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Il Giro d’Italia rilancia Gariboldi, ora impiegata a tempo pieno

21.11.2023
5 min
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Due giorni intensi di ciclocross, segnati dalla vittoria a Cantoira (che le ha dato il primo posto provvisorio al Giro d’Italia) e dal terzo nella prova internazionale di Torino, poi il lunedì mattina puntuale al lavoro. La routine di Rebecca Gariboldi nel periodo invernale è questa, segnata dai nuovi ritmi imposti dall’impiego all’ufficio marketing della Pierer Mobility AG, colosso austriaco delle due ruote proprietario di marchi come Ktm, Husqvarna e Felt.

Da qualche mese Rebecca è impegnata a tempo pieno nel mondo del lavoro, dopo aver conseguito nel novembre 2022 la laurea magistrale in marketing.

«I miei ritmi di vita sono profondamente cambiati – racconta – anche se da parte dell’azienda c’è massima comprensione, perché sono nei quadri sia come impiegata sia come atleta. E’ chiaro però che questo influisce anche perché sono al lavoro full time e la cosa mi piace molto, ma mi impone grandi sacrifici anche per trovare il tempo per allenarmi, cosa che faccio normalmente nella pausa pranzo».

Secondo successo stagionale per la monzese Gariboldi, che sale così in testa alla classifica del GIC (foto organizzatori)
Secondo successo stagionale per la monzese Gariboldi, che sale così in testa alla classifica del GIC (foto organizzatori)

Un’estate (quasi) senza gare

Gariboldi ci ha messo tempo per abituarsi: «Quest’estate non ho praticamente mai gareggiato, perché il lavoro richiedeva tutte le mie energie fisiche e mentali e all’inizio dell’annata di ciclocross questo si è visto. Mi sono allenata molto, ma quando non sei abituata a gareggiare la differenza si vede, ci vuole tempo per riacquisire il passo gara. Le prime gare non sono andate bene, lo so e pur non preoccupandomi proprio perché ne conoscevo la causa, non potevo certo essere contenta. Gareggiando ho ripreso il ritmo e i risultati si vedono».

A Cantoira, dove il Giro d’Italia è tornato dopo quattro anni, Gariboldi ha colto la sua seconda vittoria consecutiva nella challenge salendo al comando della classifica: «Era una gara impegnativa ma disegnata esattamente come piace a me, con tanta tecnica e dislivello. Io non amo i tracciati semplici e filanti, voglio far fatica e attraverso quella fare la differenza. Sentivo che avevo sensazioni buone, sono andata avanti a un ritmo regolare, ma ci si è messa la sorte a rendermi il tutto più difficile».

Il percorso di Cantoira si è rivelato piuttosto selettivo soprattutto per la sua altimetria (foto organizzatori)
Il percorso di Cantoira si è rivelato piuttosto selettivo soprattutto per la sua altimetria (foto organizzatori)

Weekend a due facce

Al secondo giro, quando già iniziava a fare la differenza, la portacolori del Team Cingolani ha dovuto fermarsi per un inconveniente alla sua Felt FX.

«Ho dovuto cambiare bici due volte nel corso dello stesso giro – spiega – e così mi sono ritrovata a inseguire quando già avevo speso. Sono comunque rientrata sulla testa della corsa e nel penultimo giro ho attaccato, ma quella fatica mi è rimasta nelle gambe. Sapendo che il giorno dopo c’era un’altra gara, avrei preferito un andamento più regolare».

Il giorno dopo infatti le ha ritrovate tutte a Torino e le sue avversarie Lechner e Borello si sono prese la rivincita: «Non avevo recuperato completamente – ammette Gariboldi – e sentivo la fatica, soprattutto sui rilanci, così la Lechner nei tratti più tecnici è riuscita a fare la differenza. Il weekend mi ha comunque portato al primo posto della classifica del Giro e chiaramente ora farò di tutto per difendere il primato nella prova finale di domenica a San Colombano Cernetoli».

Martinoli (numero 208, al fianco di Alice Papo) è la sorpresa di questa edizione fra le junior (foto organizzatori)
Martinoli (numero 208, al fianco di Alice Papo) è la sorpresa di questa edizione fra le junior (foto organizzatori)

Mondiale, sogno o realtà?

Resta aperta anche l’opzione estera, in un calendario ancora in completo divenire: «Gli impegni lavorativi mi hanno costretto ad andare avanti un po’ alla giornata – dice Rebecca – infatti non ho programmato nulla. Ho già fatto un paio di gare in Svizzera, vedremo se riuscirò a farne qualche altra in particolare in Belgio. Una stagione senza gare nella patria del ciclocross non è la stessa cosa…».

La trasferta estera sarebbe importante anche per trovare spazio in nazionale, il sogno di una convocazione mondiale a tre anni di distanza dall’ultima volta c’è sempre: «Chi fa questa specialità ai vertici non può non puntarci – dice – ma bisogna guadagnarsi la maglia e ora per me è ancora più difficile visto il tempo relativo a disposizione. Ma è chiaro che ci proverò, sarebbe importante anche per la mia società di appartenenza e per la mia azienda».

Per Antonio Folcarelli seconda vittoria nella challenge, stavolta con la maglia rosa indosso (foto organizzatori)
Per Antonio Folcarelli seconda vittoria nella challenge, stavolta con la maglia rosa indosso (foto organizzatori)

Verdetti quasi tutti scritti

Per la monzese la conquista del simbolo del primato si giocherà tutta nell’ultima tappa considerando che ha appena 2 punti di vantaggio sulla portacolori del DP66 Carlotta Borello. Nelle altre categorie sembra invece già tutto deciso: fra le junior comanda nettamente Giada Martinoli (Alé Cycling Team), fra i pari età maglia pressoché assegnata a Giacomo Serangeli (DP66) stante il dirottamento del compagno di colori Viezzi verso la Coppa del Mondo. Fra gli Open Antonio Folcarelli (Race Mountain Folcarelli) ha messo quasi il sigillo alla vittoria con il secondo successo di tappa, anche lui prima di tornare al lavoro lunedì mattina…