La ricerca nel mondo del ciclismo è costante ed abbraccia ogni aspetto, non ultimo quello legato alla performance e ai capi di abbigliamento. Studio, sviluppo, test, prove in galleria del vento e poi il definitivo esordio su strada, questo solitamente è l’iter con il quale si lavora. Il rapporto tra le squadre professionistiche e le aziende è fondamentale, il continuo confronto tra atleti e tecnici permette di migliorare costantemente l’aspetto della performance ma anche vestibilità e comfort.
Il rapporto che c’è tra il brand Santini e il Team Lidl-Trek è un esempio di tutto questo, la qualità e la ricerca del marchio bergamasco sono al servizio degli atleti della formazione WorldTour. Un lavoro che ha portato alla realizzazione di diversi capi d’abbigliamento, tra questi ci sono una serie di body utilizzati ormai per ogni corsa e in gran parte delle condizioni meteo.
«Ai corridori della Lidl-Trek – ci dice Sabrina Bonaiti, Sponsorship Supply Coordinator di Santini – forniamo quattro body differenti. Due per le prove in linea e altri due per le cronometro. La scelta di utilizzare questo tipo di capo d’abbigliamento è nata dalla necessità di avere un prodotto che potesse risultare performante, adattabile alla fisionomia dell’atleta e anche comodo».


Su strada
Il primo dei due body che vengono utilizzati dalla formazione americana è pensato per un clima mite, quando le giornate non sono eccessivamente calde. Un capo dove lo sviluppo è arrivato dal confronto diretto con gli atleti della Lidl-Trek. Uno scambio di idee e feedback fondamentali.
«Come modello i body – spiega ancora Sabrina Bonaiti – nascono da un nostro progetto, il Dynamo. Insieme agli atleti WorldTour abbiamo effettuato alcune revisioni, con costruzioni e forme dei pannelli riviste e disegnate nuovamente in base alle loro esigenze. Ci siamo affidati anche ai test in galleria del vento, grazie ai quali siamo riusciti a perfezionare ulteriormente il capo. Il fit è molto aderente, che in alcuni casi viene adattato alle forme e alle misure dell’atleta».
«Nella parte superiore del body più pesante offerto agli atleti – continua – utilizziamo la lycra come tessuto, che comunque risulta leggero ed estremamente comodo. Mentre sulle maniche è stato scelto un tessuto rigato, che offre un maggior riscontro in termini aerodinamici. Una delle principali rivoluzioni per il body da strada arriva nella parte delle gambe, dove è stato preferito un tessuto a navetta che offre una maggiore compressione e una migliore performance».




Evoluzioni e cambiamenti
Lo studio e lo sviluppo dei capi tecnici non riguarda solamente la performance e la prestazione dell’atleta, seppur questi rimangano centrali. Tuttavia anche la comodità e il comfort sono importanti, in modo da permettere al corridore di potersi esprimere al meglio.
«Abbiamo anche un body leggero, pensato per la stagione estiva – ci spiega Sabrina Bonaiti – dove il tessuto nella zona del busto, sempre in lycra, ha però delle finezze tecniche diverse. Praticamente è come se fosse un microrete che, anche dal punto di vista visivo, propone delle differenze. Infatti non ha una struttura liscia, tipica della lycra, ma una a cerchi che permette di avere una traspirabilità maggiore. L’obiettivo era quello di mantenere la temperatura corporea dell’atleta il più bassa possibile. Per quanto riguarda gambe e maniche non ci sono differenze».




Per le crono
I body realizzati da Santini per le prove contro il tempo sono sempre due, uno che ha come obiettivo quello di garantire il più alto spunto tecnico all’atleta per eccellere quando il cronometro fa da giudice ultimo.
«In questo caso – dice la nostra interlocutrice – il processo di studio e di test è stato davvero profondo e ci ha impiegato un anno di lavoro continuativo. I due body da cronometro vengono chiamati “warm” e “cold”. Con il primo che ha come focus la ricerca della massima aerodinamicità. Il fit è personalizzato in base all’atleta, dove i pannelli di tessuto e le cuciture sono stati posizionati in base alle esigenze e alle curve del corpo».
«Per le gambe – continua – la scelta del tessuto è ancora diversa, in poliuretano. Guardandolo da vicino si vede una grande differenza, sembra lo stesso materiale utilizzato per i copriscarpe. Risulta molto liscio al tatto, in modo da far scorrere l’aria».
«Il secondo body da cronometro viene utilizzato poco dagli atleti, ma è stato creato per le giornate davvero calde. Sulle gambe il tessuto in poliuretano fa spazio a un più traspirante».




Il feedback di Sobrero
Uno di coloro che ha utilizzato i diversi body firmati Santini è Matteo Sobrero, il quale ha avuto modo di esordire quest’anno al Santos Tour Down Under e indossare quello più leggero. Mentre ora al Tour of the Alps sta indossando il body più pesante. Il piemontese è, inoltre, anche un cronoman.
«I due body pensati per le corse in linea – spiega Sobrero – presentano un fattore di comodità, quindi risultano più elastici e comodi sulle lunghe distanze. Al contrario quello per le cronometro risulta più rigido e aerodinamico. Si sente molto la differenza nella parte delle gambe, che offre un’ottima compressione».
«Solitamente utilizzo il body con il tessuto in Lycra, nelle gare in linea – spiega nuovamente – anche se durante il Tour Down Under ho scelto il capo più leggero, dove la rete microforata ha offerto una traspirabilità davvero ideale per combattere il caldo estivo che abbiamo trovato. Tra i due c’è anche una differenza in termini di peso, che si sente anche solamente prendendo in mano i capi».
«Il vantaggio aerodinamico e di performance si sente – conclude Sobrero – soprattutto nella parte di congiunzione tra gambe e busto. E’ più stretto e questo permette al fondello di rimanere stabile. Personalmente utilizzo i body anche in allenamento, grazie alla doppia zip sono molto comodi anche per i vari stop in gara. Le tasche sono le stesse che sia hanno su una maglia normale, quindi dal punto di vista della capienza e della comodità non cambia nulla».