AlUla Tour 2026, 4ª tappa, Winter park - Shalal Sijlyat Rocks, Matteo Malucelli, Jonathan Milan

Malucelli e la volata vincente: un mix di gambe e studio

10.02.2026
7 min
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Durante uno di quei pomeriggi d’inverno fatti apposta per pensare, Malucelli si è messo a ragionare sulle sue volate. Ricordate l’intervista dello scorso ottobre in cui il romagnolo spiegò di aver cambiato posizione in bicicletta, preferendo un assetto aerodinamico che lo rendeva più veloce pur facendo meno watt? Le otto volate vinte (anche) grazie a questa intuizione non gli bastavano più e così, con il tipico approccio dell’ingegnere meccanico (laurea conseguita nel 2018 a 25 anni, ndr), Matteo ha riaperto il file.

«Mi sono detto – sorride Malucelli – che con quella posizione le corse in Asia le vinco. Però rispetto a quelli che vincono in Europa, mi manca qualcosa. E allora ho cominciato a fare tutti i miei ragionamenti sul divano e sono arrivato a una soluzione che non vi posso dire, perché sennò sveliamo il segreto. O meglio, ve la dico se non la scrivete. Ne ho parlato con Sedun e poi con Dowsett, che alla XDS Astana si occupa dei materiali, e hanno convenuto che avrebbe potuto funzionare. Sappiamo che la bici settata come nel 2025 funziona, ci siamo detti, proviamo a cambiare e vediamo come va».

Matteo Malucelli, ritiro, XDS Astana, pedivelle da 165
L’adattamento di Malucelli alle pedivelle da 165 e la corona da 56 ha preso buona parte del ritiro invernale (immagine Instagram)
Matteo Malucelli, ritiro, XDS Astana, pedivelle da 165
L’adattamento di Malucelli alle pedivelle da 165 e la corona da 56 ha preso buona parte del ritiro invernale (immagine Instagram)
Custodiremo il segreto, ma qualcosa bisognerà pure dire, senno come lo spieghiamo che grazie (anche) al nuovo assetto, Malucelli ha battuto Milan ad AlUla?

Quello che si può dire, che è una parte importante ma non è tutto, è che ho messo le pedivelle da 165 e ho montato il 56. Prima non lo spingevo: con le 170 non lo facevo girare e mi mancava velocità. Ero veloce, ero aerodinamico, ma non riuscivo a spingerlo per tutto il giorno perché diventava pesante e in volata arrivavo a 72, 73 all’ora e oltre non andavo.

Basta questo?

Ho ragionato molto anche sulle innovazioni delle cronometro. Una volta la teoria era di avere il manubrio basso e la testa alta, negli anni invece hanno chiuso lo spazio fra il manubrio e la testa, alzando il primo e abbassando la seconda. C’era spazio per inventarsi qualcosa e l’ho fatto. L’ho pensata, l’ho studiata, l’ho ragionata e la tengo per me.

Ti sei accorto subito che la nuova posizione funzionava?

L’ho trovata subito più comoda e quando ho montato il 56 con le pedivelle da 165, mi sono accorto che non era lungo come con le pedivelle da 170. E mi sono detto: se riesco a farlo girare alla stessa velocità con cui spingevo il 54, ho fatto bingo.

Ci spieghi come mai il 56 si gira meglio con le pedivelle corte?

Tanti dicono che se hai la pedivella corta, devi imprimere più forza perché accorgi il braccio della leva. In realtà, quando trasmetti forza alla catena, hai accorciato il raggio della pedivella, ma hai allungato il raggio della corona perché il 56 è più grande del 54. Quindi fondamentalmente i due fattori si compensano, con la differenza che il 56 sviluppa più metri.

Shimano Dura Ace, corona da 56
Il 56 è diventato alla portata di Malucelli grazie al cambio delle pedivelle: da 170 a 165
Shimano Dura Ace, corona da 56
Il 56 è diventato alla portata di Malucelli grazie al cambio delle pedivelle: da 170 a 165
Perché comunque l’applicazione della forza avviene nel punto in cui la catena aggancia la corona?

Esatto, però i finti ingegneri che sono nelle squadre, per me questo passaggio non l’hanno colto. Per cui dopo che più volte mi era stato sconsigliato di usare le pedivelle più corte, quest’inverno ho chiesto di provarle.

E cosa hai scoperto?

Non è che per stare dietro agli altri faccio 20 watt in più. Allo stesso modo, se faccio una salita accanto a un altro, i watt sono gli stessi di prima, perché il rapporto potenza/peso di Malucelli rimane lo stesso. Ma per assurdo, riesco ad andare più agile col 56, viaggiando sempre con la catena intorno a metà cassetta. Vado sempre un dente più agile, la volata che ho vinto contro Milan, non l’ho fatta con l’11, ma col 13.

La strada tirava come si poteva pensare dalla televisione?

No, era un piattone, ma veniva vento da destra. Non so chi ha detto che fosse contrario e che Milan si sia piantato. Nello stradone, avevamo vento in faccia, leggermente da destra, infatti stavano tutti a sinistra. Quando abbiamo svoltato a sinistra per il rettilineo di arrivo, il vento era completamente laterale da destra. Ackermann che è stato il primo a partire e poi Bauhaus erano entrambi sulla sinistra. Quando Milan ha fatto la sua passata e io ero sulla sua destra, l’abbiamo fatta tutta in pieno vento.

Perché il 56 fa la differenza?

Non l’avevo mai usato. L’anno scorso alla Vuelta a Burgos, quando arrivai secondo dietro Moschetti, avevo il 55. Persi di un pelo, a 135 pedalate da seduto perché non avevo rapporto. Se avessi avuto il 56 avrei vinto? Probabilmente, ma non riuscivo a spingerlo. Da quel momento mi mi sono detto che avrei dovuto trovare il modo per farlo. Solo che non bastava montarlo, usarlo e abituarsi. Così quest’inverno ho messo giù l’idea e pare che funzioni.

AlUla Tour 2026, 4ª tappa, Winter park - Shalal Sijlyat Rocks, Matteo Malucelli, Jonathan Milan
Nella volata vinta all’AlUla Tour il vento soffiava da destra: Malucelli l’ha preso in pieno, ma ha saltato Milan
AlUla Tour 2026, 4ª tappa, Winter park - Shalal Sijlyat Rocks, Matteo Malucelli, Jonathan Milan
Nella volata vinta all’AlUla Tour il vento soffiava da destra: Malucelli l’ha preso in pieno, ma ha saltato Milan
Come è stato adattarsi?

Abbiamo cominciato in ritiro, iniziando con le pedivelle corte. Facevo le volate contro Kanter con il 54 e le 165. Partivo, lo lasciavo lì e poi mi arenavo. Facevo il picco e poi la potenza andava giù, perché a un certo punto non c’era più il rapporto, e lui mi rimontava. Così abbiamo messo il 56 e ho visto che facevo lo stesso picco di prima con il 54 e le 170, ma lo tenevo più a lungo, facendo lo stesso numero di pedalate.

Cosa cambia?

E’ matematica. Fai 26 centimetri in più a pedalata, in una volata fai 20 pedalate e quindi sono 4 metri in più a parità di tutto il resto. Quattro metri sono due biciclette, quindi adesso c’è curiosità di vedere al UAE Tour se funziona davvero.

All’AlUla Tour qualche indicazione è venuta, no?

Il giorno della seconda vittoria di Milan (la 2ª tappa, vinta da Jonathan su Skerl, in cui Malucelli è arrivato quinto, ndr) nonostante abbia dovuto frenare perdendo le ruote, ho rimontato su tutti e sono arrivato con le stesse tre bici da Milan che avevo quando sono partito. La volta dopo sono riuscito a partirgli da ruota e l’ho saltato.

Anche Milan è attaccabile?

E’ ovvio che non metto in discussione Milan come velocista: se facciamo dieci volate, ne perdo otto. Però ogni tre volate, una gli viene meno bene e se uno è bravo e pronto a farsi trovare nel posto giusto, magari lo batte. Se arrivo a vincerne due su dieci, a me va bene. Secondo me ce la possiamo giocare (Malucelli se la ride, ndr).

AlUla Tour 2026, 4ª tappa, Winter park - Shalal Sijlyat Rocks, Matteo Malucelli
Dopo la vittoria della 4ª tappa dell’AlUla Tour, Malucelli ha avuto la conferma delle sue teorie (e delle grandi gambe!)
AlUla Tour 2026, 4ª tappa, Winter park - Shalal Sijlyat Rocks, Matteo Malucelli
Dopo la vittoria della 4ª tappa dell’AlUla Tour, Malucelli ha avuto la conferma delle sue teorie (e delle grandi gambe!)
E’ frustrante l’etichetta di Malucelli che vince le volate in Oriente e qui in Europa non ce la fa?

Durante le riunioni dell’inverno, questo è stato fonte di discussione. E’ chiaro che se corro soltanto là, le volate le vinco là. Nel 2025 ho fatto una volata al UAE Tour e sono arrivato secondo, ne ho fatta un’altra a Burgos e sono arrivato secondo. In Cina faccio 20 volate e ne vinco 5 o 6. Proviamo a fare 20 volate in Europa e vediamo come può andare. E’ chiaro che non vinco 10 corse, perché il livello è più alto. Però proviamoci e magari va come in Turchia, dove sono riuscito a vincere.

Alla luce di questo, si può parlare di Giro d’Italia?

Già da novembre ho chiesto di farlo, poi a gennaio l’ho chiesto ancora, ma ci stanno ragionando. Vediamo di fare qualcosa di buono al UAE Tour (16-22 febbraio, ndr) e chissà che non se ne possa parlare davvero.

Che cosa prevede ora il tuo programma?

Dopo UAE teoricamente non corro per un mese e mezzo, perché l’idea è quella di tornare al Tour of Hainan (15-19 aprile, ndr). Lo sponsor è cinese e giustamente ci tiene. Tornerei di qua il 22-23 aprile e, se dovessi fare il Giro, non ci sarebbe più tempo per andare in altura. Per cui potrei andare in montagna fra UAE Tour e Hainan e poi andare dritto al Giro. Ma adesso pensiamo al UAE Tour, ho qualche curiosità da togliermi.