Terza edizione per Le Fiumane, gara a tappe per allievi che si disputa in Friuli (foto Bolgan)

La terza de Le Fiumane: particolarità e coinvolgimento

26.07.2026
7 min
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Giusto il tempo fisiologico di rifiatare, poi fra qualche settimana si inizierà a pensare al 2027 e alla quarta edizione de Le Fiumane, gara a tappe per allievi che si disputa in Friuli Venezia Giulia. Il rapporto di questa terra col ciclismo è decisamente profondo e saldo, a cominciare proprio dalle categorie giovanili. Ne abbiamo parlato nuovamente con Alan Olivo, direttore organizzativo della corsa disputata dieci giorni fa, per scoprire le novità viste quest’anno e quelle che potrebbero esserci l’anno prossimo.

Alan Olivo (terzo da destra) è il direttore organizzativo de Le Fiumane: grandi sforzi ripagati da buoni riscontri (foto Bolgan)
Alan Olivo (terzo da destra) è il direttore organizzativo de Le Fiumane: grandi sforzi ripagati da buoni riscontri (foto Bolgan)
Alan Olivo (secondo da destra) è il direttore organizzativo de Le Fiumane: grandi sforzi ripagati da buoni riscontri (foto Bolgan)
Alan Olivo (secondo da destra) è il direttore organizzativo de Le Fiumane: grandi sforzi ripagati da buoni riscontri (foto Bolgan)

Quattro giorni per tutti

La sensazione, quando si parla con organizzatori giovani e moderni o esperti che hanno saputo stare al passo coi tempi, è che ormai le gare giovanili stiano prendendo le sembianze di evento a tutto tondo. Lo abbiamo ripetuto più volte, talvolta toccando con mano, che le corse giovanili che si disputano tra le due e le quattro giornate e che sanno coinvolgere pienamente territorio e popolazione partono già con una vittoria collettiva che ripaga tutti quanti. Non è ancora così da tutte le parti, però ora di esempi da seguire ci sono, senza necessariamente scimmiottare le più importanti gare pro’.

Ha capito da subito Alan Olivo che un programma che possa accontentare tutti quelli che vanno in bici è qualcosa di faticoso e bello al tempo stesso.

«Il menù de Le Fiumane – apre il discorso l’organizzatore friulano – è stato più o meno quello delle due precedenti edizioni. Tutto ruota attorno alla gara degli allievi. Quest’anno abbiamo aggiunto una gara per giovanissimi. Il pomeriggio di giovedì 16 luglio lo abbiamo dedicato alla cronometro individuale, mentre il giorno successivo al mattino abbiamo avuto la tappa in linea degli allievi, poi alle 17 la gara dei giovanissimi con prove di abilità e alle 19,30 abbiamo chiuso con la gara di tandem e handbike.

«Al sabato mattina – continua ad illustrare Alan, fratello di Bryan dello Swatt Clubsi è disputata la terza tappa, quella più impegnativa con arrivo in salita a Clauzetto e lo strappo di Vigna che ha punte al 27%. Per il pomeriggio alle 15:30 avevamo organizzato la pedalata gravel non competitiva con diversi percorsi. Infine domenica 19 luglio abbiamo concluso con la gara degli esordienti alle 9, poi l’ultima tappa degli allievi alle 11. Per noi organizzatori sono sforzi importanti, però anche soddisfacenti per i riscontri che riceviamo».

Pronti agli imprevisti

Quando si decide di allestire una corsa di un giorno bisogna tenere conto di tante cose e anche mettere in preventivo tante situazioni, figuriamoci di quattro giorni. Quest’anno Le Fiumane ha provato a non lasciare veramente nulla al caso.

«Abbiamo una super squadra – spiega Alan Olivo – e stavolta avevamo deciso che ogni persona che collaborava con la nostra organizzazione avesse un ruolo o un compito ben preciso. Doveva occuparsi solo di quello. Ad esempio chi era responsabile del percorso, chi delle tabelle e frecce, chi per i gazebi, chi per gli sponsor, chi dei contatti coi comuni, chi doveva pensare ai fiori delle premiazioni e così via. Io dovevo solo coordinare tutto quanto ed eventualmente decidere su alcune cose.

«I tracciati di gara – prosegue – li abbiamo disegnati sulle colline di Pordenone dove c’è poco traffico toccando paesi da cento o duecento abitanti, che tuttavia hanno partecipato a bordo strada. Abbiamo anche saputo fare fronte a contrattempi non semplici. Al venerdì abbiamo dovuto ritardare la partenza di quarantacinque minuti a causa di un violento nubifragio sulla zona. Grazie alle amministrazioni comunali e protezione civile, abbiamo poi potuto far disputare la tappa in condizioni normali. Oppure come l’ultima frazione della domenica dove abbiamo avuto un supporto supplementare per la prima volta. In quel caso abbiamo avuto 40 volontari in più dai comuni di Azzano Decimo, Prata di Pordenone e Brugnera e 20 alpini del comune di Fiume Veneto e della provincia di Pordenone».

In corsa con una norma federale

In una gara a tappe per una categoria delicata come gli allievi, bisogna considerare che non tutti i partenti sono dello stesso livello, anche solo per il semplice fatto che di questo tipo di gare ce ne sono poche in Italia e da pochissimi anni. Le altre sono Giro dei 3 Comuni in Toscana (disputato dal 31 maggio al 2 giugno) e Giro delle 3 Province in Emilia (che si correrà dal 20 al 23 agosto). Quindi basta conoscere bene ciò che recita il regolamento federale e anche i ritirati possono restare in corsa.

«Anche nelle altre due edizione – chiarisce Olivo – abbiamo sempre applicato questa norma. La nostra classifica generale è a tempi e in base a questo, chi non finiva una tappa il giorno successivo poteva partire con dieci minuti in più rispetto al tempo dell’ultimo arrivato. Per farvi capire, nella terza tappa sono partiti in 155 e hanno terminato in 121, con l’ultimo che ha tagliato il traguardo con 21 minuti di ritardo. La domenica sono partiti in 34 con un ritardo nella generale di più di mezz’ora».

«Siamo sempre presi dalla nostra corsa – dice il direttore organizzativo de Le Fiumane – che per una cosa o l’altra non siamo mai riusciti a metterci in contatto con gli organizzatori delle altre due gare a tappe per allievi. Mi piacerebbe confrontarmi con loro e magari condividere qualche idea. Personalmente sono sempre stato aperto a questo tipo di dialogo per far crescere il ciclismo giovanile».

Fari sul 2027

Sembra banale dirlo, ma per queste corse un organizzatore non può dormire troppo sugli allori. La nuova edizione va pensata immediatamente, prendendo spunto da quella appena terminata.

«Come numeri – analizza Olivo – siamo in linea con gli altri due anni e con le nostre previsioni. Per la cronaca ha vinto la generale Manuel Solenne (torinese del Madonna di Campagna, ndr), con tanti altri allievi interessanti. Abbiamo avuto quattro team stranieri: uno dalla Romania, uno dalla alta Austria, uno dalla Croazia che è stato considerato transfrontaliero essendo di Rijeka (Fiume, ndr) ed infine uno dal Belgio che ci ha già confermato la sua partecipazione per il 2027. Ecco per l’anno prossimo stiamo cercando di guardare ad alcuni dettagli e possibili novità.

«Ovviamente – conclude – l’obiettivo è quello di migliorarci sempre e in tanti aspetti, però per la prossima edizione vorremmo dare ulteriore visibilità agli sponsor, per far capire meglio il loro impegno. E’ vero che facciamo già una diretta streaming della corsa, però ci piacerebbe portare il titolare di qualche azienda nostra partner dentro la corsa, su qualche ammiraglia o auto di direzione. Non vogliamo solo chiedere un impegno economico a loro o coinvolgerli per le premiazioni finali, vogliamo farli sentire parte della gara».