Il Giro di Sardegna torna nel 2026 dopo 15 anni di assenza. Si correrĂ  dal 25 febbraio all'1 marzo

Dopo 15 anni riecco il Giro di Sardegna, sempre targato Amici

18.01.2026
6 min
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Non sappiamo se lo possa considerare un regalo per i suoi 83 anni compiuti tre giorni fa, ma ad inizio settimana nell’agenda organizzativa del 2026 di Adriano Amici è stato inserito il Giro di Sardegna e per lui sarà un piccolo salto nel passato.

A distanza di 15 anni dall’ultima edizione (foto in apertura) sempre ad opera del GS Emilia, la gara a tappe torna in calendario anche con la collaborazione dell’Assessorato del Turismo della Regione Autonoma della Sardegna e della Lega del Ciclismo Professionistico. Si parte il 25 febbraio da Castelsardo a nord dell’isola e si proseguirà in senso antiorario per terminare l’1 marzo ad Olbia. Cinque tappe per un totale di 830,4 chilometri e 10.440 metri di dislivello per una corsa che preannuncia spettacolo paesaggistico e agonistico.

Giro di Sardegna 2026: cinque tappe dal 25 febbraio all'1 marzo per un totale di 830,4 km e 10.440 metri di dislivello
Giro di Sardegna 2026: cinque tappe dal 25 febbraio all’1 marzo per un totale di 830,4 km e 10.440 metri di dislivello
Giro di Sardegna 2026: cinque tappe dal 25 febbraio all'1 marzo per un totale di 830,4 km e 10.440 metri di dislivello
Giro di Sardegna 2026: cinque tappe dal 25 febbraio all’1 marzo per un totale di 830,4 km e 10.440 metri di dislivello

Ritorno sull’isola

Correre nelle isole ha sempre qualcosa di affascinante e la Sardegna ha dimostrato di volere il grande ciclismo con maggiore continuità. Adriano Amici la conosce bene ed è già in fermento col suo staff per preparare tutto, facendo tesoro delle esperienze passate.

«Per la veritĂ  – ci spiega il dirigente bolognese dall’altro capo del telefono – l’ultima volta che siamo stati giĂ¹ era l’estate del 2021, quando abbiamo organizzato la Settimana Ciclistica Italiana – Sulle strade della Sardegna. Erano cinque tappe anche all’epoca, ma fu una corsa che si disputĂ² solo quella stagione.

«Invece – prosegue – il rapporto col Giro di Sardegna si è sviluppato tempo fa. Dal 2009 abbiamo allestito tre edizioni consecutive. Inoltre sia nel 2010 che nel 2011, il giorno dopo la quinta e ultima tappa, abbiamo anche organizzato la storica Sassari-Cagliari, che per quelle due occasioni fu ribattezzata Classica Sarda. Mi fa piacere comunque tornare ad organizzare una gara come il Giro di Sardegna che giĂ  da quando correvo tra i pro’ (fine anni ‘60, ndr) era un riferimento di inizio stagione».

Cast importante

Malgrado i calendari internazionali siano sempre piĂ¹ fitti, gli organici delle formazioni sono ormai talmente tanto profondi da garantire spesso un buon livello partecipativo.

«Il Giro di Sardegna – rimarca Amici – avrà la classificazione 2.1 e vedremo al via 25 squadre: 6 WorldTour, 9 ProTeam, di cui le 4 italiane e 10 Continental. Verranno assegnate quattro maglie di classifica. Ci aspettiamo dei bei nomi, soprattutto di giovani. Abbiamo anche già avuto la garanzia della copertura televisiva in diretta. Quindi questo alza ulteriormente tutto il contesto, a partire dalla visibilità dei territori coinvolti. Parte del mio staff è appena rientrato dalla Sardegna con gli ultimi dettagli, poi cominceremo a preparare tutto perché ormai manca un mese e fa in fretta a passare».

Ciclismo in tutte le regioni

La programmazione ciclistica italiana si sta rafforzando grazie alla Coppa Italia delle Regioni, competizione distribuita su piĂ¹ prove per uomini e donne. Nel 2025 tra le due categorie si sono disputate complessivamente 31 gare toccando 11 regioni e piĂ¹ di 800 comuni. Per questa stagione i numeri sono intenzionati a crescere.

«Stiamo vedendo – spiega Amici – come il presidente Roberto Pella (della Lega del Ciclismo Professionistico, ndr) si stia dando tanto da fare per il nostro sport. Molte gare quest’anno sono ritornate o nasceranno perchĂ© vuole creare interesse, cercando di portare il ciclismo in tutte le regioni e province italiane. Non è un compito semplice, anzi credo che sia un processo importante cui bisogna concedere tempo e pazienza. D’altronde sono loro che decidono se puĂ² valerne la pena di inserire una nuova gara.

Adriano Amici ritiene importante per gli organizzatori il supporto della Lega Ciclismo di Roberto Pella e la nascita della Coppa Italia delle Regioni
Adriano Amici ritiene importante per gli organizzatori il supporto della Lega Ciclismo di Roberto Pella e la nascita della Coppa Italia delle Regioni
Adriano Amici ritiene importante per gli organizzatori il supporto della Lega Ciclismo di Roberto Pella e la nascita della Coppa Italia delle Regioni
Adriano Amici ritiene importante per gli organizzatori il supporto della Lega Ciclismo di Roberto Pella e la nascita della Coppa Italia delle Regioni

«Per il movimento italiano – va avanti – è un bene perchĂ© c’è qualcuno che si muove anche per conto degli organizzatori. Qualcuno magari puĂ² pensare che queste nuove gare siano sforzi supplementari per le societĂ  organizzative, ma adesso non andiamo piĂ¹ soli da un’amministrazione locale per chiedere patrocini e risorse per portare una corsa a casa loro. Con la presenza di Pella e della Lega Ciclismo tutte le figure coinvolte hanno e danno maggiori garanzie.

«D’altronde – conclude Adriano Amici – per un territorio deve esserci il giusto tornaconto e seguito di visibilitĂ . Le amministrazioni si sentono piĂ¹ gratificate e coinvolte. Ad esempio una gara in linea comporta cifre importanti, almeno 150.000 euro. Una cifra che devi coprire. Ti viene a costare meno se hai una partecipazione scarsa e magari nemmeno la televisione, perĂ² è anche vero che ammortizzi meglio le spese se hai buoni corridori al via e la diretta televisiva, perchĂ© magari l’anno successivo possono esserci piĂ¹ risorse se il risultato è stato buono. Per quello che riguarda il GS Emilia, noi siamo felici che tutte le nostre gare facciano parte della Coppa Italia delle Regioni».