GIRONA (Spagna) – Il gravel sta evolvendo. Forse è una delle discipline che negli ultimi anni presenta maggiormente dei margini di sviluppo tecnico data anche la sua giovane età e la disparità di obbiettivi fra i praticanti. Soprattutto la forte espansione del lato competitivo del gravel, con gare sempre più veloci e tecniche sta premendo forte sull’acceleratore dell’evoluzione del materiale.
Su questa strada si inserisce il nuovo set di ruote presentato da ENVE che va a riprendere i punti di forza dei loro prodotti strada e mountain bike per condensarli in uno dei prodotti più avanzati dell’attuale panorama gravel racing.


Velocità in aumento
Spinti dall’aumento delle velocità medie – per dare un’idea sia la Traka 360 che 200 sono state vinte con medie vicine ai 33 Km/h quest’anno, un bel salto dai 26-28 Km/h rispettivamente di soli 5 anni fa – il produttore americano ha puntato tantissimo sullo studio aerodinamico, applicando la stessa metodologia già vincente ai loro prodotti stradali: profili alti, differenziati, canali larghi e tanta galleria del vento e prove su strada.
Come richiama il nome mutuato dalle ruote che accompagnano regolarmente Pogacar alla vittoria, per il settore gravel Enve porta sul mercato due combinazioni di misure di cerchio per tre set di ruote: G SES 6.7 Pro, G SES 4.5 Pro e G SES 4.5. Tutte studiate in galleria del vento per essere le più rapide in associazione al trend di coperture di grande sezione che si vede ormai sdoganato in ogni gara gravel.


Gomme larghe, canale largo
Sia il set a medio profilo 4.5, con altezze differenziate fra anteriore da 49 mm e posteriore da 55, che la versione per i percorsi più veloci 6.7, con altezza da 60 mm anteriore e ben 67 mm dietro, hanno infatti un range di pneumatici consigliato fra 44 e 52 mm di larghezza.
Per accomodare tali coperture richieste fortemente dagli atleti per affrontare le condizioni di gara anche piu difficili, il canale interno hookless è di ben 30 mm per le versioni 4.5 e addirittura 35 mm per le 6.7: una misura che si fatica a trovare anche in ambito MTB e fortemente superiore anche alle Zipp 303 che hanno sdoganato la ruote extralarge nel gravel con quella che sembrava fino ad oggi la misura esagerata di 32 mm.


Forme e profili su misura
Per ENVE tale misura è stata studiata per supportare la spalla pneumatico anche a basse pressioni e accompagnare la forma della gomma nella transizione col cerchio: area delicata per l’efficienza aerodinamica, ma anche un altro punto dove si nota inoltre il grosso lavoro a tutto campo dello specialista del carbonio.
Infatti non solo il profilo è differenziato in altezza, ma soprattutto nella forma: mentre al posteriore si presenta simile a un triangolo classico per minimizzare il drag, anteriormente è molto più vicino a un triangolo di Reuleaux per rendere più prevedibile la reazione alle turbolenze e non perdere agilità alla rotazione dello sterzo.


Forature più difficili
Se finora sembra che si sia sviluppato un prodotto derivato principalmente dal mondo strada, analizzando meglio il canale però vediamo presente la interessante tecnologia Wide Hookless Bead proprietaria di ENVE e mutuata dai prodotti MTB. Il bordo del canale è volutamente costruito molto più largo del necessario e con una curva raccordata dolcemente.
Lo scopo non è solo irrobustirlo meccanicamente, ma anche rendere molto più difficile la foratura del pneumatico per il cosiddetto snakebite. Quando un ostacolo collassa il battistrada o la spalla sul bordo del canale, la maggior superficie distribuisce l’impatto diminuendo anche le probabilità di danni sulla gomma stessa.


Tre versioni, due mozzi
A chiudere il progetto, le ruote 6.7 Pro e 4.5 Pro presentano l’ultima versione dell’affidabile mozzo Innerdrive Pro con tutte le qualità conosciute anche nella versione Premium, come precarico assiale automatico, il sistema ratchet qui in versione a 40 denti e corpo alleggerito oltre all’utilizzo di cuscinetti ceramici.
Alla versione G SES 4.5 standard invece è riservato il mozzo Premium con il ratchet a 60 denti e qualche grammo extra dato dai cuscinetti in acciaio e si perde la finitura di raggi e mozzo cromata, che distingue le versioni Pro, a favore di una più classica nera.


Stress test da record
Il risultato è un set di ruote che si presenta robusto, pronto ad essere… abusato sui sentieri più difficili come si evince anche dagli stress test mostrateci, in cui ogni cerchio è stato sottoposto a impatti per caduta ripetuti su ogni singolo foro per il raggio, poi ad ogni giro completo si andava ad aumentare l’altezza di caduta.
Nella tabella di confronto l’energia totale sopportata fino ai primi segni di cedimento doppia i migliori risultati dei competitor di alta fascia, indicando non solo una buona resistenza assoluta ma dando interessanti speranze anche sulla rottura per fatica.


Svelate (e provate) a Girona
Abbiamo potuto ammirare le ruote dal vivo proprio alla The Traka di quest’anno, a Girona, prima della loro presentazione, ultimo test teso a verificare sul campo l’efficacia del sistema ruote nelle condizioni reali più gravose.
I due atleti Minke Bakker e Alexis Roche del team Enve Mog, schierati alla partenza della 360, ci hanno confidato che hanno apprezzato soprattutto la sensazione di stabilità anche con i pneumatici da 48 che montavano rispetto ai cerchi precedenti a canale stretto, che rendevano le sezioni più ampie troppo “tonde”. Inoltre la completa assenza di problemi – anche di forature – sperimentata fino ad allora, fatto non scontato su un prodotto così giovane. Perché un prodotto performante non dà guadagni se non è affidabile.
I set di ruote saranno disponibili al prezzo di 3.599 euro per la versione G SES 4.5 con i mozzi Innerdrive Premium e raggi neri con adesivi in colore nero o bianco ed un peso totale di 1.565 grammi; al prezzo di 3.899 euro per il set G SES 4.5 PRO o G SES 6.7 PRO con i mozzi Innerdrive Pro e raggi cromati e adesivi bianchi o argento, per un peso rispettivamente di 1.480 e 1.580 grammi.