Manubrio integrato, cosa vedremo in futuro e perché tanta integrazione?

Manubrio integrato, cosa vedremo in futuro e perché tanta integrazione?

06.09.2026
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FORCALQUIER (Francia) – Il manubrio integrato, o cockpit come è giusto sottolineare è uno degli argomenti più attuali, dibattuti ed è uno dei componenti che ha contribuito (e contribuisce tutt’ora) a cambiare la bici.

Perché tutto questo interesse verso l’integrazione, il design alare e l’ergonomia? Cosa cambia dal manubrio “estremo” che vediamo sulla Colnago Y1Rs, sulla Bianchi, montato sulla Cervélo S5, componenti che sono un tutt’uno con il telaio, rispetto a quelli pur sempre ricercati, comunque più versatili in termini di montaggio? Abbiamo chiesto a AJ Turner, Product Manager di Enve, autorevole in materia di ergonomia, design ed integrazione.

Manubrio integrato, cosa vedremo in futuro e perché tanta integrazione?
Il cockpit della Colnago Y, sempre in vista grazie alle tante vittorie
Manubrio integrato, cosa vedremo in futuro e perché tanta integrazione?
Il cockpit della Colnago Y, sempre in vista grazie alle tante vittorie
Quanto è cambiata e quanto sta cambiando la categoria dei manubri integrati?

Tantissimo ed il cambiamento è sotto gli occhi di tutti, eppure siamo di fronte ad una svolta, sicuramente di natura tecnica e strettamente legata ai brand che producono biciclette. Mi sembra ieri ed invece era il 2016, sono passati 10 anni, fornimmo il primo manubrio integrato a Dimension Data e nello specifico a Cavendish, con forti concezioni aero e decisamente più stretto della media per quell’epoca.

Dici una svolta, per quale motivo?

Da una parte abbiamo i marchi focalizzati alla produzione di biciclette che puntano ad avere sistemi integrati e sempre più specifici. Dall’altra ci sono brand come Enve, potrei citarne altri, che proseguono nello sviluppo del sistema manubrio con risultati eccellenti e puntano alla trasversalità in fatto di compatibilità e forniture ai diversi team ed aziende. Non un semplice dettaglio, un fattore che influirà sugli sviluppi futuri da ambo le parti.

Manubrio integrato, cosa vedremo in futuro e perché tanta integrazione?
Cavendish, i primi test con i manubrio integrati aero di Enve già nel 2016
Manubrio integrato, cosa vedremo in futuro e perché tanta integrazione?
Cavendish, i primi test con i manubrio integrati aero di Enve già nel 2016
Perché i brand investono così tanto, risorse e tempo, nello sviluppo del manubrio integrato?

Ci sono due aspetti principali da considerare. Il primo è relativo alla performance e ai numeri, perché il manubrio integrato è il componente principe quando si valuta la prestazione numerica della bici. E’ il primo pezzo della bici che impatta con lo spazio. Ci sono bici aero concept attuali ed efficienti che hanno modificato il proprio design originale per adattarsi al meglio al manubrio integrato che ha mostrato unna super efficienza. Il secondo aspetto da considerare è il focus dell’azienda. Parliamo di Enve, visto che ne faccio parte, un brand conosciuto e riconosciuto soprattutto per i componenti di altissima qualità, è nostro obbligo sviluppare cockpit di caratura tecnica elevata.

In termini di numeri, un manubrio integrato con design alare è migliore?

Dipende, non è un dato di fatto e talvolta può essere leggermente superiore solo in situazioni molto specifiche. La vita reale, una volta che la bici è portata su strada è un’altra. Abbiamo esempi di corridori che sono passati da un manubrio integrato ad un profilo alare e hanno chiesto degli adattamenti per riprendere al millimetro il setting utilizzato in precedenza.

Manubrio integrato, cosa vedremo in futuro e perché tanta integrazione?
AJ Turner, Product Manager in Enve, esperto di design, ergonomia ed integrazione
Manubrio integrato, cosa vedremo in futuro e perché tanta integrazione?
AJ Turner, Product Manager in Enve, esperto di design, ergonomia ed integrazione
Quando racconti di sistemi integrati ed estremamente specifici ti riferisci ai manubri con design alare?

Soprattutto a questi, che sono un tutt’uno con lo stem, con design particolare anche quest’ultimo, sono un tutt’uno con la bici. Non è da considerare il manubrio con design alare come pezzo singolo, ma è da valutare il componente nella totalità del sistema bici.

Cockpit del genere influiscono così tanto sulla performance complessiva? Se sì in che modo?

Un manubrio bene fatto, ben ingegnerizzato e sviluppato ad hoc in è un gamechanger importantissimo, molto più di quanto si possa immaginare. Ma non si tratta solo di forme ed impatto estetico. Mi limito a dire che, senza entrare eccessivamente nel dettaglio, considerando inoltre che la mia considerazione potrebbe essere valutata come di parte, molti dei cockpit specifici con disegno ad ali di uccello, sono un compromesso.

Manubrio integrato, cosa vedremo in futuro e perché tanta integrazione?
Lenny Martinez con la sua Bianchi, altro esempio di manubrio integrato con forme alari
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Un compromesso in che termini?

Non di rado sono troppo rigidi ed uno sbilanciamento verso la rigidità porta a discomfort e feeling limitato. Sono pesanti e complicati nella gestione meccanica ed implicano ulteriori complicanze nel disegno dello sterzo della bicicletta. Sono difficili da assemblare ed eventualmente da rimuovere dalla bicicletta. In fatto di numeri non sono migliori di un manubrio integrato della stessa categoria, ma sono disegnati dallo stesso brand che sviluppa la bici e rientrano in una piattaforma dove lo stesso bike brand ha il totale controllo.

Avete ipotizzato di sviluppare un cockpit per la Colnago Y1Rs?

No, per un’azienda come Enve non è conveniente. Resterebbe un manubrio troppo specifico e dedicato ad una sola bicicletta, aspetto complicato da gestire se consideriamo il mercato. Resta il fatto che tutte le V5Rs del Team UAE sono montate con il nostro integrato SES, voluto da Pogacar.

Manubrio integrato, cosa vedremo in futuro e perché tanta integrazione?
Del Toro al Tour è passato dalla Y alla V5Rs con manubrio integrato non alare
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Del Toro al Tour è passato dalla Y alla V5Rs con manubrio integrato non alare
Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro?

Siamo in una sorta di fase transitoria, come detto in precedenza, credo che in futuro i brand più importanti di bici cercheranno di creare piattaforme sempre integrate con componenti propri, magari sviluppati con partner di fiducia oppure con frame-kit completi disegnati internamente. Alla base c’è la volontà di avere un controllo totale sullo sviluppo. Credo inoltre che i profili ad ali di uccelli subiranno ulteriori modifiche nel design, ma in questo è il progresso della categoria aerodinamica che comanda in toto, senza dimenticare le regole UCI.