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Forza sui rulli: perché sì, perché no. Sentiamo Malaguti

13.12.2022
5 min
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Non è la prima volta che si sente dire che la forza, per essere fatta bene sui pedali, vada fatta sui rulli. Utopia, ricerca della preparazione naif, verità… forse c’è un po’ di tutto. Come da nostra abitudine ne abbiamo parlato con un preparatore, Alessandro Malaguti, il quale segue i ragazzi della #inEmiliaRomagna.

L’allenamento indoor è certamente migliorato rispetto al passato. Questo è stato possibile grazie ai nuovi strumenti e anche all’innegabile accelerazione che ha portato il Covid sia in termini di strumenti appunto, ma anche di conoscenze.

Alessandro Malaguti oltre a seguire i corridori della #inEmiliaRomagna ha un suo studio, Relab a Forlì (foto Instagram)
Alessandro Malaguti oltre a seguire i corridori della #inEmiliaRomagna ha un suo studio, Relab a Forlì (foto Instagram)
Alessandro, forza e rulli. E’ un “sacrilegio” affiancare queste due cose?

Dipende che forza vogliamo fare. La forza massima si può fare a secco con della ghisa e quindi con della palestra. E questa dipende da chi si ha davanti (se un velocista o uno scalatore) e da cosa si vuol fare. Poi c’è la forza resistente, quella che si fa sui pedali. E questa volendo si può fare anche sui rulli.

E tu cosa ne pensi?

Preferisco quella fatta in bici su strada, perché l’atleta lavora con il suo gesto specifico reale. Poi posso “giocare” con le rpm a seconda del lavoro neuro-muscolare che voglio andare a fare. Le SFR classiche con battiti relativamente bassi restano, ma si lavora anche ad intensità maggiori con cadenze più alte e durate inferiori della ripetuta.

Quindi meglio strada…

Sì, però va detto che i rulli moderni sono come dei videogiochi bellissimi, grazie ai quali puoi simulare tutto. Senza contare che sei al sicuro dai pericoli che invece ci sarebbero su strada. Puoi concentrarti meglio sul tuo gesto. Ti puoi allenare indipendentemente dagli agenti atmosferici. E in questo periodo è molto importante che un atleta non si ammali. Sul fronte tecnico un indubbio vantaggio è che puoi replicare esattamente ciò che intendi fare. Puoi “costruire” la tua strada perfetta. 

Realtà virtuale e rulli sempre più precisi migliorano l’allenamento indoor. Per i pro’ la differenza di battiti e watt con la strada è molto bassa
Realtà virtuale e rulli sempre più precisi migliorano l’allenamento indoor. Per i pro’ la differenza di battiti e watt con la strada è molto bassa
Questi sono i pro dunque. E i contro?

Il primo limite riguarda i volumi di lavoro. Magari in inverno non sono ancora altissimi e ci potrebbe anche stare, ma sui rulli difficilmente riuscirò a fare più di un’ora e mezza. O almeno così dovrebbe essere per non incappare in squilibri elettrolitici. Si possono fare anche tre ore al giorno in due sessioni da un’ora e mezza, ma ci deve essere un’adeguata pausa che consenta il recupero. E questo già da solo va a falsare l’allenamento. Senza contare che tre ore sui rulli sono davvero tante e c’è il rischio che nei giorni successivi non si renda come si dovrebbe.

Prima hai parlato delle pedalate che non possono essere reali come su strada: cosa intendi?

Il lavoro neuromuscolare per stare in equilibrio, per assecondare la bici, fare le curve, superare gli avvallamenti (dai più grandi a quelli infinitesimali, ndr), il vento… Anche questo fa parte del lavoro. Restando sul discorso neuro-muscolare il software che utilizzo io, Coach Peaking, mi consente di estrapolare il file di un allenamento, di caricarlo sul computerino e di replicarlo sui rulli con tutte le varie resistenze. Ma a me non piace perché è un lavoro passivo. A livello neurologico c’è un coinvolgimento inferiore.

Però alcuni preparatori sostengono che proprio l’eliminazione di questa variabile possa essere un vantaggio. In pratica si reclutano tutte le fibre a lavorare sulla forza e non se ne lascia nessuna a fare “un altro lavoro”…

Vero, è una teoria che più volte ho sentito. Ma siamo sicuri che quelle fibre sui rulli verrebbero coinvolte per esprimere la forza? Sarebbe curioso fare dei test ed avere un paragone scientifico. Io per esempio seguo dei triatleti e loro spesso si allenano con la bici da crono sui rulli. Faranno anche bene i loro lavori, ma poi quando li vedi sulla bici da crono sono imbarazzanti. E’ vero che quelle bici sono difficili da guidare, però il lavorare sui rulli non li aiuta.

Nello sci di fondo per esempio ci sono degli enormi tapis roulant sui quali si va con gli skiroll, si potrebbero fare anche con la bici?

Si tratta di rulli “mega galattici” e ci si è anche provato, ma hanno costi stratosferici… e le abitazioni sono sempre più piccole (in effetti bisogna pensare anche al marketing e non solo a quei pochi pezzi da laboratorio, ndr). E poi non so quanto siano allenanti perché non sei tu che lo azioni. I podisti che corrono sul tapis roulant infatti fanno un lavoro cardiovascolare, e va bene, ma riguardo al gesto non spingono quanto su strada. La spinta sull’appoggio del piede non è tutta loro.