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Alte Marche: di rocca in rocca fra Catria, Nerone e Petrano

04.07.2023
6 min
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Eccoci al secondo giorno della CAAM, la Ciclo Appenninica Alte Marche che in 200 chilometri unisce in un percorso ad anello nove Comuni. Questa volta ci troviamo sotto l’egida dell’Unione Montana di Catria e Nerone. Per la seconda parte del viaggio (la prima è stata pubblicata domenica 2 luglio) ci accompagna il solo “Zico” Pieri, senza la moglie Emanuela.

Partiamo da Cantiano, borgo sorto nel Medioevo lungo l’antica Via Flaminia e noto per le sue gustose visciole…

«Zico, ma tra i tre monti della zona (Catria, Nerone e Petrano), qual è il tuo preferito?», chiediamo.

«Per me il Petrano – risponde con un sorriso – poco più avanti c’è un bivio da cui parte una strada sterrata che porta in cima. Il fondo è buono, tanto che riesco a farla con la bici da strada, per poi scendere su asfalto dall’altro versante».

A Cantiano non si può fare a meno di assaggiare la marmellata di visciole

Sassoferrato e la salita

La colazione la facciamo però al “mitico” bar K2, un vero è proprio punto di ritrovo per i ciclisti della zona, perché posto esattamente al bivio da cui parte la salita per il Catria. Noi però proseguiamo l’itinerario della ciclovia e, dopo il valico di Valdorbia (660 metri) per raggiungere il centro successivo, Sassoferrato, facciamo anche un breve sconfinamento in Umbria. Proprio qui, poco prima di Isola Fossara, attraversiamo la stretta Gola del Corno con la strada in discesa a mezzacosta: siamo talmente in alto che, complice anche la vegetazione rigogliosa, non riusciamo a vedere il fiume che scorre in basso.

Superato il parco archeologico romano di Sentinum, a Sassoferrato ci concediamo il tempo di qualche foto in Piazza Matteotti davanti al porticato di Palazzo Oliva e nella vicina rocca trecentesca voluta dal Cardinale Albornoz. Poi proseguiamo verso l’estremo più orientale della CAAM: Genga, non lontano dalle celeberrime Grotte di Frasassi e da qui risaliamo verso Arcevia.

Di pianura ce n’è davvero poca, basti considerare che in 200 chilometri, tutto l’anello mette insieme un dislivello da tappone alpino, con 3.570 metri totali, senza mai superare i 1.000 metri di quota (e senza contare che, per chi vuole, ci sono varie vie di accesso per salire ai monti Catria, Nerone e Petrano e accumulare ancora più salita nelle proprie gambe).

Circondati dalle vette

Arcevia è una balconata sulle Marche dove la vista si perde fino al mare. A differenza dei borghi visitati in precedenza anche per questo motivo c’è più trambusto, con il viavai dei turisti, essendo meno isolato degli altri centri. Proseguiamo pedalando in scia a “Zico” tornando verso est e superando il Parco Archeominerario di Cabernardi, dove si estraeva lo zolfo, per raggiungere, dopo continui saliscendi, Serra Sant’Abbondio. Il fulcro di questa zona è il vicino Monastero camaldolese di Fonte Avellana, ancora oggi considerato un attivissimo centro spirituale e culturale.

Dopo una breve discesa, l’ultimo vero strappo di questa Ciclo Appenninica Alte Marche ci porta a Frontone. Salendo al Castello della Porta, dalla balconata dell’antico borgo che fu già roccaforte del Ducato di Montefeltro e prima ancora dei Romani, possiamo vedere le tre cime del Catria, del Nerone e del Petrano che abbiamo aggirato in questa due giorni. In lontananza invece c’è San Marino che lascia immaginare l’Adriatico dietro le colline assolate.

Ritorno al Furlo

La discesa fino a Cagli ci fa chiudere il nostro anello per poi fare ritorno alle Gole del Furlo dove tutto era iniziato. La CAAM, come detto, è un tracciato molto severo se affrontato tutto in un boccone, per questo motivo le guida proposta dall’Unione Montana offre un frazionamento in nove brevi segmenti (da 8 a 33 chilometri di lunghezza) componibili a piacimento, ognuno con l’indicazione delle distanze e dei dislivelli parziali.

E per dormire e mangiare? Rimandiamo al sito visitaltemarche.it dove, oltre ad una dettagliata descrizione dei luoghi attraversati, ci sono anche i riferimenti dei vari enti locali preposti all’accoglienza. Con pochi clic potreste scoprire le “quattro stagioni del gusto”, le birre artigianali, le crescie in graticola e tutta l’enogastronomia di quest’angolo delle Marche che, se ancora non è accaduto, potrebbe farvi scattare la voglia di partire per la vostra prossima vacanza in bici…

Ciclo Appenninica Alte Marche