Tubeless vs tubolare: non di rado si prende come riferimento la resa tecnica del secondo, per valorizzare o glissare il primo. Eppure gli pneumatici tubeless (e tubeless ready) oggi occupano il primo gradino del podio, nonostante i tubolari non sono stati completamente dimenticati e sono presi ad esempio, soprattutto quando si argomentano comfort, elasticità e versatilità.
Sfruttare i vantaggi e la modernità del tubeless anche grazie ad una sorta di parallelismo tecnico con il caro vecchio tubolare? Ekoi non è la prima azienda che arriva a sviluppare questo concetto, al tempo stesso renderlo pratico, ma il nuovo tubeless ready EK RR 29 è un top level in senso assoluto nella categoria tubeless ready con carcassa in cotone. L’abbiamo provato.


Ekoi EK RR 29, come è fatto
E’ uno pneumatico tubeless ready (non è compatibile con i cerchi hookless TSS, ma solo con i cerchi TC) di ultima generazione. Si basa su una carcassa in fili di cotone da 350 Tpi (fili per pollice quadrato): un valore altissimo, di sicuro una delle più fitte proposte in questo segmento di prodotti. Significa una costruzione fatta a mano e certosina, un peso ridotto, significa un’elasticità non comune a pneumatici con carcassa in filato sintetico.
Il tessuto di aramide (di colore nero) avvolge completamente i cerchietti laterali (pieghevoli) e tutta la zona del tallone è rinforzata con una bandella. Quest’ultima ha l’obiettivo di rendere più sostenuta la struttura in un punto molto delicato, soggetto a pizzicature e colpi contro il bordo del cerchio. La sezione centrale presenta una striscia ad alta densità (posizionata sotto il battistrada) che a sua volta protegge ed irrobustisce, oltre a tenere lo pneumatico “in forma”. Il battistrada adotta un disegno differenziato in tre parti, per altrettante sezioni e rende lo pneumatico direzionale.
La parte centrale è caratterizzata da una sorta di disegno spigato e lisca di pesce, mentre le sezioni mediane hanno una trama fitta a linee incrociate. I due lati (i punti più esterni del battistrada) presentano delle linee che segnano il perimetro del tubeless, con la forma molto rotonda che tende a chiudersi in modo importante ai lati. Una forma voluta per donare allo pneumatico un eccellente coefficiente aerodinamico, voluto per lasciare un buon margine di adattabilità della gomma su cerchi con canale interno fino a 25 millimetri.








Perché la sezione da 29?
E’ il compromesso perfetto, tenendo ben presente che si tratta di un tubeless ready sviluppato in modo specifico per le competizioni, in questa giungla di cerchi e relative dimensioni dei canali interni. Ekoi garantisce la perfetta adattabilità su canali che vanno da 17 fino a 25 millimetri di larghezza.
La nostra esperienza ci porta ad affermare che il minimo sindacale parte da 20 millimetri, nell’ottica di sfruttare a pieno la forma, la sezione e le corrette pressioni di gonfiaggio. Come ogni tubeless ready, anche EK RR 29 è perfettamente compatibile con le camere d’aria (meglio se quelle in TPU).


Le sensazioni su strada
Un’elasticità ineguagliabile e una capacità di smorzamento che un tubeless ready di altissima gamma, con scheletro in filato sintetico, può solo sognare. Un comfort funzionale di altissimo livello, che si traduce anche nella grande capacità di dissipare buona parte delle vibrazioni, trazione e adattabilità. A questo corrisponde un larghissimo range di utilizzo delle pressioni di esercizio, che sicuramente prendono spunto dal peso del ciclista (e della bici), ma si completano grazie alle preferenze del guidatore. Un tubeless di questa caratura non sarà mai troppo secco e duro, ma sarà in grado di conservare in modo costante quell’elasticità che è parte integrante del suo DNA.
Trova la sua massima resa su asfalti asciutti, anche in inverno con temperature basse, dove si possono sfruttare a pieno comfort, scorrevolezza e tenuta laterale. Resta affidabile anche sull’asfalto umido e bagnato, ma è fondamentale far scendere le atmosfere di gonfiaggio. Abbiamo portato il tubeless Ekoi vicino alle 6 atmosfere (senza problemi), volendo estremizzare la prova, per poi trovare il punto ideale (considerando le nostre caratteristiche di peso e guida) compreso tra le 5 e 5,6 bar.


Un tubeless che “deve lavorare”
Una volta tallonato e montato deve riposare, proprio come i vecchi tubolari. Lo pneumatico deve lavorare e far lavorare il liquido al suo interno, in modo che quest’ultimo impregni le fibre della carcassa, il tallone e formi quello strato impermeabile necessario ad uno pneumatico del genere. 24/48 ore prima dell’utilizzo effettivo, lasso di tempo in cui è fondamentale muovere la ruota per fare trasudare il liquido anti-foratura tra cerchio/gomma/strati dello stesso pneumatico.
In questo delta temporale si possono verificare delle perdite di pressione che scompaiono dopo che il lattice ha impregnato la gomma ed i talloni si sono incollati ai bordi del cerchio. E’ tutto semplice, ma ci vuole un po’ di pazienza.




In conclusione
Ekoi EK RR 29 Racing Fast non è un tubeless adatto a tutti, o meglio, è uno pneumatico che nasce per accontentare in modo specifico gli agonisti più spinti. Quando si proviene da un periodo nel quale si è utilizzato un classico tubeless sintetico (se pur di buona qualità), la confidenza con EK RR può non essere immediata, ma semplicemente perché scompare quella secchezza delle risposte con la quale il ciclista impara a convivere. Qui il primo vantaggio, ovvero il comfort funzionale abbinato ad una maggiore stabilità anche su asfalti al limite della percorribilità.
Il prezzo di listino è di quelli importanti e supera gli 80 euro per singolo pezzo (anche se gli sconti sul sito ufficiale Ekoi sono sempre interessanti). E’ giusto sottolineare che EK RR 29 è uno pneumatico da categorizzare al pari di un marginal gain o comunque un tubeless che può fare la differenza nell’economia complessiva di una prestazione di qualità.