Le ultime settimane da U23 di Scalco, un vero ottovolante…

Le ultime settimane da U23 di Scalco, un vero ottovolante…

08.10.2026
5 min
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Sono state settimane intense quelle vissute da Matteo Scalco ultimamente. I mondiali vissuti da protagonista, il Piccolo Lombardia corso inaspettatamente e finito con un podio e nel frattempo la promozione nella prima squadra XDS Astana, che per un corridore, dopo 4 anni di devo team non è mai scontata anche se guardando i risultati colti dal corridore di Thiene non potevano esserci soverchi dubbi.

Scalco ha chiuso la sua stagione con un altro risultato importante, la quinta piazza alla Coppa Città di San Daniele che per lui aveva un significato importante, quella dell’addio alla sua categoria, della chiusura di un capitolo del suo libro di ciclista per aprirne subito un altro. Ma arriviamoci pian piano ripercorrendo gli ultimi giorni a cominciare dai mondiali, dove gli era stato affidato un compito quanto mai gravoso: non far rimpiangere Lorenzo Finn nella nazionale Under 23.

Tutta la stanchezza di Scalco dopo l'arrivo a Montreal. 6° alla fine, conscio di aver fatto tutto il possibile
Tutta la stanchezza di Scalco dopo l’arrivo a Montreal. 6° alla fine, conscio di aver fatto tutto il possibile
Tutta la stanchezza di Scalco dopo l'arrivo a Montreal. 6° alla fine, conscio di aver fatto tutto il possibile
Tutta la stanchezza di Scalco dopo l’arrivo a Montreal. 6° alla fine, conscio di aver fatto tutto il possibile

Il mondiale canadese non gli ha regalato il sogno, ma certamente non può essere catalogato come un’esperienza negativa visto il suo comportamento: «Già solo la chiamata al mondiale aveva fatto piacere, l’ultimo mondiale che avevo fatto era da junior e vestire la maglia azzurra è sempre un’esperienza speciale. Mettiamoci anche che era la mia prima volta oltreAtlantico, non c’ero mai stato e quindi è sempre qualcosa di nuovo, coronato anche da una buona prestazione, quindi sono stato abbastanza contento».

Nell’ultimo giro, quando eri in salita e i tuoi compagni di avventura avevano quella decina di metri di vantaggio, hai pensato che forse ti mancavano quelle energie che avevi speso prima?

A conti fatti forse avevo le gambe per un podio, ma penso di aver corso bene. Alla fine le energie che ho speso erano per trovarmi lì nel gruppo davanti, nel cuore della battaglia. L’ultimo giro ho sofferto parecchio in entrambe le salite, mi ero staccato dai primi anche se non avevo preso molto, sono subito rientrato ma avevo capito che le gambe per un’eventuale volata non c’erano. D’altronde sono stato il primo dei big a a muoversi e provare ad anticipare, perché sapevo che in caso di un arrivo con Sparfel o Alvarez sarei stato battuto.

Sulle ultime salite Scalco perdeva le ruote degli inseguitori di Barry, per poi recuperare sul piano
Sulle ultime salite Scalco perdeva le ruote degli inseguitori di Barry, per poi recuperare sul piano
Sulle ultime salite Scalco perdeva le ruote degli inseguitori di Barry, per poi recuperare sul piano
Sulle ultime salite Scalco perdeva le ruote degli inseguitori di Barry, per poi recuperare sul piano
La forma c’era?

Sì, le gambe erano buone e la tattica della squadra era quella di provare ad anticipare il finale con me e in caso dopo con Negrente per un arrivo ristretto. Noi l’abbiamo messa in atto e alla fine né io né come nazionale abbiamo rimpianti. Quando finisci sapendo che hai fatto tutto quel che si poteva, non ci sono grandi rammarichi. Abbiamo provato a fare la nostra gara e certe volte va bene, certe volte un po’ meno…

Neanche una settimana e ti sei ritrovato sul podio al Lombardia…

E’ arrivato al termine di una settimana assurda, perché non dovevo neanche farlo. Dopo il mondiale dovevo andare a fare i campionati europei in Slovenia, ma tornato dal Canada non sono mai riuscito a uscire in bici perché credo di aver preso un virus. Ero parecchio stanco, mal di testa, mal di gola, tosse e ho passato quattro giorni sempre a letto. La mattina della partenza per la Slovenia ho dovuto dare forfait a Marino Amadori, quella notte mi ero svegliato alle 4 che non stavo per niente bene.

Scalco era stato il primo dei più attesi a muoversi, nel finale quelle energie spese gli sarebbero servite...
Scalco era stato il primo dei più attesi a muoversi, nel finale quelle energie spese gli sarebbero servite…
Scalco era stato il primo dei più attesi a muoversi, nel finale quelle energie spese gli sarebbero servite...
Scalco era stato il primo dei più attesi a muoversi, nel finale quelle energie spese gli sarebbero servite…
Ti è spiaciuto saltare la corsa continentale?

Sicuramente dispiace vedendo anche la gamba che avevo al mondiale, vista anche la gara potevo andare lì per giocarmi almeno il podio. Ma visto come stavo non ero in condizione di correre, tanto meno di farlo al livello che volevo…

Torniamo al Lombardia…

Due giorni prima della gara mi hanno detto che ero un po’ obbligato ad andare perché avendomi Negrente sostituito all’europeo, per il Lombardia non avevano il numero minimo di corridori in partenza. Il programma era andare e partire, in modo che potessero partire anche i miei compagni. In gara però le sensazioni non erano male, ho provato a tenere duro e alla fine è arrivato un podio un po’ inaspettato, anche perché le gambe non erano nemmeno da top 10, ma sono riuscito a cogliere il momento giusto.

Il podio finale del Piccolo Lombardia vinto da Bravo su Jolving e il veneto
Il podio finale del Piccolo Lombardia vinto da Bravo su Jolving e il veneto Scalco
Il podio finale del Piccolo Lombardia vinto da Bravo su Jolving e il veneto
Il podio finale del Piccolo Lombardia vinto da Bravo su Jolving e il veneto Scalco
Chiudi la tua carriera da under 23 passando nella squadra maggiore, con che bilancio?

E’ stata una stagione abbastanza positiva, ho imparato molto e ho già conosciuto parecchio la squadra con più esperienze nel team WT, mi spiace solo di un’estate un po’ interlocutoria, nel senso che la prima parte di stagione ha portato buoni risultati, il finale anche ma l’estate forse non è andata come speravamo. Ma tutto sommato in questi 4 anni da under, prima in Bardiani e poi all’XDS Astana penso di aver raccolto molta esperienza che mi servirà per il futuro.

Con che spirito ti avvicini a questa avventura, ora che il ciclismo diventa proprio un mestiere?

Diventare un corridore WorldTour è il sogno di quando ho iniziato a correre in bici e quindi lo affronto con molta voglia di far bene, di dimostrare anche “di là” qual è il mio livello. Penso che durante la stagione potrò avere degli spazi. Con la squadra chiaramente non abbiamo ancora parlato. Ma ho compagni di squadra davvero forti, a partire da Scaroni che è abbastanza simile alle mie caratteristiche, o lo stesso Silva. Quindi anche solo poter correre gare importanti al loro fianco per supportarli, mi farebbe più che contento nella prima fase.

Scalco passerà professionista nel 2027, pronto a dare una mano ma anche a prendersi le sue occasioni
Scalco passerà professionista nel 2027, pronto a dare una mano ma anche a prendersi le sue occasioni
Scalco passerà professionista nel 2027, pronto a dare una mano ma anche a prendersi le sue occasioni
Scalco passerà professionista nel 2027, pronto a dare una mano ma anche a prendersi le sue occasioni
Se dovessi identificare una gara che vorresti interpretare da protagonista, qual è?

Per il prossimo anno un desiderio è poter partecipare al Giro d’Italia, che è la gara che mi ha portato ad affezionarmi a questo sport, andavo sempre a vederlo in camper con i miei genitori e mio fratello. Non sarà facile entrare nella rosa dei partenti in squadra, perché il livello è alto e molti corridori lo vogliono fare, però sognare non costa nulla…