Ci sono stagioni che cambiano direzione in pochi secondi. Per Florian Lipowitz, il 2026 ha avuto un prima e un dopo, separati dalla caduta nella cronometro del Tour de France. Il tedesco della Red Bull-BORA era arrivato alla Grande Boucle con ambizioni importanti, da podio… La corsa francese, però, si è interrotta bruscamente, lasciando spazio a un lungo percorso di recupero. Da lì è cominciata una seconda parte di stagione fatta di pazienza, lavoro e obiettivi da ricalibrare.
Lipowitz è tornato in gara, ha ritrovato il ritmo del gruppo e si è rimesso alla prova anche al mondiale. Non tutto è andato come sperava, ma il bilancio in qualche modo può essere positivo: racconta infatti di un corridore che ha saputo reagire. Adesso lo sguardo è inevitabilmente rivolto al 2027, tra la possibilità di cambiare programma nei Grandi Giri e un potenziale che la squadra tedesca vuole continuare a valorizzare.


Dal Tour a Montreal
Ripercorriamo rapidamente il percorso di Lipowitz. Il 21 luglio, durante la cronometro del Tour, Lipowitz era in piena corsa per un piazzamento importante in classifica generale. La caduta gli ha provocato la frattura della clavicola e lo ha costretto al ritiro. Dopo l’intervento chirurgico sono arrivati la classica riabilitazione e il lavoro per recuperare la condizione. Il rientro è avvenuto il 9 settembre, al Giro della Toscana, appena sette settimane dopo l’incidente.
Il tedesco ha ripreso a correre senza pretendere risultati immediati. Le gare italiane di settembre gli sono servite soprattutto per verificare le risposte del fisico alle sollecitazioni della competizione. L’aver concluso il mondiale di Montreal è stato un traguardo significativo, anche se è arrivato nelle retrovie. Ha incassato oltre 7′ da Brandon McNulty.
«Semplicemente mi mancava la spinta – ha raccontato Lipowitz – sono riuscito a mantenere un certo ritmo, ma poi non avevo più energie. Non stavo molto bene dopo la caduta di luglio, la preparazione era stata impostata per il Tour. Poi, piano piano, mi sono ripreso. Di questo mondiale penso di potermi comunque ritenere soddisfatto di come è andata. Mi ha fatto vedere che le cose stanno di nuovo migliorando».
L’obiettivo era tornare competitivo, ma il destino di certo non gli è stato favorevole. Un malanno lo ha costretto a rinunciare al Giro di Lombardia. Il 2026 si è così chiuso senza l’ultima quel picco che avrebbe desiderato, ma almeno non troppo anzitempo che lo avrebbe costretto (di nuovo) ad un inverno molto lungo. Anche lo scorso anno Florian concluse l’anno abbastanza presto. Era la metà di settembre. Questo è un aspetto che dovrà migliorare. Servirà più costanza, più giorni di gara. Per un motivo o per un altro nelle prime cinque stagioni da pro’ si è fermato al massimo a 59 giornate di gara.


Denk apre al Giro
Il futuro di Lipowitz passa anche dalle scelte di Ralph Denk. Il team manager della formazione tedesca ha lasciato aperta la possibilità che il suo corridore non sia al via del Tour nel 2027 e si concentri invece sul Giro d’Italia. Attenzione, non si tratta ancora di una decisione, ma di un’ipotesi concreta, legata alla gestione di una squadra che dispone di più uomini in grado di puntare alla classifica generale.
«E’ una questione che si può discutere – ha spiegato Denk al termine della stagione – l’esito è ancora incerto. Prima di definire i programmi, la squadra vuole conoscere i percorsi dei tre Grandi Giri. Anche Remco Evenepoel potrebbe essere destinato alla corsa rosa, rendendo necessario un confronto tra le ambizioni individuali e le esigenze collettive. Uno dei due comunque ci sarà»
La convivenza sportiva tra il belga e Lipowitz è uno dei temi centrali per la Red Bull-Bora. Al Tour questa estate i due erano partiti con una doppia leadership. In quelle prime 16 tappe qualche screzio c’era stato. Ricorderete per esempio lo scattino di Lipowitz allo scollinamento del Tourmalet quando Remco era al gancio. E altri piccoli dispettucci reciproci. Poi però la classifica si era assestata, Remco si era elevato a leader e Florian ad appoggio prezioso.
Il Giro dunque potrebbe offrire a Lipowitz l’occasione di assumersi maggiori responsabilità, senza dover necessariamente condividere la leadership nella corsa più importante del calendario. Ma sarebbe prematuro parlare di un investimento definitivo sul tedesco. La scelta dipenderà dal percorso, dagli obiettivi della squadra e secondo noi prima ancora dal programma di Evenepoel.
«Abbiamo già vinto il Giro una volta con Jai Hindley e sappiamo cosa si prova – ha proseguito Denk – Ha sicuramente il suo fascino».


Pensieri iridati
Lipowitz ha dimostrato di possedere qualità importanti. Ma quella che viene sarà una stagione determinante per il tedesco. Ci dirà molto del suo spessore e di conseguenza del suo futuro.
Per il 2027, la squadra valuta anche un programma più ricco di corse di un giorno per Lipowitz. L’idea non è allontanarlo dalle corse a tappe, ma ampliare il suo bagaglio tecnico e tattico. Le Classiche più selettive potrebbero aiutarlo a leggere meglio le fasi decisive, a gestire gli sforzi esplosivi e a confrontarsi con scenari diversi da quelli di una corsa di tre settimane.
«Penso che il mondiale sarà un grande obiettivo – ha detto Lipowitz – Devo solo concentrarmi un po’ di più sulle gare di un giorno e migliorare lì. Poi spero che l’anno prossimo potrò fare ancora meglio».
C’è poi un appuntamento che potrebbe diventare un obiettivo importante: il mondiale su strada in Alta Savoia, in Francia. Il percorso annunciato si preannuncia particolarmente duro, con circa 5.000 metri di dislivello. Un tracciato adatto alle caratteristiche di Lipowitz, che si candida ad essere il leader indiscusso della Germania. Anche in questa ottica è visto il suo impiego maggiore nelle gare di un giorno. Inoltre c’è da dire che Lipowitz è tedesco come la Red Bull: questo inevitabilmente lo pono su un gradino se non di preferenza, quantomeno di riguardo in seno al team. Team che ha tutto l’interesse a farlo crescere e proteggere. Ricordiamo che stiamo parlando di un ragazzo classe 2000, che sta entrando nel pieno della maturità e della carriera.
In tal senso la sua leadership al Giro d’Italia potrebbe essere un passaggio importante per la sua carriera. E a noi farebbe certo piacere vedere un campione al via della corsa.