Campionati del mondo Montreal 2026, cronometro uomini elite, Paul Seixas

Il mondiale di Seixas apre uno squarcio sui Tour del futuro

23.09.2026
4 min
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MONTREAL (Canada) – Primo giorno senza gare. La città porta avanti le sue cose senza che il mondiale causi apparenti ripercussioni, il traffico resta importante e le strade sono piuttosto malconce anche per chi, arrivando dall’Italia, temeva un confronto impietoso che invece per una volta non c’è. Le cronometro sono alle spalle, oggi ci saranno due ore di chiusura per provare il circuito della gara su strada e da domani si entrerà nella seconda fase del mondiale di Montreal.

Per sera è atteso anche l’arrivo dei professionisti dall’Italia: Amadio li ha radunati martedì sera in un hotel di Malpensa per partire l’indomani (stamattina) alla volta del Canada. Solo Ciccone, come ci aveva anticipato, arriverà giovedì sera e si allenerà un giorno di più nel Vermont.

Con l’attesa che sale e l’eco dell’impresa di Van der Poel al Giro del Lussemburgo, non si può negare che una bella fetta di attenzione si stia concentrando su Seixas. Se la cronometro è lo specchio della condizione, il terzo posto alle spalle di Evenepoel e Ganna in quella del mondiale dice che Paul sta molto bene e fa seguito al piazzamento dietro Del Toro al GP Montreal.

Seixas arriva al mondiale su strada in ottima condizione: secondo a Montreal dietro Del Toro e dopo il bronzo nella crono
Seixas arriva al mondiale su strada in ottima condizione: secondo nel GP Montreal dietro Del Toro e dopo il bronzo nella crono
Seixas arriva al mondiale su strada in ottima condizione: secondo a Montreal dietro Del Toro e dopo il bronzo nella crono
Seixas arriva al mondiale su strada in ottima condizione: secondo nel GP Montreal dietro Del Toro e dopo il bronzo nella crono

Un fatto di estetica

Aspettando di vederlo all’opera domenica nel mondiale strada, la curiosità del suo rapporto con la cronometro si è fatta largo fra gli inviati. Se il francesino è uno degli uomini che dovremo seguire nei Tour de France del futuro, saperlo così forte anche a cronometro è un dato da cui non si può prescindere.

«Per amare la crono – ha riso incontrando i media francesi nell’hotel della nazionale – bisogna avere effettivamente qualche problema. E’ uno sforzo brutale, non ci si può nascondere, non ci sono tattiche. E’ uno sforzo prettamente mentale: bisogna essere forti fisicamente, ma soprattutto mentalmente. Non è facile neppure in allenamento ed è una specialità ingrata.

«La posizione è difficile da mantenere, richiede molta flessibilità e mette a dura prova il corpo. Eppure da piccolo ho sempre desiderato tantissimo una bici da cronometro. La trovavo fantastica, bellissima, un tipo di bici completamente diverso. La prima volta che ne ho avuta una, ero al settimo cielo. Mi piaceva tutto, anche la posizione aerodinamica».

Seixas ha raccontato che la vittoria del mondiale juniores a crono di Zurigo gli ha aperto gli occhi sulla sua attitudine
Seixas ha raccontato che la vittoria del mondiale juniores a crono di Zurigo gli ha aperto gli occhi sulla sua attitudine
Seixas ha raccontato che la vittoria del mondiale juniores a crono di Zurigo gli ha aperto gli occhi sulla sua attitudine
Seixas ha raccontato che la vittoria del mondiale juniores a crono di Zurigo gli ha aperto gli occhi sulla sua attitudine

Iridato a Zurigo 2024

La passione è rimasta e se possibile è cresciuta. Al secondo anno da junior, Seixas ha conquistato il titolo nazionale e anche il mondiale a Zurigo (precedendo Finn, settimo a 25 secondi). L’anno dopo ha vinto la cronometro al Tour de l’Avenir. Mentre quest’anno, il primo nel WorldTour, ha vinto la crono di apertura ai Paesi Baschi e si è piazzato al quarto posto in quella del Tour con arrivo a Thonon les Bains, alle spalle di Evenepoel, Pogacar e Skjelmose.

«Ho capito fin da junior – ha spiegato – che bisognava essere forti nelle cronometro per essere competitivi nelle classifiche generali. E soprattutto questo non esclude che si possano fare delle belle prestazioni anche in salita. Quando sei uno scalatore, l’obiettivo è raggiungere la cima di un passo di montagna il più velocemente possibile e nelle cronometro il senso dell’andare forte è lo stesso.

«Da piccolo, adoravo migliorare i miei tempi in salita: non è anche quella una sorta di cronometro? La forza che si costruisce lavorando in pianura torna utile su tutti i terreni. Me ne sono reso conto molto presto. E insieme migliora anche la mia posizione sulla bici da strada. Fare le cronometro è un investimento sul mio futuro».

A soli 19 anni, non è da tutti lottare a questi livelli: il Tour darà a Seixas la misura del suo valore attuale
Seixas è certo che i lavori di forza che fa per le cronometro gli tornano utili anche in salita e per la classifica delle corse a tappe
A soli 19 anni, non è da tutti lottare a questi livelli: il Tour darà a Seixas la misura del suo valore attuale
Seixas è certo che i lavori di forza che fa per le cronometro gli tornano utili anche in salita e per la classifica delle corse a tappe

I Grandi Giri

Sul tema del suo interesse per le cronometro, Seixas è tornato anche dopo il podio di domenica nel mondiale. Il suo essere uno dei giovani fenomeni di questo ciclismo non ha reso meno sbalorditivo il suo piazzamento dietro due specialisti come Evenepoel e Ganna.

«La vittoria del mondiale di Zurigo – ha spiegato Seixas – è stata un punto di svolta per il resto della mia carriera. Quel titolo mondiale mi ha fatto capire di aver trovato nelle cronometro qualcosa che prima non avevo ancora considerato. Pochissimi fra migliori corridori al mondo non sono forti nelle cronometro. Pogacar è forte, Evenepoel è forte. Migliorarsi nelle cronometro serve per diventare più forti. Sappiamo quanto sia importante essere competitivi nei Grandi Giri e io voglio essere il migliore possibile».