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EDITORIALE / Da San Juan uno spunto su cui riflettere

23.01.2023
5 min
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Sabato sera, intorno alle 21 ora argentina, davanti al Teatro Bicentenario di San Juan si è svolta la presentazione delle squadre, alla vigilia della corsa iniziata ieri. Niente di nuovo, abbiamo pensato, anche in altre occasioni ci era capitato di assistere a simili eventi. Qui in Argentina, ma anche nei tre anni del Tour Colombia, con stadi gremiti e campioni in parata. Eppure questa volta è stato diverso.

Economia sotto attacco

Cominciamo col dire che la vita in queste regioni sperdute è spesso più semplice che dalle nostre parti. La gente si entusiasma per eventi che spesso da noi passano inosservati. Perciò, dopo aver pensato con la fastidiosa supponenza europea che si tratti di atteggiamenti un po’ sempliciotti, abbiamo fissato i riferimenti giusti e ci siamo resi conto che il problema siamo noi.

E non cominciamo a dire che da noi ci sono problemi maggiori: il peso argentino è in piena svalutazione. Oggi hai un conto in banca, domani non hai più nulla. In banca ti danno 200 pesos per un euro, per strada te ne danno 380. Forse proprio la crisi economica in cui periodicamente versano ha insegnato agli argentini a dare importanza all’essenziale? Oppure ricevere sulle proprie strade così tanti campioni viene davvero vissuto come un privilegio e qualcosa da non perdere?

Lavoro, turismo e sport

Intorno a quel palco c’era tutta la città, anche lungo la fontana grande come un lago in cui si specchiavano il palco e lo stesso teatro. Ed è stato questo, oltre alla spettacolarità di alcune esibizioni, a marcare il segno.

La corsa è un patrimonio della Provincia, terra arida e rocciosa che sfiora le Ande. E anche se le parole del Governatore Sergio Unac, 52 anni, sono quelle di un politico arguto e capace di perseguire i suoi scopi, una riflessione va fatta.

«Voglio dare un enorme grazie – ha detto – a tutti coloro che hanno pensato che San Juan potesse essere una capitale dello sport argentino, al punto da trascendere i confini della nostra amata Repubblica. Personalmente, insieme al gruppo di lavoro, ho sempre detto che lo sport non sia un percorso, ma il percorso per potenziare la provincia di San Juan, in modo che ognuno di noi possa vivere ogni giorno, ogni minuto un po’ meglio. Quando si è trattato di individuare la disciplina che identificherà lo sport di San Juan, abbiamo pensato al ciclismo.

Evenepoel accolto sul palco dal Governatore Sergio Unac, a sinistra, e il sottosegretario allo sport Jorge Chica
Evenepoel accolto sul palco dal Governatore Sergio Unac, a sinistra, e il sottosegretario allo sport Jorge Chica

«Dobbiamo capire che lo Stato ha molteplici obblighi come la salute, la sicurezza e l’istruzione. Ma sono sicuro che se lo Stato promuove lo sport come facciamo nella provincia di San Juan, permetteremo a tutti di vivere un po’ meglio ogni giorno, migliorando la qualità della vita, garantendo una crescita tangibile del turismo e offrendo anche una protezione permanente per l’occupazione e le aspettative presenti e future di ogni cittadino di San Juan».

Il ciclismo al centro

Una presentazione del genere il Giro d’Italia non l’ha mai fatta, quantomeno in tempi recenti. Nessun capo di Governo italiano si è mai affacciato alla partenza di un Giro per raccontare come lo sport sia alla base del benessere di una Nazione e che, opportunamente strutturato e organizzato, possa garantire l’impiego di chi vi è coinvolto.

Il velodromo “Vicente Alejo Chancay” che nel 2025 ospiterà i mondiali su pista e che sabato prossimo visiteremo prima della tappa, a detta degli esperti è il migliore del Sudamerica e probabilmente superiore alla maggior parte degli impianti europei. Si percepisce che dietro ci sia un lavoro importante e che il ciclismo sia una delle voci più solide a bilancio.

«Il ciclismo – ha ribadito il Governatore di San Juan – è il presente e il futuro della nostra amata provincia. Questa 39ª edizione sarà sicuramente la più importante che il ciclismo di San Juan possa ricordare, grazie agli sforzi di tutti coloro che hanno scommesso sulla nostra Provincia. Grazie per averci fatto sentire che le organizzazioni sportive di San Juan sono ancora una volta al servizio dei migliori ciclisti del mondo, che sono qui tutti presenti. Grazie per avermi permesso di mantenere la mia promessa».

Il nuovo velodromo “Vicente Alejo Chancay” ospiterà nel 2025 i campionati del mondo su pista
Il nuovo velodromo “Vicente Alejo Chancay” ospiterà nel 2025 i campionati del mondo su pista

Il Giro e l’Italia

Va bene, lo sappiamo, sono le parole di un politico, ma a fronte delle tante che sentiamo ogni giorno, non ci dispiacerebbe ascoltarle da Giorgia Meloni o dal Ministro dello Sport Abodi. Come non ci sarebbe dispiaciuto sentirle da quelli prima di loro: non si sono viste purtroppo negli anni grosse differenze al riguardo.

Il Giro d’Italia ha un potenziale di storia, cultura, turismo e sport che vive solo per pochi giorni all’anno: capitale di un’azienda privata che lo gestisce per trarne profitto con una visione ovviamente particolare. Cosa fanno le municipalità per trarne nuova linfa? Quando si arriverà a capire, come ad esempio in Francia, che in realtà si tratta del capitale di una Nazione? E che in quest’epoca di agende per il clima e la necessità di ridisegnare le città, legarsi al ciclismo e allo sport all’aria aperta sarebbe il modo più diretto e semplice per unire il Paese, anziché spaccarlo con il solito gioco delle convenienze contrapposte?