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Crono del Tour: Space Jet, l’arma in più per Bahrain Victorious

17.07.2021
4 min
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Il primo a partire della Bahrain Victorious è stato Marco Haller alle 13,27. Crono finale del Tour de France 2021: 30,7 chilometri da Libourne a Saint Emilion. Bici Merida Wrap TT e un body tutto nuovo, lo Space Jet, fornito da Alé per le prove contro il tempo. Il Tour de France volge al termine e la squadra guidata da Franco Pellizotti ha potuto utilizzare il nuovo capo speciale messo a punto proprio per la corsa francese.

«L’abbigliamento è insieme al casco – ci dice Alessia Piccolo, direttore generale Alè – uno dei componenti esterni che possono fare la maggiore differenza a livello aerodinamico, quasi più della bici. I body da noi proposti nascono dalle esigenze dei team, noi creiamo dei prototipi e li sviluppiamo insieme alle squadre».

Haller è stato il rpino corridore del team a partire nella seconda crono del Tour
Haller è stato il rpino corridore del team a partire nella seconda crono del Tour

La continua ricerca dell’azienda veronese, nell’ambito dei tagli, dei tessuti e delle soluzioni più ergonomiche ed aerodinamiche, ha prodotto un nuovo eccezionale risultato. Il body Space Jet à un capo rivoluzionario, studiato in galleria del vento, con l’obiettivo di fornire un guadagno di tempo da quantificare in decimi, migliorando così la performance dell’atleta.

Tre tessuti

Per questo body sono stati utilizzati tre tessuti diversi, in funzione delle porzioni di corpo che fasciano, a conferma che lo studio è anche anatomico.

Four Way Stretch. Corpino e parti stampate sono creati con questa fibra tecnica, la quale offre ottima elasticità multidirezionale, utile per il busto e le gambe, che in questo modo rimangono più liberi di seguire i movimenti dell’atleta. L’azione di leggera compressione permette al muscolo di reagire meglio ai piccoli shock dovuti all’asfalto e allo sforzo del corridore.

Zaffiro. La lycra power, con cui è fatta tutta la parte del cavallo, quella con il maggiore sfregamento, dovuto alla sella. Studiato per durare nel tempo ed avere un ottimo grip

Space Jet. Infine, su maniche, spalle e fianchi c’è il materiale che dà il nome al capo. Si tratta di un tessuto a navetta, bielastico, caratterizzato da un’inconfondibile struttura tridimensionale, posizionato proprio nei punti di delaminazione del flusso d’aria. La sua superficie ruvida, con diverse altezze e intrecci, risulta vincente nella corretta ed efficace gestione del “drag”: creando turbolenze nel flusso d’aria ne ritarda conseguentemente il punto di taglio.

Il body Space Jet ha debuttato al Tour de France
Il body Space Jet ha debuttato al Tour de France

Galleria del vento

La collaborazione con le squadre è ormai cruciale per il disegno del loro abbigliamento, per cui dopo aver registrato le volontà degli atleti, il passo successivo è lo sviluppo del prodotto in galleria del vento anche per la messa a punto e la scelta dei tessuti più redditizi. Infine si passa per il body fitting con gli atleti, per riscontrare che il lavoro fatto si adatti effettivamente alle loro misure.

«Questo prodotto è nato studiando i flussi d’aria in galleria del vento – precisa Alessia Piccolo – ormai alla base dello sviluppo, soprattutto su indumenti così tecnici. Abbiamo visto come nella parte delle spalle e delle braccia l’attrito fosse ancora elevato. Il tessuto Space Jet ha delle canaline che permettono al flusso d’aria di scorrere via evitando così l’effetto vortice».