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bici.PRO, quando nasce un giornale

16.10.2020
2 min
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Fu ascoltando Marco Pantani, che capii di poter andare avanti. Mettere su carta le sue idee, romanzarne le imprese, rendermi conto di suscitare le emozioni dei lettori semplicemente dando forma alle mie. Il ciclismo divenne la bandiera di un modo di vivere, essere e pensare. Un mondo meraviglioso in cui le storie di grandi uomini convivevano con le fatiche dei loro gregari. In cui l’approfondimento tattico passava per la conoscenza della tecnica. In cui la strada era la metafora più convincente della vita. In cui essere in sintonia con il personale e gli sponsor era il modo migliore per essere accettati dai corridori. Era un circolo magico che ben si prestava al racconto e allo studio.

La storia ha cambiato le carte in tavola. Prima gli anni bui del ciclismo. Poi l’informazione sempre più sbrigativa. L’idea che basti mitragliare il pubblico per essere convincenti. E il ciclismo ha cambiato pelle. Nomi. Notizie. Numeri. Scandali. Per rifarsi un’immagine diversa, i corridori sono diventati i migliori addetti stampa di se stessi. I social hanno privato i giornali dell’anteprima e del backstage. L’informazione si è frammentata in un’isteria variopinta. E la gente a casa forse ha smesso di sognare.

Ha senso andare avanti così?

Noi che da oggi indossiamo la maglia di bici.PRO ci siamo detti di no. Ciascuno di noi ha perciò preso il suo zaino, ci ha messo dentro le esperienze più belle e ha scelto di lasciare la casa senz’altro da pretendere che scrivere, raccontare, condividere.

Un giornale non nasce mai per caso, devi avere qualcosa da dire. E’ spesso il frutto di un cammino, di incontri ed esperienze. Così è nato bici.PRO, attorno a un nucleo di professionisti che si sono guardati negli occhi e hanno deciso di affrontare la nuova sfida mettendo in campo le loro armi migliori.

Che cosa manca al racconto del ciclismo oggi in Italia?

E’ stata la domanda che ci siamo fatti e che abbiamo girato ai corridori del gruppo. Il quadro che ne abbiamo tratto è diventato la rotta del nostro cammino.

Le loro parole compongono un lungo elenco al quale cercheremo di fornire le nostre risposte. Per farlo ci siamo tenuti lontano dalla narrazione frenetica. Al contrario, faremo del nostro meglio per non farci travolgere dall’ansia di arrivare, prendendoci un respiro per dare della stessa notizia una lettura più organica.

Non basta. Abbiamo puntato forte sulle immagini scegliendo gli scatti di BettiniPhoto. Abbiamo scelto un partner tecnologico e grafico di primissimo piano come SunTimes. Così quando inizierete a navigare fra le pagine di bici.PRO (soprattutto in versione desktop) avrete la sensazione di essere anche voi all’interno della storia.

bici.PRO è un web magazine progettato prima di tutto in versione mobile, per venire incontro alle esigenze di chi legge prevalentemente nello smartphone. Non abbiamo la pretesa di essere infallibili, perciò vi chiediamo sin da adesso di esprimere la vostra opinione e fornire i vostri suggerimenti.

Fu ascoltando Marco Pantani, che capii di poter andare avanti. E proprio Marco una volta, richiesto del perché continuasse a correre così all’antica, guardò il suo interlocutore e rispose: «Non corro all’antica, sono semplicemente troppo moderno!».

bici.PRO vuole essere portatore di questa modernità. Riallacciare i fili spezzati è il modo migliore per proiettare il racconto del ciclismo verso un domani che sappia di grandi sfide tecnologiche e letterarie. Il resto sarà tutto da scoprire e da costruire, con lo sguardo puntato decisamente verso il futuro e le radici ben salde nella storia del nostro sport.