Le Castellet, presentazione nuove gravel by Van Rysel

RCR-G più EDR-G, due diverse anime gravel in casa Van Rysel

24.08.2026
7 min
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LE CASTELLET (Francia) – Siamo stati invitati da Van Rysel nel sud della Francia per provare le nuove proposte per gli amanti della ghiaia: la RCR-G e la EDR-G. Il marchio francese con sede a Lille (sapevate che Van Rysel significa proprio “da Lille” in fiammingo?) sta dimostrando l’ottimo valore dei suoi prodotti stradali con il team Decathlon CMA-CGM. Da quando è nell’orbita del gigante francese dello sport, quest’ultimo è passato dal 18° al 4° posto (al momento della scrittura) nella classifica WorldTour, risultati che hanno convinto Van Rysel ad applicare lo stesso workflow per rinnovare la gamma bici ad alte prestazioni per le strade bianche.

Come per abbigliamento ed accessori, la denominazione dei modelli tradisce lo scopo del prodotto: la RCR-G è il nuovo prodotto di punta per il segmento sempre più richiesto delle gravel-race, mentre la EDR-G vuole essere la soluzione per chi cerca sempre una gravel senza compromessi ma che mantenga uno spirito dedicato all’avventura e alle esperienze di più giorni.

La RDR-G è figlia del grande la   voro fatto anche con i pro' sponsorizzati
La RCR-G è figlia del grande lavoro fatto anche con i pro’ sponsorizzati
La RDR-G è figlia del grande la   voro fatto anche con i pro' sponsorizzati
La RCR-G è figlia del grande lavoro fatto anche con i pro’ sponsorizzati

Il gravel va veloce

Partendo dalla RCR-G si può notare già a prima vista una somiglianza con la RDR-R che tradisce la ricerca aerodinamica fatta sulla parte anteriore del telaio e forcella. Ormai molte gare gravel vengono svolte a velocità medie fra i 30 e 40 km/h e a queste velocità in galleria del vento l’iterazione finale della gravel è risultata penalizzata di meno di 8 Watt a parità di coperture con la controparte stradale.

Parliamo di diverse iterazioni perché ci hanno svelato i tecnici Van Rysel che la parte più complicata nello sviluppare una bici simile sia stato bilanciare una bici efficiente nel trasferire la potenza e non disperdere la velocità nel vento col resistere agli abusi, rimanendo confortevole e guidabile in fuoristrada in modo da permettere di performare in gare superiori alle 4 ore.

La ricerca di questo equilibrio è chiaramente visibile soprattutto nel reggisella in carbonio che volutamente mantiene la sezione tonda così come nel piantone e nei foderi posteriori che si discostano chiaramente dalle sezioni rigide e allungate della RaCeR stradale a favole di strutture più snelle. Meno visibile è invece il lavoro fatto sotto la vernice, dove ogni taglia di telaio nasconde una diversa lavorazione e distribuzione dei lay-up della fibra di carbonio, per adattarsi alla flessibilità richiesta dal crescere dei pesi medi e distribuzione dello stesso al variare delle taglie del ciclista.

RCR-G, velocissima in 8,5 kg

Una volta presa in mano la RCR-G e lanciata sui primi sterrati ci si rende conto presto del bel lavoro di equilibrio fatto dai tecnici delle fiandre francesi. La bici si lascia condurre bene sulle asperità senza scomporsi troppo e il telaio si dimostra comunque rigido e scattante quando ci si alza in piedi sui pedali.

Su tutte le versioni, il cambio XPLR a 13 velocità permette di trovare sempre il rapporto giusto con la affidabilità in fuoristrada del monocorona: forse solo leggermente limitante per gli atleti più forti la scelta della corona da 40 nell’allestimento di ingresso. Nonostante la combo cockpit e ruote d’alluminio, la bici ferma la bilancia a cavallo degli 8,5 kg, ma non sembra affatto limitata nel fare velocità.

Va detto però che è soprattutto negli allestimenti più pregiati con il manubrio integrato (il medesimo della RCR-R) e i cerchi in carbonio da 50 mm marchiati dalla stessa VR che la bici ha quel guizzo in più: negli sterrati più scorrevoli e nei trasferimenti asfaltati trasmette prontezza agli input ed efficacia ai rilanci proprio come la controparte stradale.

La RCR-G promette poi in ogni versione invariata la versatilità, poiché bastano piccole accortezze di set-up sfruttando i tre punti di aggancio per i portaborraccia, la predisposizione per il bento-box sull’orizzontale e l’abbondante passaggio ruote fino a 50 mm per poter avere un mezzo che si presta anche alle gare più lunghe.

Entrambe le biciclette nuove di Van Rysel sono equipaggiate con doppio portaborraccia e monocorona
Entrambe le biciclette nuove di Van Rysel sono equipaggiate con doppio portaborraccia e monocorona. La RCR-G può montare anche la doppia
Entrambe le biciclette nuove di Van Rysel sono equipaggiate con doppio portabocrraccia e monocorona
Entrambe le biciclette nuove di Van Rysel sono equipaggiate con doppio portaborraccia e monocorona. La RCR-G può montare anche la doppia

EDR-G, amante delle lunghe distanze

Su questo aspetto si sfuma la linea che separa la RCR-G dalla sorella EDR-G, nonostante quest’ultima nasca da un diverso gruppo di lavoro e con obbiettivi chiaramente differenti. Invece di voler costruire una bici da corsa per lo sterrato, con la EDR-G il mantra è stato “comfort is fast” con l’obiettivo di mantenere il ciclista fresco il più a lungo possibile per massimizzare la distanza percorribile o godersi al meglio il viaggio intrapreso.

Mentre la RCR-G nasce in collaborazione con i professionisti dei team WorldTour e continental supportati da Decathlon, i primi prototipi della EnDuRance sono stati fatti provare a gruppi di eterogenei di ciclisti che spaziavano dai professionisti, amatori, backpackers, randonneur per ottenere feedback atti ad allargare lo spettro di utilizzo della bici il più possibile. Un test finale sulla buona riuscita delle soluzioni progettuali è perfino stato fatto dalla ultra-cyclist Juliette Coquert con una spedizione di 10.000 km attraverso l’Europa in modalità unsupported, comprovando l’affidabilità della bici.

Stabile, ma anche molto agile

Rispetto alla RCR-G troviamo una bici con design più classico, tutte le sezioni sono tonde e il lay-up delle fibre è stato studiato per cercare di ridurre il più possibile le vibrazioni trasmesse al ciclista che causano extra affaticamento col passare dei km.

Non mancano le soluzioni comode per una bici pronto-avventura, come 15 punti di aggancio per borracce, borse e accessori vari lungo telaio e forcella, anche se su quest’ultima i punti di aggancio verranno meno se si opta per l’allestimento con versione telescopica. Opzione che permette il passaggio pneumatico molto abbondante oltre il dichiarato di 50 mm da V|R. Sul fronte degli accessori integrati non si può non citare il toolbox integrato nel tubo obliquo, con menzione d’onore al fatto che su tutti gli allestimenti viene già fornito completo con camera d’aria, pompa, multi-tool e cacciagomme, spesso proposti come optional in prodotti ben più costosi.

Fra le due bici quella che ha stupito di più alla guida è stata proprio la EDR-G. Spesso le gravel predisposte per il bikepacking e l’avventura sacrificano il divertimento nel pedalare e la giocosità in discesa sull’altare della stabilità e del comfort. Il modello del costruttore di Lille si è dimostrato invece stabile (gli sterrati fra Marsiglia e Tolone sanno essere abbastanza aspri con rocce smosse e strade piacevolmente complicate), ma soprattutto abbastanza agile di sterzo e leggera nei cambi di traiettoria, permettendo anche di divertirsi in caso di bici scarica di borse a schivare e saltellare sulle asperità senza dover ricorrere continuamente ai freni.

Il manubrio in due pezzi Deda con abbondante flare (24°) e il reggisella standard tondo da 27 mm facilmente sostituibile con eventuale telescopico promettono poi il pieno controllo in ogni condizione anche in caso di bici carica.

Veloci, robuste e prezzo interessante

La EDR-G si dimostra quindi la bici perfetta per chi vuole cimentarsi in ultra-cycling e randonnèe veloci, ma anche capace e veloce per chi voglia cimentarsi in qualche gara gravel con percorsi più accidentati. La RCR-G invece è sicuramente votata ai più competitivi e chi ha più tecnica in mano, ma non disdegna le avventure più lunghe né le manca la robustezza per i tratti più impegnativi.

Nessuna delle due ha presentato particolari difetti, se non l’impossibilità di montare neanche aftermarket una doppia corona sulla EDR-G, predisposizione presente stranamente sulla più corsaiola RCR-G. Entrambe sono caratterizzate come spesso accade con i prodotti del gruppo Decathlon da un interessante rapporto qualità prezzo, in questo caso ancora più che in altri non solo per economicamente competitivo ma perché prodotti qualitativamente di buon livello.

Van Rysel