Quella vissuta da Cristian Scaroni nella stagione scorsa è stata una cavalcata trionfale, con 5 vittorie e ben 19 Top 10 fino a issarsi alla posizione numero 18 del ranking, secondo fra gli italiani. Un’annata bellissima che ha contribuito alla salvezza dell’XDS Astana, ma ora forse viene la parte più difficile perché bisogna confermarsi e il corridore bresciano, che ha un contratto fino al 2028, sa che l’attenzione nei suoi confronti sarà ben diversa.


Scaroni è pronto a iniziare, lo farà tra una settimana dopo il ritiro effettuato in Spagna e si sente dalle sue parole come ci sia anche una certa curiosità per capire a che punto è perché le prestazioni dello scorso anno lo hanno anche ingolosito: «Vengo da un inverno tranquillo, abbiamo fatto le stesse cose di sempre. Al ritiro di dicembre si fa tanto fondo, qualche richiamo di lavoro, ho conosciuto i nuovi corridori, niente di diverso. Ora però ho già un buon numero di chilometri nelle gambe e si avvicina il momento di cominciare a mettersi alla prova…».
Di diverso c’è il programma, però, perché è un calendario importante e già molto ricco, con Tirreno-Adriatico, le classiche delle Ardenne, il Giro d’Italia. La squadra ormai ti vede come un leader…
Sicuramente è importante che sia da parte mia che della squadra ci sia una fiducia reciproca e l’intento è quello di raccogliere più vittorie, più risultati possibili da qua in avanti. In questo le prospettive non sono cambiate molto rispetto allo scorso anno. Il mio calendario è variato tanto rispetto al 2025. Ho fatto corse di rilievo come il Giro d’Italia, Amstel, Freccia, Liegi, ma anche tante corse, magari di secondo piano, dove il livello era inferiore per andare a caccia di punti. Quest’anno l’esigenza non è così rilevante e si cercherà di puntare su un calendario un po’ più duro e di qualità alta.


Vederti emergere sarà più difficile?
Vedremo. Non ho rinunciato alle corse un po’ più abbordabili, chi mi conosce sa che il mio primo obiettivo è quello di vincere. Nelle corse di livello più alto, dove ci sono i grandi come Tadej e Remco (Pogacar e Evenepoel, ndr) è quasi impossibile. Di conseguenza qualche corsa più alla portata comunque ci sarà sempre per provare a vincere.
Tu però hai dimostrato che anche nei grandi appuntamenti ci puoi essere e puoi essere competitivo, come all’europeo dello scorso anno…
Sì, ormai a 28 anni ho iniziato a conoscere il mio fisico. So quando è il momento di mettersi a lavorare duramente e quando posso arrivare in condizione. Sicuramente l’europeo è stato l’appuntamento che mi ha dato una diversa consapevolezza di me, del mio valore, delle mie possibilità. Sapevo che ci sarei arrivato bene e l’ho preparato nei migliori dei modi, quest’anno cercheremo di fare la stessa cosa con tutte le corse più importanti che arriveranno.


Quale può essere la classica dove le tue caratteristiche si sposano meglio?
La Freccia Vallone, quell’arrivo lì, così particolare è adatto alle mie caratteristiche. Già la Classic Var aveva un arrivo molto simile e lì ho primeggiato contro corridori come Lenny Martinez, Buitrago, Lapeira che su certi traguardi sono veramente esplosivi. Quindi la Freccia Vallone sarà sicuramente una delle corse più importanti della prima parte di stagione e per la seconda parte di stagione direi San Sebastian. Ma ci sono talmente tante corse nel mio programma che mi piacerebbe far bene in tutte.
Avrai anche quest’anno il Giro d’Italia…
Sì, alla fine abbiamo optato per la corsa rosa perché abbiamo visto che sulla carta ci sono più tappe dove può arrivare la fuga. Arriveremo al Giro con una squadra competitiva e improntata sull’attacco con Bettiol, Ulissi e tanti altri. Abbiamo scelto il Giro perché sembrerebbe favorire più fughe da lontano dove potersi infilare e quindi più possibilità di vincere.


Nelle corse a tappe la vostra squadra resta sempre orientata verso la ricerca dei traguardi parziali o cominciate anche a guardare alle classifiche?
Io credo che la squadra voglia portare avanti un progetto che ha iniziato l’anno scorso, quindi saremo sempre improntati su attacchi da lontano. Sicuramente avremo qualche corridore che potrà anche provare a far classifica, noi cercheremo di metterlo nelle condizioni di provarci a fare qualche bel piazzamento finale. La verità è che l’impostazione della squadra non cambierà, sempre tesa all’attacco e alla caccia di tappe.
Dove farai il tuo esordio e in che condizioni conti di presentarti?
In Spagna il 23 gennaio alla Clasica Camp de Morvedre e sicuramente conto di arrivarci bene. Ormai ho capito che, quando si va alle corse, o ci si va pronti per vincere o non ci si presenta. Comunque questa è un po’ la mia idea, quindi già il 23 sarà una corsa molto dura e adatta alle mie caratteristiche e proveremo a fare subito il risultato.