Stagione agli sgoccioli, come cambiano i carichi di lavoro?

28.09.2023
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Siamo a fine stagione e nel vasto campo della preparazione qualcosa inizia a cambiare. E cambia per due motivi principali. Il primo, più fisiologico, è che a fine anno ormai le condizioni tendono a livellarsi. Altrimenti se così non fosse la crescita dei valori sarebbe infinita. Il secondo motivo, è che i fisici mediamente sono più stanchi, pertanto “meno propensi alla fatica”, per dirla in modo molto spicciolo.

Di questo aspetto della preparazione autunnale ne parliamo con Giacomo Notari, coach dell’Astana Qazaqstan (in apertura foto Instagram), attualmente impegnato in Asia, per il Tour de Langkawi penultima corsa a tappe della stagione.

Giacomo Notari (classe 1988) è coach dell”Astana e ha anche un suo centro di preparazione, l’NG Training
Giacomo Notari (classe 1988) è coach dell”Astana e ha anche un suo centro di preparazione, l’NG Training
Giacomo, dunque, come cambiano i carichi di lavoro a fine stagione?

E’ una risposta ampia e difficile. Diciamo che il carico dipende soprattutto dal calendario gare dell’atleta. Dopo la Vuelta, ci sono quasi solo corse di un giorno, spesso molto fitte come quelle in Italia e in questa fase, ripeto, con l’ultimo grande Giro alle spalle, la stanchezza fisica e mentale si fa sentire. Pertanto i carichi calano un po’.

Quanto? Chiaro che ci riferiamo ad una stima e non a numeri precisi…

Io credo che diminuiscano di un 20 per cento, anche 25. Proprio perché ci sono corse di un giorno si va a ricercare la brillantezza e si è brillanti se si è freschi. E per essere freschi serve il recupero. In questa fase perciò si tende molto a sfruttare la gara e a scaricare nei giorni tra un impegno e l’altro.

Si dice, proprio in virtù della stanchezza, che i lavori più intensi vengano assimilati meno: è così? Per esempio l’altura ormai non si fa più…

Per me no, semmai questa componente dell’assimilazione è molto legata all’aspetto mentale, cioè quanto un corridore è stanco e propenso a lavorare. Perché se la testa c’è, è motivato, e chiaramente di base sta bene, il lavoro viene assimilato normalmente.

Anche in questo periodo della stagione la fase intensa dei lavori è molto importante
Anche in questo periodo della stagione la fase intensa dei lavori è molto importante
E quali sono i lavori più intensi che si fanno?

Si tende a fare qualche sessione dei classici 30”-30”, 40”-20” o 15′ in sessioni di 5′ di Vo2Max con recuperi completi. O ancora una salita lunga partendo dal medio e facendo il finale fuori soglia..

E per il resto?

Dipende anche quanto tempo si ha a disposizione tra una gara e l’altra, se si deve arrivare al Giro di Lombardia o si stacca prima. Nel caso si faccia “la classica delle foglie morte” ci sta che si facciano un paio di allenamenti lunghi, curando ancora un po’ la parte aerobica, e poi si passa a qualche lavoro di brillantezza. Ma per il resto in questa fase sono soprattutto le sgambate a tenere banco. Considerando che ci sono parecchie corse come accennato.

Dopo lo stacco estivo Lutsenko (qui primo al Memorial Pantani) ha inanellato una serie di corse di un giorno e sarà così fino a fine stagione
Dopo lo stacco estivo Lutsenko (qui primo al Memorial Pantani) ha inanellato una serie di corse di un giorno e sarà così fino a fine stagione


E invece il metodo del preparatore cambia o è sempre lo stesso? Per esempio, come inviate i programmi durante questo periodo?

Questo dipende da team a team. Noi per esempio inviamo i programmi in Pdf, come nel resto della stagione. TrainingPeaks lo utilizziamo per analizzare i file di gare e allenamenti. Quel che cambia è che rispetto ad inizio stagione il programma va rivisto più spesso, si tende a parlare molto più anche con il corridore per sentire come sta. Il programma lo devi adattare, rimodulare. E infatti nel pieno della stagione di solito inviamo programmi di due settimane, in questa fase di una sola settimana.

Rispetto al passato, in linea di massima, in questa fase si affronta l’autunno in un altro modo?

Di base direi di no, ma come è ormai noto essendo cambiato il modo di correre, oggi in allenamento, anche in questo periodo, si tende a fare più intensità. E questo perché non puoi più permetterti di andare alle corse per allenarti. Il livello è alto anche nelle gare più piccole e quindi ci devi arrivare ben preparato.