Giro delle Fiandre 2026, Anversa, grote Markt, pubblico, tifosi, colore, foglio firma, partenza

EDITORIALE / Il Fiandre oscurato nel giorno di Pasqua

06.04.2026
4 min
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La RAI al Fiandre non c’era, così per seguirne la diretta alcuni si sono attaccati a un sito di streaming, mentre altri si sono spostati su Discovery Plus, seguendo la cronaca di Eurosport. E mentre noi di bici.PRO già pregustavamo i pezzi e i contenuti social che a breve avremmo ricevuto da lassù, altri hanno scritto e incollato quello che hanno visto nello schermo, in un racconto freddino che un Fiandre così bello proprio non meritava. Ci si lamenta degli appena 5 azzurri nell’ordine di arrivo, ma nella sala stampa di Oudenaarde i giornalisti italiani erano anche meno.

Pogacar, Van der Poel, Van Aert, Evenepoel, Pedersen: è stato un Fiandre di stelle
Pogacar, Van der Poel, Van Aert, Evenepoel, Pedersen: è stato un Fiandre di stelle
Pogacar, Van der Poel, Van Aert, Evenepoel, Pedersen: è stato un Fiandre di stelle
Pogacar, Van der Poel, Van Aert, Evenepoel, Pedersen: è stato un Fiandre di stelle

I soldi pubblici

L’assenza della RAI fa più notizia delle altre. Si tende ad accostare le sue trasmissioni a qualcosa di gratuito, anche se per vederle sborsiamo ogni anno 90 euro. Grazie ai soldi che vengono prelevati direttamente dalla bolletta dell’elettricità, la televisione di stato copre circa il 65 per cento del suo fatturato, con entrate per circa 1,8 miliardi ogni anno. Per acquistare i diritti in chiaro del Fiandre tuttavia, non si sono trovate le risorse: la corsa vinta ieri da Pogacar è infatti la sola Monumento del 2026 a non essere trasmessa in chiaro in Italia.

Dopo le parole imbarazzanti del direttore di Rai Sport nella cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Invernali, quelle del presidente della FIGC in seguito all’eliminazione dell’Italia dai mondiali di calcio sono state la conferma della mentalità di un sistema che gestisce le risorse a senso unico e a spese degli altri. La RAI non avrebbe mai rinunciato a una partita di calcio in cui fossero presenti così tante stelle internazionali, mentre ha ritenuto di poterlo fare a spese del ciclismo. Ma se quelli sono soldi pubblici, è corretto che grandi eventi come il Giro delle Fiandre vengano oscurati con tale facilità? E perché non si è udita una sola parola da parte del presidente della FCI e quello della Lega Ciclismo?

Gabriele Gravina ha dato le dimissioni dalla presidenza della FIGC dopo l'ennesimo flop della nazionale di calcio (immagine FIGC)
Gabriele Gravina ha dato le dimissioni dalla presidenza della FIGC dopo l’ennesimo flop della nazionale di calcio (immagine FIGC)
Gabriele Gravina ha dato le dimissioni dalla presidenza della FIGC dopo l'ennesimo flop della nazionale di calcio (immagine FIGC)
Gabriele Gravina ha dato le dimissioni dalla presidenza della FIGC dopo l’ennesimo flop della nazionale di calcio (immagine FIGC)

Il sistema si indebolisce

Potremmo gonfiare il petto e dire che noi al Fiandre c’eravamo, ma abbiamo capito da tempo che se il sistema si indebolisce, alla fine siamo tutti più vulnerabili. Ed è questo che rende preoccupante la situazione dello sport italiano, aggrappato al calcio come un naufrago al barcone rovesciato. Certo è pretenzioso attendersi che in questo tempo così tragico il Governo metta mano a certe questioni ed è proprio su questa rassegnazione che fanno affidamento coloro che sono abituati a vivere nel privilegio senza rendersi conto della realtà.

«Forse i politici italiani – ha detto giorni fa il presidente della UEFA Ceferin – dovrebbero chiedersi perché avete una delle peggiori infrastrutture calcistiche d’Europa». Ma i politici italiani hanno una vaga idea delle infrastrutture del ciclismo e di altri sport che devono adeguarsi a strade su cui si muore, piste che non esistono e palestre scolastiche vecchie e inadeguate? Il compito dei politici che di recente si sono affacciati al ciclismo potrebbe essere forse quello di cercare una misura comune perché lo sport in Italia abbia il valore previsto dalla Costituzione e non sia un club per pochi?

Si è parlato di circa 500 mila tifosi lungo il percorso del Fiandre: la RAI non ha colto la portata dell'evento?
Si è parlato di circa 500 mila tifosi lungo il percorso del Fiandre: la RAI non ha colto la portata dell’evento?
Si è parlato di circa 500 mila tifosi lungo il percorso del Fiandre: la RAI non ha colto la portata dell'evento?
Si è parlato di circa 500 mila tifosi lungo il percorso del Fiandre: la RAI non ha colto la portata dell’evento?

Una Pasqua diversa

La Pasqua 2026 se ne è andata con Pogacar vincitore del Fiandre e Van der Poel che in pochi mesi si è ritrovato nei panni in cui pensava di aver costretto Van Aert. La Roubaix avrà probabilmente uno sviluppo diverso per l’assenza di salite, ma vedendo tutte quelle persone assiepate lungo i viottoli del Nord, per qualche istante la mente è andata alla Pasqua di chi in questo momento vive sotto le bombe e la protervia degli altri.

Se come dice questo Papa un po’ spuntato – «La pace si persegue con il dialogo, non con la forza. No all’indifferenza e alla rassegnazione» – alla partenza della corsa si sarebbe potuto spendere un minuto di silenzio per i bambini ammazzati, i naufraghi delle ultime ore e le persone che non hanno più una casa e una vita. Sarebbe stato bello vivere la nostra Pasqua ricordando anche loro e non fingere che vada tutto bene. A modo nostro, andando avanti parlando solo di sport e dei fatti nostri, rischiamo di somigliare a coloro contro cui puntiamo il dito.