Tadej Pogacar, Milano-Sanremo 2026, vittoria, UAE Team Emirates

La Sanremo di Pogacar, costruita (anche) con i consigli di Bonifazio

24.03.2026
5 min
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Tadej Pogacar ha avuto una guida d’eccezione nel suo avvicinamento, vincente, alla Milano-Sanremo, e si tratta di Niccolò Bonifazio. L’ex professionista che sulle strade dove si decide la Classicissima ci è cresciuto e sulle quali si è allenato una vita. Anche ora che non è più in gruppo e si sta preparando a nuove sfide, a partire dal triathlon di Andora.

Sul web sono girate diverse immagini dello sloveno a ruota di uno scooter, guidato proprio da Niccolò Bonifazio, mentre saliva a velocità supersonica il Poggio. Lo stesso Pogacar ha ammesso che l’ossessione verso la Milano-Sanremo lo ha portato a ripeterne infinite volte gli ultimi 30 chilometri. Il campione del mondo ha trovato in Bonifazio un alleato con i fiocchi, ricordando anche nella conferenza stampa del post gara il suo prezioso aiuto. 

Tadej Pogacar, Niccolò Bonifazio, dietro moto sul Poggio (frame preso da video Instagram t0pbike/Francesco Ruvolo)
Tadej Pogacar ha ripetuto infinite volte il Poggio, spesso dietro moto insieme a Bonifazio (frame da video Instagram t0pbike/Francesco Ruvolo)
Tadej Pogacar, Niccolò Bonifazio, dietro moto sul Poggio (frame preso da video Instagram t0pbike/Francesco Ruvolo)
Tadej Pogacar ha ripetuto infinite volte il Poggio, spesso dietro moto insieme a Bonifazio (frame da video Instagram t0pbike/Francesco Ruvolo)

«La prima Cipressa che abbiamo fatto insieme – ci racconta Bonifazio, raggiunto al telefono nei giorni dopo il trionfo di Pogacar – è stata un anno fa. Ero in zona Imperia e stavo affrontando una delle mie prime uscite in bici dopo il ritiro e l’ho visto passarmi accanto. Così l’ho raggiunto, ci siamo salutati e mi ha detto di fare qualche chilometro insieme a lui. Ci siamo trovati a salire la Cipressa e in discesa mi è venuto naturale parlare con lui a proposito delle traiettorie da prendere».

E da lì sei diventato il suo “mentore”…

Sa che abito vicino e che ho dedicato tutta la mia vita alla Sanremo, conosco queste strade a memoria. Insomma, mi sono trovato ad accompagnarlo nel fare qualche dietro moto sia sulla Cipressa che sul Poggio. 

Non un compito facile?

Assolutamente no, anche perché sono salite particolari, oltre al grande traffico (cosa che ha sottolineato lo stesso Pogacar, ndr) bisogna conoscere ogni curva. Cipressa e Poggio sono salite brevi ed esposte al vento, per cui è importante sapere di cosa ha bisogno un ciclista quando è dietro moto. Io da atleta l’ho fatta tantissime volte, per cui di esperienza ne ho.

Milano-Sanremo 2026, Tadej Pogacar, UAE Team Emirates, Tom Pidcock, Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team
I consigli di Bonifazio sono stati principalmente rivolti alle discese, dove conta spingere sempre per non far rifiatare gli avversari
Milano-Sanremo 2026, Tadej Pogacar, UAE Team Emirates, Tom Pidcock, Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team
I consigli di Bonifazio sono stati principalmente rivolti alle discese, dove conta spingere sempre per non far rifiatare gli avversari
Che consigli si danno al campione del mondo?

Pochi ma mirati, qualche confronto sulle traiettorie da tenere in discesa, quali possono essere i punti critici in salita. Alla fine ogni dettaglio conta, se guardate alla Sanremo del 2025 e quella di quest’anno ci sono tante piccole differenze che hanno permesso a Pogacar di vincere.

Quali?

Una cosa sulla quale ci siamo confrontati, per quanto riguarda le discese, è di non lasciare il tempo agli avversari di respirare. Lo scorso anno Van Der Poel ha avuto il tempo anche di fare dello stretching e di rifiatare. Quest’anno Pogacar ha preso le curve nella maniera giusta, sapeva dove pedalare, dove chiudere la traiettoria, quando rilanciare. 

Niccolò Bonifazio, Milano-Sanremo 2019
Era il 2019 e proprio nella discesa della Cipressa, Bonifazio fu protagonista di un’azione incredibile
Niccolò Bonifazio, Milano-Sanremo 2019
Era il 2019 e proprio nella discesa della Cipressa, Bonifazio fu protagonista di un’azione incredibile
Dietro c’è il tuo zampino?

Pogacar è eccezionale, ma qualche piccola dritta mi sono permesso di dargliela. Ad esempio: nella discesa della Cipressa c’è una curva a imbuto sulla destra, la stessa dove ero scattato io nel 2019. Lì Pogacar ha preso due o tre metri a Van Der Poel e Pidcock, questo li ha costretti a rilanciare e fare fatica. Lui era davanti e, se tieni alta la velocità, gli altri dietro non si rilassano, anzi. C’è una cosa che mi ha impressionato.

Quale?

Il suo atteggiamento dopo la caduta. E’ risalito in bici e con un grande tranquillità è tornato in gruppo, ha attaccato e poi si è messo davanti in discesa ed è andato forte mettendo in crisi gli altri. 

Milano-Sanremo 2026, Tadej Pogacar, Isaac Del Toro, UAE Team Emirates
Anche sulle salite i consigli di Bonifazio sono stati utili, qui nel tratto dove la Cipressa spiana Del Toro tiene l’andatura alta
Milano-Sanremo 2026, Tadej Pogacar, Isaac Del Toro, UAE Team Emirates
Anche sulle salite i consigli di Bonifazio sono stati utili, qui nel tratto dove la Cipressa spiana Del Toro tiene l’andatura alta
E’ l’attenzione ai dettagli che gli ha permesso di vincere?

Assolutamente. Lui a mio avviso già nel 2025 avrebbe potuto vincere, quest’anno ha trovato gli aspetti fondamentali sui quali fare la differenza. Un altro punto sul quale gli ho dato un consiglio è quello in cui sono cadute nella corsa donne, sempre nella discesa della Cipressa. Anche Pogacar in quel punto tendeva ad allungare e tagliare secco, gli ho detto di entrare più tranquillo. 

Nella discesa del Poggio Pidcock ha detto di essere sempre stato al limite…

Quella è una discesa veloce, in tre minuti finisce. Parlando con Pogacar gli ho detto che sono cinque tornanti sui quali si deve sempre rilanciare. Alla Sanremo bisogna essere mentalizzati su salita e discesa. Altrimenti gli uomini veloci, come VDP, recuperano. Tadej è stato bravo a riempire quei buchi dove di solito loro avevano modo di rifiatare. Se ci pensate lo scorso anno Ganna in discesa era rientrato. 

Le salite sono state motivo di confronto?

Sì, abbiamo parlato un po’ dell’approccio. Lo sapeva già, ma gli ho detto che la prima parte della Cipressa si fa di slancio. Mentre poi arrivi nel punto in cui spiana e hai modo di respirare, lì è importante avere un compagno che tiene alto il ritmo. La parte finale, quella più dura, inizia dopo un tornante a destra

Gli allenamenti con Bonifazio, in bici o dietro moto, hanno permesso a Pogacar di mandare a memoria ogni metro e ogni curva del finale (immagine Instagram)
Mercoledì prima della Milano-Sanremo, Pogacar insieme a Bonifazio in un’ultima ricognizione (immagine Instagram)
Gli allenamenti con Bonifazio, in bici o dietro moto, hanno permesso a Pogacar di mandare a memoria ogni metro e ogni curva del finale (immagine Instagram)
Mercoledì prima della Milano-Sanremo, Pogacar insieme a Bonifazio in un’ultima ricognizione (immagine Instagram)
Si sale veloce, anche lì contano le traiettorie?

Certamente non si può fare una curva “quadrata”, parlando gli ho detto che fare bene e ad alta velocità quel tornante ti mette in condizione di affrontare il tratto duro con ottimo slancio, e dietro fanno fatica. E’ sulla Cipressa che rompi la corsa. 

Avete anche pedalato insieme mercoledì, un ultimo ripasso?

Una pedalata per rivedere il percorso, ma nessun trucchetto dell’ultimo minuto: quando si arriva a pochi giorni dalla gara si parla di altro. Si scambiano quattro battute al bar per sgomberare la mente, ormai il lavoro era stato fatto.