e team manager Fabio Dante, che ha voluto affidarmi il ruolo di direttore sportivo. Avevamo già collaborato insieme nel lontano 2002-2003 alla Cervini da Santa. Ci siamo ritrovati dopo più di vent’anni, anche se siamo sempre rimasti in contatto. Io sono stato 12 anni alla NamedSport, che ha chiuso i battenti nel 2024.

E l’anno scorso cosa hai fatto?

Avendo saputo tardi della chiusura della squadra, sono rimasto fermo. Ho avuto un paio di offerte tra i dilettanti, una in Toscana e una in Veneto, ma non mi andava di allontanarmi troppo. Poi diventa difficile seguire davvero i ragazzi: gli spostamenti complicano tutto, sia dal punto di vista logistico che economico. A giugno Fabio mi ha chiamato, mi ha parlato dei cambiamenti in atto al Canturino ed eccomi qui.

I ragazzi riuniti attorno al tavolo con il preparatore Giacomo Conti, allenatore del Canturino 1902
Canturino 1902
I ragazzi riuniti attorno al tavolo con il preparatore Giacomo Conti, allenatore del Canturino 1902
Com’è stato l’approccio con questo nuovo gruppo?

L’approccio è stato molto entusiasta. Rientro dopo 13 anni nel mondo juniores e sapevo come funzionava, anche se negli ultimi 5-6 anni è cambiato parecchio. Ormai già dagli allievi vengono a prenderti e si fa a gara per assicurarsi i migliori corridori.

Perché avete scelto di fare un ritiro in quota?

Perché credo che la prima cosa in assoluto sia creare il gruppo. I ragazzi devono andare d’accordo tra loro: è essenziale. In questa fascia d’età, se non gli stai vicino e non dai anche input su certi valori, rischiano di perdersi tra cellulare, internet e social. E spesso, tramite questi mezzi, credono di sapere già tutto. Guardano i professionisti e cercano di copiare il loro idolo.

Cosa avete fatto in questi tre giorni?

Fondamentalmente conoscerci. Capire il loro carattere, vedere come stanno insieme. Visto che la stagione inizia il primo di marzo, abbiamo scelto qualcosa di alternativo: camminate in montagna, stare tutti insieme, creare un po’ di competizione senza esasperazione, divertendoci. Ho voluto dormire con i ragazzi, mangiare con loro, vivere il ritiro insieme a loro. La società ci ha messo a disposizione tutto e questo è stato molto positivo. Il primo giorno abbiamo anche sbagliato strada e alla fine sono venute fuori quasi sette ore e mezza di cammino! Ma l’hanno presa bene. Sono aspetti che mi mancavano.

Canturino 1902
Da sempre il Canturino 1902 ha svolto attività ad ottimi livelli tra gli juniores. Per il 2026 si propone con 10 ragazzi
Canturino 1902
Da sempre il Canturino 1902 ha svolto attività ad ottimi livelli tra gli juniores. Per il 2026 si propone con 10 ragazzi
In che senso?

Negli under 23, a fine stagione scendono dalla bici, fanno tre settimane di vacanza e poi ripartono subito, spesso ognuno con il proprio preparatore. Alla fine ti devi adeguare. Negli juniores questo aspetto è ancora gestibile. Noi abbiamo un unico preparatore che segue tutti. Io ho sotto controllo i loro programmi e i lavori svolti. E poi li ho tutti vicini, tranne lo straniero che arriva dalla Polonia e lo vedremo a metà gennaio.

Avete dormito tutti all’Alpe del Viceré?

Io sì, mentre Dante faceva avanti e indietro. Ma dalla colazione alla cena siamo sempre stati tutti insieme.

Come si svolgeva la giornata tipo?

La società ci ha prenotato un albergo e il gestore, che è amico del Canturino, ci ha trattato molto bene. Sveglia verso le sette e mezza, un po’ di ginnastica mattutina e colazione alle otto e un quarto. Un’ora dopo partivamo per le escursioni. Tolto il primo giorno, più lungo del previsto, nelle altre due giornate abbiamo camminato tra le quattro e le cinque ore. Prima di partire si indicava il percorso e si andava. Due ragazzi erano della zona e conoscevano un po’ i sentieri.

Canturino 1902
Questi giorni in montagna sono serviti ai ragazzi del Canturino 1902 a cementare il gruppo
Canturino 1902
Questi giorni in montagna sono serviti ai ragazzi del Canturino 1902 a cementare il gruppo
E al rientro?

Tornavamo intorno alle due e mezza e facevamo merenda. In squadra abbiamo una nutrizionista, Rossella Ratto, che ci ha indicato cosa mangiare. Un giorno è salito anche il preparatore, Giacomo Conti, che ha spiegato ai ragazzi alcuni concetti legati all’allenamento in sella, al potenziometro, al suo utilizzo, il recupero…

Come hanno reagito i ragazzi?

Con attenzione. Ho messo qualche paletto: si può ridere e scherzare, ma quando si parla di ciclismo e di cose serie servono rispetto e attenzione. Ognuno deve rispettare il proprio ruolo. I ragazzi che c’erano già, soprattutto quelli di secondo anno, stanno dando il buon esempio ai nuovi. Di quei cinque, solo due erano già in squadra nel 2025. Il gruppo è stato quasi rivoluzionato. Proprio questi due mi hanno detto che ora credono di più nel progetto e si sentono più coinvolti. Gli altri li abbiamo osservati io e Dante sui campi di gara, soprattutto tra gli allievi. Sono ragazzi che cercheremo di valorizzare nel tempo.

Cosa ti ha colpito di più in questi tre giorni?

I due ragazzi di secondo anno mi hanno fatto una buona impressione. Hanno l’approccio giusto, parlano molto e trascinano il gruppo. Per esperienza, se hai uno o due leader positivi diventa più facile creare un ambiente sano. Poi siamo tutti nuovi, anche noi dello staff, e c’è entusiasmo: questo aiuta molto.

Canturino 1902
Girare in doppia fila è necessario ma delicato in situazione di traffico aperto (foto Instagram)
Canturino 1902
Girare in doppia fila è necessario ma delicato in situazione di traffico aperto (foto Instagram)
Il dialogo resta centrale…

E’ la cosa più importante: ti ascoltano. Poi bisogna anche lasciarli fare. Un esempio banale: Remco Evenepoel ha “inventato” le leve girate verso l’interno e oggi tutti le usano così. I ragazzini lo imitano e tu glielo lasci fare appunto. Poi l’UCI ha messo dei limiti perché diventava pericoloso. Da lì ne è nato anche un discorso sulla sicurezza.

E cosa avete detto loro?

Gli ho spiegato che oggi la strada è molto più pericolosa di una volta. Bisogna evitare gesti inutili, stare sempre attenti. Per uno sgarro rischi di finire a terra. Anni fa un mio corridore rispose a un’automobilista che, secondo lui, aveva sbagliato manovra: quello lo buttò giù apposta. Risultato: clavicola rotta. Da qui il rispetto verso gli altri, l’attenzione sempre al massimo ai bivi. Qualche giorno fa li ho fatti girare in doppia fila: sono meccanismi fondamentali a questa età, ma non facili da attuare nel traffico.