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Terre Autentiche di Piemonte, un viaggio in bici guidati dai sensi

30.07.2022
5 min
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Un progetto che si propone di raccontare e promuovere il territorio in maniera responsabile, sostenibile e nel pieno rispetto di chi lo abita e lo vive ogni giorno. Lo scopo del “Viaggio nelle Terre Autentiche di Piemonte è la valorizzazione turistico-culturale di un territorio dalle caratteristiche uniche. Un’insieme di luoghi fantastici come la Valle Mongia, la Langa Cebana, la Val Cevetta e le sorgenti del fiume Belbo.

Sei percorsi ciclo-turistici, affrontabili anche a piedi, e accompagnati da una mappa interattiva, saranno pubblicati entro agosto per accompagnare alla scoperta di dolci e ondulati orizzonti, tra profumi, colori e sapori di una terra autentica. Scopriamo i primi due itinerari cicloturistici che attraversano la Langa Cebana.

I paesaggi mozzafiato si susseguono, qui la Valle Mongia
I paesaggi mozzafiato si susseguono, qui la Valle Mongia

Guidati dai profumi

Biodiversità, culture secolari, persone che vivono e plasmano, di stagione in stagione, un territorio ricco di risorse e bellezze. Il Sud del Piemonte, dalle cui colline si comincia a percepire la brezza del mare, è una gemma preziosa.

Il primo itinerario parte dal borgo di Sale San Giovanni, famoso da tempo per i filari di lavanda, ma anche per l’elicriso, l’issopo, la salvia, la melissa, il finocchio e tante altre ancora. 

Coltivazioni, tutte dotate di certificazione biologica e biodinamica che rappresentano il secondo polo per la produzione di erbe officinali in Piemonte. Si continua raggiungendo castelli e campi di grano dove paesaggi e ciclisti possono condividere la pace e l’armonia. Per questo percorso, che prevede anche alcune strade bianche, sono ideali Mtb, ebike o gravel.

Qui un passaggio caratteristico nella Cappella di Sant’Eusebio di Rocca Cigliè
Qui un passaggio caratteristico nella Cappella di Sant’Eusebio di Rocca Cigliè

Il viaggio continua 

Proseguendo il primo itinerario, scendendo si incontra Sale San Giovanni il cui borgo storico è dominato dalla presenza del castello “Marchesi Incisa di Camerana”. A pochi passi non ci si può esimere dal visitare ilciabot”, un tradizionale rifugio in Pietra di Langa preservato con grande cura dai locali.

Dopo aver ammirato gli affreschi Quattrocenteschi nell’abside della suggestiva cappella medievale di Sant’Anastasia, si continua in discesa fino al bivio per Torresina. Superata la croce napoleonica che commemora la battaglia del 1796, si prosegue su una strada bianca. Avvolti da fitti boschi si mettono le ruote su un sottobosco ricco di pregiati tartufi e prelibati funghi porcini. 

Continuando il viaggio si giunge così a Roascio, borgo rurale dove si possono gustare tume deliziose (ed etiche), prodotte esclusivamente dal latte di capre autoctone. Le capre brucano queste terre in libertà.

Qui si ritorna in sella lungo il Tanaro alla volta di Ceva, il vero e proprio capoluogo della zona. Superate le mura e arrivati alla torre civica, si incontra “l campanun” che svetta sopra i tetti dell’abitato dalla collina Soraglia. Da qui si può godere di una vista incantevole su tutta la valle, sul centro storico racchiuso tra i fiumi Cevetta e Tanaro.

Attraverso Sale Langhe si torna dunque al punto di partenza di Sale San Giovanni. Si chiude così una giornata all’insegna della natura e del territorio sempre accompagnati dal profilo imponente delle Alpi.

Il panorama dalla torre campanaria che si può scorgere durante il viaggio
Il panorama dalla torre campanaria che si può scorgere durante il viaggio

Viaggio tra vigne e sapori

Il secondo tour è un’esperienza per tutti gli amanti del buon vino e dei paesaggi romantici. Anche in questo caso si tratta di un percorso circolare. Se il primo tour era un itinerario sensoriale dedicato ad olfatto e vista, a farla da padrone in questo caso è il gusto autentico del Piemonte.

Tra noccioleti e antichi filari di vite corrono strade che scavano il proprio percorso nella pietra arenaria o Pietra di Langa per raggiungere piccoli gioielli di architettura romanica.

Il tour parte da Castellino Tanaro, con la sua torre cilindrica in roccia arenaria e una terrazza da cui ammirare tutta la vallata, fino alle creste del Monviso. Con l’imponente torre alle spalle, si arriva al corso del Tanaro alla volta di Ciglié, attraversando colline ricoperte da vigneti e noccioleti, e campi coltivati con grande cura e amore.

Qui c’è la possibilità di scattare qualche selfie sull’originale panchina gigante di Ciglié. L’accogliente paese ospita alcune delle Cappelle del Tanaro, poste tra il XIII e il XV secolo lungo l’antica via del sale che vanta una storia risalente alle tratte commerciali dell’Impero romano. 

Seguendo il gusto

In un viaggio tra i sapori non mancano i momenti da dedicare al palato. Continuando per il secondo itinerario è doveroso perdersi il tempo per gustare la cisra, tipica minestra di ceci locale o un piatto di tradizionali tajarin fatti a mano, accompagnati da un buon calice di Dolcetto, tesori enogastronomici di Langa Cebana. 

A seguire da Ciglié si parte per addentrarsi in uno scenario tutto langarolo, dominato da edifici in pietra che seguono la cresta delle colline,andando alla volta di Rocca Ciglié, dove ci si ritrovano le cappelle del Tanaro. La prima, quella di Sant’Eustachio, si trova appena fuori dall’abitato, mentre si incontra quella di San Bernardino in paese, con sullo sfondo le Alpi Marittime

Qui la tradizione contadina è antichissima, tant’è vero che nei terreni incolti sono stati impiantati vitigni di Dolcetto da cui si producono pregiati Dogliani DOCG ma anche uve bianche da cui si produce un ottimo Alta Langa DOCG. La strada tra Rocca Ciglié e Castellino è unica: dalle coltivazioni biologiche di farro, ai filari di acacie e sambuco, che rendono possibile l’apicoltura “nomade”.

Il tour giunge al termine, e non c’è finale migliore di una cena gourmet nell’osteria di Castellino Tanaro.

Terre Autentiche