Covi: infiammazione al tendine rientrata, è tempo di ripartire

25.05.2024
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Prima la Eschborn-Frankfurt, poi il Giro di Ungheria, il mese di maggio per Alessandro Covi ha avuto il sapore della ripartenza. 

«Sto abbastanza bene ora – dice il “Puma di Taino” – sto recuperando da un infortunio ai tendini che ha condizionato la prima parte di stagione. Erano i giorni della Tirreno-Adriatico e mi si è infiammato prima il tendine d’achille e poi il ginocchio. Già alla Milano-Sanremo avevo forti dolori ma la squadra contava su di me e mi sono messo a disposizione. Poi avevo in programma le Classiche del Nord ma dopo il Fiandre sono stato costretto a fermarmi. Ho saltato il filotto di Amstel, Freccia e Liegi. Erano le gare sulle quali avrei dovuto mettere il focus per questa prima parte di stagione e invece nulla».

Covi è tornato a correre nel mese di maggio dopo un aprile ai box per recuperare dall’infiammazione al tendine d’Achille
Covi è tornato a correre nel mese di maggio dopo un aprile ai box per recuperare dall’infiammazione al tendine d’Achille

Strascichi di infortuni passati

A leggere le varie statistiche del 2024 di Alessandro Covi si potrebbe pensare che qualcosa a livello di prestazioni non sia andato nel verso giusto. Poi ci si ferma, si ascolta la voce del giovane corridore del Team UAE Emirates e si capisce la frustrazione di poter fare al meglio ciò che si ama. 

«Il 2024 già era iniziato con un handicap – prosegue – visto che mi trascinavo le conseguenze della mononucleosi che ho preso nel 2023. E’ una malattia balorda, che ti destabilizza e per riprenderti ci metti sempre un po’. Così questo inverno sono partito con il freno a mano tirato, senza forzare nella preparazione. In Australia sono tornato a correre, stavo bene ma non ero sicuramente al massimo delle mie potenzialità. Dopo un mesetto però stavo migliorando e mi sentivo bene, poi alla Tirreno è iniziato il secondo calvario».

Il varesino aveva iniziato la stagione con il Tour Down Under dopo un inverno rallentato dagli strascichi della mononucleosi
Il varesino aveva iniziato la stagione con il Tour Down Under dopo un inverno rallentato dagli strascichi della mononucleosi
La tendinite.

Il mese peggiore è stato quello di aprile, dove sono rimasto fermo. All’inizio non sapevo bene neanche io come gestire la cosa. Ho fatto, per un paio di settimane, delle pause di cinque giorni alle quali seguivano due giorni di allenamento. Il dolore passava ma poi una volta tornato in bici riemergeva. 

Hai capito poi quale fosse il problema?

Mi si era formata una bolla nella zona del tendine d’Achille. Ogni volta che provavo a mettere la scarpa saltavo in aria talmente era forte il dolore. La scarpa mi dava fastidio, figuratevi pedalare. 

Il sorriso di inizio anno è stato spento dall’ennesimo stop degli ultimi mesi
Il sorriso di inizio anno è stato spento dall’ennesimo stop degli ultimi mesi
Com’è stato curato?

Sono stato fermo fino al completo sgonfiamento della bolla e poi sono tornato a pedalare piano piano. Anche l’infiammazione al ginocchio, una conseguenza, è poi andata via. Un po’ più lentamente della prima ma è sparita. Il problema era che fin dalla Tirreno pedalavo per il 60 per cento con una gamba e per il restante 40 per cento con l’altra. Per cercare di compensare.

Hai fatto qualche tipo di terapia?

Laser e tecar per far sparire l’infiammazione, poi abbiamo sistemato il problema al ginocchio per tornare a spingere equamente. 

La bolla a cosa era dovuta?

Dal movimento che il piede faceva sul pedale in fase di massima spinta. Io ho sempre usato le tacchette gialle, che sono quelle più mobili. Quando mi alzavo sui pedali o comunque spingevo forte, il piede si muoveva, questo ha portato via via all’infiammazione del tendine. Sono passato alle tacchette blu e la cosa si è sistemata. 

Nonostante il dolore Covi ha stretto i denti e dato supporto alla squadra alla Milano-Sanremo
Nonostante il dolore Covi ha stretto i denti e dato supporto alla squadra alla Milano-Sanremo
Tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024 hai avuto una buona dose di sfortuna…

Non credo nella sfortuna. Penso che ci siano dei periodi così, che ti aiutano a crescere di testa, che ti rafforzano per avere un futuro migliore. 

Quindi ora sei ripartito con maggiore forza?

Sono alla ricerca della migliore condizione. Fermarsi per quindici o venti giorni durante la stagione non è facile. Ricostruire tutte costa fatica ma dal Giro di Ungheria sono uscito con buone sensazioni. Ora ho un calendario fitto e cercherò la migliore condizione per arrivare al meglio nella seconda parte dell’anno. 

Covi e Ulissi, per entrambi una stagione senza grandi Giri con il fine di raccogliere più risultati
Covi e Ulissi, per entrambi una stagione senza grandi Giri con il fine di raccogliere più risultati
A proposito di calendario tu, come Ulissi, non hai grandi giri in programma…

I manager mi hanno comunicato questa decisione durante l’inverno e io l’ho accettata. Il piano era avere più occasioni per me e cogliere maggiori risultati. Però il team è pieno di campioni, quindi in tante occasioni ti trovi a tirare comunque. Avrei preferito essere al Giro a tirare per Tadej che fare la stessa cosa in altre gare. Nel trittico delle Ardenne avrei sicuramente avuto più spazio, ma l’ho saltato per l’infortunio.

Allora la seconda parte di stagione vuole essere una rivincita?

Lo spero. Ora ho una gara in Belgio, una in Svizzera e poi due corse a tappe: Giro di Slovenia e Giro d’Austria. Il finale di stagione sarà sempre il solito, con il calendario italiano e le corse di casa. Ho tanta voglia, soprattutto per le gare di fine anno. Sapere di correre vicino a parenti e amici ti fa venire voglia di lottare.