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Battaglin, testa divisa tra le gare italiane e… il bimbo in arrivo

19.08.2021
5 min
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Per Enrico Battaglin questa doveva essere la stagione del grande riscatto. Il veneto era ritornato alla corte dei Reverberi con parecchio entusiasmo pensando, giustamente, di tornare a vincere. Aveva optato per un avvio di stagione diverso, un po’ più lento, per essere al top al Giro d’Italia. Le cose non sono andate esattamente così. Tuttavia Enrico non ha perso il suo mordente.

Quando lo raggiungiamo è al Tour du Limousine, breve corsa a tappe nel centro-sud della Francia. Il corridore della Bardiani Csf Faizanè era ancora sul bus: le tappe finiscono molto tardi, tanto che alle 19 ancora doveva iniziare il massaggio. Però c’è il tempo per analizzare la stagione e cosa non ha funzionato a dovere.

Battaglin saluta dal palco del Tour du Limousin
Battaglin saluta dal palco del Tour du Limousin
Enrico, che voto dai alla tua stagione qui?

Mi dò la sufficienza dopo l’inizio non facile. Al Giro sono finito in terra due volte ed ho faticato sempre moltissimo. Sono andato avanti di carattere e ho ottenuto un sesto posto in una tappa. Dopo la corsa rosa ho iniziato a pensare all’estate, che tutto sommato è iniziata bene. Terzo al Giro dell’Appennino, al Gp Lugano stavo andando bene ma avuto un problema meccanico, mentre al Sibiu Tour e in Sardegna ho avuto buone sensazioni. Mi sono fermato qualche giorno e adesso devo riprendere la condizione. Non sono brillante come a luglio e infatti sto faticando qui al Limousin.

Qual è l’obiettivo da qui a fine stagione?

Fare bene nelle corse in Italia a settembre. Ma è anche vero che in quel mese mi nasce un figlio e vorrei spingere forte nella prima parte per avere un ottobre un po’ più libero. Insomma vivrò alla giornata, per questo farò gare singole, che gestirò anche in base alla data del parto che è previsto per fine mese.

Auguri allora! Avete già scelto il nome?

Al 99% si chiamerà Pietro. Mi piacerebbe esserci dopo la sua nascita, per aiutare la mamma.

Quindi hai parlato anche con Roberto Reverberi per la gestione delle tue gare di settembre?

Non ci ho ancora parlato ma lui lo sa. E se dovessi saltare una corsa a fine stagione non credo sarà un grande problema. Meglio che la nascita arrivi a fine stagione che nei primi mesi! Anch’io così ho più tempo per adattarmi.

Beh, di sicuro partirai per il prossimo ritiro di dicembre molto più motivato: potrai dormire serenamente, senza alzatacce notturne!

Ah, ah, ah… Me lo stanno dicendo in tanti, vedremo!

Battaglin (classe 1989) è in scadenza di contratto ma dovrebbe restare alla Bardiani
Battaglin (classe 1989) è in scadenza di contratto ma dovrebbe restare alla Bardiani
Ti aspettavi un ritorno così alla Bardiani?

Sapevo che non era facile riaffermarsi. Dopo cinque anni di WorldTour mi accorgo che c’è sempre un po’ di quel “nonnismo” in gruppo che noi professional subiamo, ma alla fine ci mettiamo tutti tanto carattere. Da parte mia spero sempre di riuscire a fare meglio. Quando arrivi davanti devi essere contento, anche se non vinci, perché oggi il livello è alto e “performare” è sempre più difficile.

Con i giovani che sono super preparati e che sanno già moltissimo è dura, dalla loro hanno il fatto che hanno vent’anni e sono al massimo…

Vero, e per assurdo il problema riguarda proprio molti di questi giovani, perché non tutti sono fenomeni e c’è qualcuno che ha bisogno di più tempo per maturare. Io li vedo e ripenso a quando avevo la loro età, era tutto diverso e se non riesci ad affermarti subito poi è dura.

Quali sono state le difficoltà di questa prima parte di stagione?

Per me, ma per noi direi, azzeccare la fuga vale come mezza tappa. Quest’anno al Giro c’è stata sempre grande battaglia, ogni giorno c’era un’ora e mezza di guerra per andare in fuga. Una volta era più facile. Noi abbiamo sempre cercato di farlo col massimo dell’impegno, ma il livello era esponenziale.

Sei stato tanti anni nel WorldTour, pensi di aver portato qualcosa di questa tua esperienza ad alti livelli?

Credo di sì. Dò dei consigli ai ragazzi su come interpretare le gare importanti che ho fatto e soprattutto cerco di far capire loro come pensano le WorldTour. Per esempio in gara gli dico: facciamo così perché per me adesso loro faranno questa mossa. E lo stesso vale sull’alimentazione.

Fino a qualche anno fa il veneto era dotato di un ottimo spunto veloce, specie sui finali duri
Fino a qualche anno fa il veneto era dotato di un ottimo spunto veloce, specie sui finali duri
E tu, come ti senti dopo tanti anni? Cosa è cambiato in Battaglin?

Beh, lo spunto veloce un po’ si è arrugginito, anche se ogni tanto ricompare. I valori numerici della sparata massimale un po’ sono scesi, ma è normale. Ma di testa sono più forte. So gestire meglio lo sforzo e riesco a passare meglio i momenti brutti. Sono professionista dal 2012 e sono consapevole di essere nella seconda parte della carriera. Se la forza massima non è più la stessa e anche vero che il livello è molto più alto. Tu pensi di essere un brocco ma poi se vai a vedere i tuoi valori sono ottimi. Ne parliamo spesso a tavola con i ragazzi: tutti noi negli ultimi dieci anni siamo migliorati ma sembra invece che andiamo più piano, visti i risultati. Con quei valori una volta facevi bene, adesso non bastano più.

Prima, Enrico, hai parlato di gare italiane: ce n’è qualcuna che ti attira particolarmente?

Mi piacerebbe far bene il nuovo Giro del Veneto, a metà ottobre, una parte della corsa passa proprio vicino casa, ma bisognerà vedere come sarò messo con il bimbo. Ammetto che in questo momento la mia testa è molto distratta dalla nascita e non mi è facile restare sempre concentrato. Anche qui, sei sempre con un occhio su quello che succede a casa, se ti chiamano… Ma se le cose andranno nel verso giusto, cioè che nascerà prima del 25 settembre, la scadenza che ci hanno indicato, magari per questa gara potrei esserci e fare bene.

E noi te lo auguriamo, caro Enrico. Sarebbe l’occasione perfetta per festeggiare alla grande, magari con un ciuccio già pronto in tasca.