Tarmac SL9, categoria S-Works con lo zampino di un ingegnere italiano

Tarmac SL9, categoria S-Works con lo zampino di un ingegnere italiano

30.06.2026
6 min
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S-Works Tarmac SL9 di Specialized ha una forma ben precisa e un’identità. Il mondo dei canali social si è inzuppato di immagini più o meno celate mirate a rimpolpare i contenitori dei like, ma una cosa è supporre ed intravedere, cosa ben diversa è entrare nel dettaglio.

Dietro le quinte del progetto Tarmac SL9 c’è anche un italiano? Assolutamente sì e si tratta dell’ingegnere Alessandro Giusto, Simulation Manager di Specialized, già coinvolto nello sviluppo della Aethos II. Giusto è alla guida di un team estremamente specializzato nelle simulazioni ed iterazioni, studio del carbonio e dell’aerodinamica. Entriamo nel dettaglio della nuova Tarmac SL9.

Tarmac SL9, categoria S-Works con lo zampino di un ingegnere italiano
Alessandro Giusto è Simulation Manager di Specialized
Tarmac SL9, categoria S-Works con lo zampino di un ingegnere italiano
Alessandro Giusto è Simulation Manager di Specialized

Migliorare Tarmac SL8

Sembra un’affermazione banale. Eppure «migliorare una bicicletta particolarmente efficiente, la S-Works Tarmac SL8, è stato piuttosto complicato, così come è stato difficile restare sul medesimo peso della SL8 pur aumentando il volume delle tubazioni». Così ha aperto la conversazione Alessandro Giusto. SL9 è più veloce rispetto alla precedente (nell’ordine dei 4 watt), 687 grammi dichiarati per il telaio misura 54, peso del tutto accostabile alla generazione 8, senza modificare il feeling di guida e l’immediatezza della bici.

Lo sterzo è stato smagrito rispetto alla Tarmac SL8, riducendo la superficie frontale del 10%, tradotto è 4 millimetri più sottile. Al tempo stesso la forcella è spanciata ed i volumi laterali sono stati maggiorati. Questa soluzione collima con un abbassamento dell’obliquo, più vicino alla ruota. Significa minimizzare l’effetto delle turbolenze che inevitabilmente si generano in quella zona, migliorare la transizione tra forcella e sezione centrale/tubo obliquo.

Piantone e reggisella S-Works sono tra i punti chiave della nuova SL9. Il seat-tube prevede una sorta di pinna che segue la ruota: soluzione che prende il nome di Win Fin. Non c’è più il profilo troncato, il tutto ha un volume maggiore rispetto al passato. E’ cambiato anche il disegno del reggisella, particolarmente sfinato se osservato frontalmente, più stretto sotto e più largo nella parte alta se osservato lateralmente. Non solo, perché il nuovo piantone diventa anche il fulcro del concetto Flow State Design di Specialized, ovvero la forma che contribuisce a reggere il carico.

Tarmac SL9, categoria S-Works con lo zampino di un ingegnere italiano
La nuova Specialized S-Works Tarmac SL9
Tarmac SL9, categoria S-Works con lo zampino di un ingegnere italiano
La nuova Specialized S-Works Tarmac SL9

Equation of speed: cos’è?

«I numeri ed i risultati ottenuti, quelli che hanno permesso di sviluppare la nuova Tarmac SL9 – racconta Giusto – sono condensazione di fattori. Tutto quello che vediamo sulla nuova bici è ottenuto grazie all’ottimizzazione numerica, al contributo della galleria del vento e alla volontà di rendere ancora più veloce una bici che era già estremamente efficiente: la SL8. Anche questo è Equation of Speed – prosegue Giusto – un fattore considerato dalla stragrande maggioranza dei marchi che fanno ricerca e sviluppo, ma la grande differenza è come viene usato.

«S-Works Tarmac SL9 è una piattaforma creata per il professionismo e l’atleta professionista vuole tagliare per primo il traguardo. Per noi Equation of Speed è il calcolo delle potenze disponibili, dove vanno a finire e come vengono consumate. Ad esempio l’attrito – conclude Giusto – quanto l’atleta spende per affrontare lo spazio (aerodinamica, ndr) ed anche la VAM (velocità ascensionale media, ndr). Con tutti i dati disponibili oggi, potenza dell’atleta, numeri del tracciato, variabili del vento e molto altro, siamo in grado di calcolare in modo preciso il time to finish e quanto può influire l’efficienza del mezzo meccanico».

Superfici maggiorate, telaio leggero

«Il progetto Tarmac SL9 ha iniziato a prendere forma a Settembre 2024 – racconta Giusto – con la grande sfida di non incrementare il peso e rendere la bici più veloce, mantenendo l’impronta iconica di SL8. Nonostante abbiamo aumentato la superficie del telaio di SL9, sono un esempio il piantone con il Win Fin, oppure i foderi della forcella, il valore alla bilancia è rimasto identico.

«Uno studio enorme – prosegue Giusto – è stato eseguito riprogettando la mappatura delle pelli di carbonio, di conseguenza analizzando e approfondendo gli spessori di ogni singola tubazione».

S-Works Tarmac SL9

Telaio e forcella con carbonio top di gamma Fact 12r. SL9 porta in dote il forcellino UDH e mutua la scatola del movimento centrale filettato BSA con calotte esterne dei cuscinetti (CeramicSpeed). CeramicSpeed firma anche il pacchetto della serie sterzo con la versione SLT.

La fase di lancio iniziale prevede due allestimenti, AXS e Di2, rispettivamente con Sram Red 2×12 e Shimano Dura Ace 2×12, ognuna delle quali monta le ruote Roval Rapide CLX con raggi in carbonio. Roval Rapide è anche il cockpit. Sarà disponibile anche un kit telaio S-Works. E’ lecito immaginare (come in passato) versioni differenti che adottano (o adotteranno, ma in merito non sono disponibili notizie) il carbonio Fact 10r.

Specialized