Raccani e la vittoria in extremis. Per chiudere alla grande

Raccani e la vittoria in extremis. Per chiudere alla grande

04.10.2026
4 min
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Uomo da corse a tappe. Anche il Giro d’Armenia ha sancito la nuova dimensione di Simone Raccani, dove il corridore di Thiene ha conquistato la maglia di leader regalando una nuova gioia al Team Ukyo. Il veneto è cresciuto notevolmente in questa stagione, non solo come risultati ma anche come gestione stessa di una corsa di più giorni, fra tattiche, lavoro di squadra, stoccate decisive. In Armenia non ha avuto bisogno di successi di tappa per salire sul gradino più alto del podio.

Raccani sul podio finale in Armenia, tra il danese Biehl e Covili
Raccani sul podio finale in Armenia, tra il danese Biehl e Covili
Raccani sul podio finale in Armenia, tra il danese Biehl e Covili
Raccani sul podio finale in Armenia, tra il danese Biehl e Covili

E’ per certi versi il sigillo alla sua stagione, che pure era nata con altre prospettive: «La prima parte è stata un po’ sottotono. Ho fatto bene in Corea, però sono mancati i risultati nelle prime corse. Nella seconda parte di stagione sono riuscito invece a riscattarmi, quindi il giudizio complessivo è positivo».

Tu vieni dalla vittoria nella classifica generale del Giro d’Armenia, che corsa è stata secondo te, anche a paragone di quelle precedenti che hai fatto in quest’anno?

E’ stata una corsa particolare, c’erano delle squadre Professional e delle Continental, quindi diciamo che qualche corridore di buon livello, anzi molto buono c’era e le tappe erano particolari perché oltre al fatto delle salite lunghe o comunque giornate in cui c’erano anche 3.000 metri di dislivello, c’era anche il fattore altitudine. Almeno tre frazioni si correvano in altitudine, con scollinamenti anche a 2.400 metri. Quindi si sentiva anche la fatica.

Il successo di tappa al Tour de Gyeongnam, in Sud Corea, primo squillo della stagione (foto team)
Il successo di tappa al Tour de Gyeongnam, in Sud Corea, primo squillo della stagione per Raccani (foto team)
Il successo di tappa al Tour de Gyeongnam, in Sud Corea, primo squillo della stagione (foto team)
Il successo di tappa al Tour de Gyeongnam, in Sud Corea, primo squillo della stagione per Raccani (foto team)
Come hai costruito la tua vittoria?

Il primo giorno è stato impegnativo, è arrivata una fuga di una ventina di corridori con una media molto alta, sopra i 50. Abbiamo preso 11 minuti al gruppo, quindi qui si è già decisa la classifica, sapevamo che la vittoria ce la giocavamo fra questi atleti. Tutto si giocava nella terza tappa, con gli ultimi 5 chilometri tutti in salita, quindi abbiamo cercato come squadra di arrivare lì e dare il massimo. E’ arrivata la fuga anche quel giorno e io ho fatto il primo del gruppo, quindi è andata bene. Avevo una decina di secondi di vantaggio dal secondo e l’ultimo giorno abbiamo controllato.

Iacomoni raccontava che comunque controllare la corsa con un uomo in meno non era così semplice…

Sì, ho fatto molta fatica, soprattutto l’ultimo giorno con la maglia. Per fortuna la tappa era abbastanza breve. Noi per problemi tecnici eravamo solo in 5, quindi era molto impegnativo controllare la corsa e l’ultimo giorno ho dovuto impegnarmi anch’io per rispondere agli attacchi degli uomini di classifica. Diciamo che è stato incerto fino alla fine.

Raccani ha dovuto impegnarsi in prima persona nella tappa finale per rintuzzare gli attacchi
Raccani ha dovuto impegnarsi in prima persona nella tappa finale per rintuzzare gli attacchi
Raccani ha dovuto impegnarsi in prima persona nella tappa finale per rintuzzare gli attacchi
Raccani ha dovuto impegnarsi in prima persona nella tappa finale per rintuzzare gli attacchi
Stai tornando uomo da corse a tappe? Da U23 eri un candidato alle classifiche delle grandi corse, sei arrivato anche quinto alla Corsa della Pace. Giovanni Stefania diceva che col tuo terzo posto al Giro del Friuli avevi già dimostrato di essere in grado di fare buone cose nelle classifiche di questo tipo di competizioni…

L’anno scorso sono arrivato anche l’anno scorso due volte secondo in classifica generale in corse in Asia. Quest’anno ho fatto sempre secondo in Corea. Diciamo che ero sempre lì, a giocarmi la vittoria e finalmente è arrivata.

Quanto ha inciso anche in questo tuo progresso essere arrivato al Team Ukyo?

Questa è la migliore Continental al mondo. Sono organizzati molto bene, personale professionale, non ci fa mancare nulla, non avevamo nulla da invidiare a molte professional. Io sono stato molto contento di far parte di questa squadra e di quello che abbiamo raggiunto quest’anno, anche in termini di obiettivi. Una bella esperienza che purtroppo quest’anno arriverà alla sua fine per me, ho già trovato una sistemazione per l’anno prossimo e sono più tranquillo per le gare restanti. Che poi dovrebbe essere solo una, la Coppa Bernocchi.

Alla Coppa Bernocchi Raccani chiuderà la sua esperienza al Team Ukyo, ma ha già trovato casa per il 2027
Alla Coppa Bernocchi Raccani chiuderà la sua esperienza al Team Ukyo, ma ha già trovato casa per il 2027
Alla Coppa Bernocchi Raccani chiuderà la sua esperienza al Team Ukyo, ma ha già trovato casa per il 2027
Alla Coppa Bernocchi Raccani chiuderà la sua esperienza al Team Ukyo, ma ha già trovato casa per il 2027
Il fatto di chiudere con una maglia indosso che è quella della vittoria in Armenia dà un sapore diverso alla tua stagione?

Sì, sicuramente dà molto morale, è stata questa la vittoria che mi ha sbloccato per l’anno prossimo e trovarmi una sistemazione, quindi diciamo che è uno stimolo anche per la stagione a venire.