Capita sempre meno che un corridore si presenti a inizio stagione con paio di chili di troppo. E nel ciclismo di oggi si sa quanto è difficile se anche un solo tassello non è al suo posto. Basta pensare ai 7,3 watt/chilo espressi da più di qualche atleta alla Valenciana pochi giorni fa. Certi numeri se non sei al top non li fai.
Tuttavia qualche caso c’è. Possiamo garantire che due atleti di un team italiano che dovevano essere in Argentina, per delicatezza non facciamo i nomi, non sono partiti in quanto fuori col peso.
Come spesso accade ad accompagnarci in questo “viaggio alimentare” è Laura Martinelli, nutrizionista della Jayco-AlUla. I suoi corridori li monitora costantemente e la sua prima risposta ci dà l’ennesima prova di quanto sia cambiato oggi il ciclismo.
Laura, dunque, cosa succede se un corridore si presenta alla vigilia della prima gara stagionale con un paio di chili di troppo?
In realtà è molto improbabile che oggi possa accadere con tutta la pianificazione che c’è alle spalle. Gli atleti sanno da fine novembre, inizio dicembre al massimo, quando inizieranno a correre. E se succede, bisogna capire cosa non ha funzionato dall’offseason in poi. E proprio questo periodo sempre più ridotto aiuta a limitare lo sbalzo di peso.
Hai parlato di pianificazione, ma c’è anche un certo monitoraggio, immaginiamo.
Esatto, c’è un costante monitoraggio da remoto e per questo la “doccia fredda” dei due, tre chili di troppo al momento del via è improbabile. Gli atleti sono monitorati su base giornaliera, neanche settimanale. E se dovesse succedere che qualcuno non è in linea col peso, si cambia il programma e magari inizia più in là.
Quindi due chili sono davvero tanti oggi per presentarsi alle corse?
Di base sì. Poi è chiaro che dipende anche dalla struttura del corridore di cui si sta parlando. Perché due chili su uno scalatore di 55-60 chili sono una cosa. E due chili su un passista da 75 ne sono un’altra.
E se i programmi non si possono cambiare e il corridore è atteso ad esempio alla Vuelta a Andalucia, che parte giusto oggi?
Per come lavoro io, dico che quel che è fatto è fatto. Alla peggio l’atleta si presenta in gara con i due chili di troppo. Di certo non lo vado a stravolgere in corsa, rischio di fare un danno muscolare, specie se poi parliamo di una breve corsa a tappe. Discorso invece un po’ diverso se si tratta di un grande Giro. In quel caso cerco di sfruttare le prime due settimane per essere okay nella terza, limando qua e là. Perché comunque è un “lavoro di fino.”
Ragioniamo per assurdo, siamo a dieci giorni dal debutto stagionale e il corridore in questione si porta dietro quei 2-3 chili di troppo. Cosa fai?
Per prima cosa mi confronto con il preparatore e insieme stiliamo il programma settimanale. Un programma che in linea di massima sarà più orientato sul volume che non sull’intensità. Si mette in atto una strategia dettagliata: quasi ora per ora. Posso ipotizzare si facciano anche delle sessioni a digiuno. L’obiettivo infatti è arrivare al peso forma non in dieci giorni ma in sette, otto per lasciare all’organismo i restanti due o tre giorni per recuperare.
Chiaro, comunque è uno stress…
Quei due giorni servono all’atleta per ritrovare il suo equilibrio. E poi anche perché in questo periodo che fa più freddo se mangia poco o è così al limite aumenta il rischio di ammalarsi. E’ un equilibrio molto delicato.
E a tavola come fai?
Premesso che generalizzare è difficile, è certo che bisogna creare un deficit calorico giornaliero, ma guai a banalizzare questo concetto. Bisogna stare molto attenti soprattutto ai carboidrati. Si deve stare molto al limite: darne meno, ma non troppo pochi. Per riuscire in questa “missione” bisogna stare a stretto contatto con il corridore. Bisogna essere minuziosi, dettagliati, chirurgici.
Alla fine il rischio è quello che dimagrendo troppo in fretta, si “mangi” il muscolo. Almeno una volta si diceva così…
Esatto e per questo è molto importante gestire il prima e il durante l’allenamento. Queste due fasi si affrontano come se la situazione fosse normale. Cambia la parte dopo, come dicevamo, quella legata al reintegro e ai carboidrati. Io posso perdere anche due chili in due giorni, mangiando pochissimo quando rientro, ma perderò soprattutto liquidi e componente attiva (i muscoli, ndr). Mentre l’obiettivo è perdere quella passiva (il grasso).