Tre giorni in gravel, dall’1 al 3 maggio, in una località, Peccioli che ormai è considerata un “tempio” italiano per le due ruote, fra la memoria di corse e gesta di campioni. La particolarità del Peccioli Gravel Clinic è che sarà una tre giorni davvero piena di eventi clou perché è stata pensata per regalare a chi parteciperà un’esperienza quanto mai ampia e ricca. Mischiando semplici appassionati ad influencer e vecchi campioni del pedale, per abbinare cicloturismo, buona tavola e cura della propria capacità di guida.


Grandi campioni per “maestri”
Perché è proprio questo il nocciolo dell’iniziativa che vede in primo piano Comune, Fondazione e Belvedere. L’idea è stata loro, trovando un necessario supporto tecnico in Extragiro che ha messo in campo la sua struttura trovando anche quelli che faranno da guide sul territorio e da “maestri”, in primis l’olimpionico Paolo Bettini e il campione di strada e MTB Francesco Casagrande che questi luoghi li conosce bene e ben ricorda la vittoria alla Coppa Sabatini 2002, dopo essere stato terzo l’anno precedente.
Il concetto di base in quest’esperienza è nella parola “clinic”, molto usata in vari ambiti sportivi e mutuata dall’America dove si svolgono frequenti simili appuntamenti, soprattutto nelle discipline di squadra, per focalizzarsi su aspetti tecnici del movimento o della tattica. In questo caso i partecipanti al corso saranno monitorati nelle due uscite in bici previste, la loro azione sui pedali sarà ripresa nei video che saranno poi proiettati al pomeriggio con gli istruttori pronti ad analizzare il movimento e dare i giusti consigli al fine di migliorare.


Peccioli cerca nuovi sbocchi
Per Peccioli è un’iniziativa che segna uno spartiacque. La città è legata in maniera indissolubile al mondo delle due ruote attraverso la Coppa Sabatini, che ha visto transitare sulle sue strade molti dei più grandi campioni (immortalati in uno splendido murales cittadino) basti pensare che da tre anni va a rimpinguare il carniere dei successi della UAE, i primi due con Marc Hirschi e lo scorso anno con Isaac Del Toro. Ma la località toscana oggi vuole essere molto più di questo. Intanto sono stati organizzatori corsi per gli operatori turistici per allargare anche il sistema delle guide cicloturistiche a disposizione.
Poi si è lavorato sulla costruzione di percorsi in grado di accontentare ogni esigenza ciclistica, non solo quindi legata alla strada anche pensando all’offroad, che ha ampliato le sue trame grazie all’evoluzione del gravel. Merito di un territorio che non propone asperità particolarmente difficili e che ha una grande ricchezza nelle sue strade bianche, meta di tanti appassionati. Territorio che ha anche un grande richiamo turistico dato dai suoi piccoli borghi ma anche dalla vicinanza con le principali città d’arte.


Tre uscite come esame per tutti
Il Peccioli Gravel Clinic tiene un po’ le fila di tutto ciò. Il programma prevede innanzitutto il soggiorno presso l’Agriturismo Le Palaie, vicino a Peccioli e con tutte le strutture ideali per ospitare un gruppo composto da una trentina di iscritti e dallo staff accompagnatore. Ognuna delle tre giornate si aprirà con un briefing dove verranno illustrate le caratteristiche delle uscite, la durata, le principali asperità.
La prima escursione, quella del venerdì sarà l’Anello della Costellazione, di 53 chilometri per 1.100 metri di dislivello. Al sabato possibilità di scelta per l’Anello Peccioli-Volterra: o il lungo di 63 chilometri per 1.100 metri o il medio di 31 per 450. Una doppia opzione prevista anche alla domenica quando si andrà a Terricciola e ritorno: 39 chilometri per 750 metri e una prova speciale di 31,5 per 550 metri.


L’analisi davanti al video
Nel corso delle pedalate verranno prodotti dei filmati su ognuno dei partecipanti, che poi saranno proiettati e discussi al pomeriggio, alla presenza di Bettini e degli altri istruttori per analizzare e correggere il gesto tecnico. Ciò non significa che non ci sarà anche spazio per il relax, per la vera e propria vacanza.
Prevista ad esempio una visita guidata all’impianto di smaltimento e trattamento rifiuti di Belvedere, famoso in tutto il mondo per le sue gigantesche installazioni artistiche. Ci saranno poi degustazioni enogastronomiche nelle aziende del luogo e ci sarà da fare anche per gli eventuali accompagnatori che non vanno in bici…


La gravel si prende i propri spazi
La scelta di avere numeri di partecipazione così bassi è dettata innanzitutto dal fatto che si tratta di una prima edizione, poi che si vuole dare a tutti coloro che aderiranno la giusta attenzione, trattandosi proprio di un clinic, quindi con un’importante funzione didattica.
Infine c’è la voglia di sperimentare il territorio attraverso le bici gravel, pensando magari a qualche ulteriore sviluppo anche agonistico da pensare per il futuro. E’ l’occasione ideale per conoscere da vicino luoghi che hanno dato tantissimo al ciclismo, strade solcate da ruote prestigiose che però ora vogliono guardare al futuro.