Il lavoro del Pro.Gi.T Cycling Team è iniziato da qualche settimana ormai e la formazione pugliese si sta muovendo in vista di un 2026 che vuole unire ambizioni e crescita. Fare attività al Sud non è mai semplice, le difficoltà che si riscontrano mettono a dura prova il movimento, per emergere serve tanta organizzazione e una volontà di ferro. Il team manager della realtà pugliese, Giovanni Chierico (in apertura insieme ai ragazzi nel ritiro di gennaio) , ci racconta in che modo si stanno muovendo al fine di trovare un equilibrio e fare attività con i loro ragazzi.
«Pro.Gi.T sta per “Progetto Giovani Talenti” – racconta Chierico – e dopo tanti anni di attività, 26 ormai, quest’anno ci siamo trovati e seduti intorno a un tavolo per capire quale strada intraprendere. La nostra formazione accoglie atleti juniores e under 23, ma con il passare degli anni fare attività è diventato sempre più difficile. Siamo anche arrivati a chiederci se avesse senso proseguire con la categoria under 23, visti i cambiamenti messi in atto dall’UCI».


Perseverare
Le formazioni under 23 cambiano, chiudono e si modificano. Questa categoria un tempo centrale per lo sviluppo e la crescita dei corridori sembra diventata quasi marginale. Ma potrebbe non essere così, ogni cambiamento ne deve provocare altri e le possibilità di lavoro esistono, per quanto non escluse da problemi e complicazioni.
«Molte squadre preferiscono passare alla categoria under 23 – prosegue Chierico – e anche noi ci abbiamo pensato. La categoria juniores sta diventando sempre più sovrapponibile a quella under 23, tanto da arrivare a chiederci se esista ancora una differenza. Tuttavia ci siamo risposti che nel “Progetto Giovani Talenti” meritino di stare gli under 23. Abbiamo comunque preso una scelta per conciliare le due attività, terremo ragazzi di primo e secondo anno».


Questo ha avuto delle ripercussioni a livello di rosa?
Dai 24 atleti, tra juniores e under 23, che avevamo nel 2025 siamo passati a 15: sette juniores e otto U23, ai quali si aggiunge un atleta elite che correrà in mtb.
Come vi muovete per organizzare l’attività e le varie trasferte?
Facciamo fatica a trovare e a partecipare alle gare nella nostra regione (la formazione non ha preso parte al Giro di Puglia Challenge, ndr). Per cui ci spostiamo tanto, soprattutto con gli under 23. Abbiamo degli accordi con delle strutture alberghiere in Toscana ed Emilia-Romagna, questo ci permette di restare diversi giorni da loro e avere un appoggio per correre.


Per gli juniores, invece?
Con loro è più semplice perché nel Sud e nel Centro Italia ci sono più gare, ad esempio lo scorso anno abbiamo partecipato a una serie di gare ad Aglianico in Basilicata e a Sora (per il Giro di Ciociaria, ndr). Inoltre sfruttiamo le gare miste, che includono under 23 e juniores, cosa che ci permette di far crescere i nostri giovani e farli confrontare con atleti più grandi.
Si tratta comunque di un modo per fare attività…
Noi stessi organizziamo una corsa ad aprile che unisce queste due categorie, ad Adelfia in provincia di Bari. L’anno scorso abbiamo avuto 146 partenti con formazioni come la Delio Gallina, la Rostese, il Team Zappi che ha portato una formazione juniores straniera.


Nelle tante difficoltà c’è comunque un progetto volto alla crescita dei ragazzi.
Vogliamo continuare a proporre attività al sud e permette ai giovani di correre ed emergere. Non nascondo che ci piacerebbe fare un passo ulteriore e diventare continental, ci sarebbero anche sponsor interessati. Abbiamo visto che con l’avvento dei devo team diventare continental è un modo per riuscire a proseguire. Serve un budget superiore, ma siamo abituati a lavorare guardando a ogni dettaglio. Quando si arriva da così lontano non si può sbagliare di una virgola.
E’ difficile trovare un equilibrio?
Si tratta di fare scelte. A volte mi dicono che i nostri mezzi sono “datati”. Preferiamo fare una manutenzione in più e avere mezzi vecchi e funzionanti, ma riuscire a garantire una buona attività ai ragazzi. C’è un’altra cosa a cui teniamo molto.


Prego…
Quest’anno come Pro.Gi.T Cycling Team ci vogliamo spendere per parlare di sicurezza stradale. Un tema che ci sta a cuore e chi ci ha visti coinvolti da vicino vista la perdita di uno dei nostri ragazzi, Stefano Principale, coinvolto in un incidente mortale lo scorso 18 dicembre soli 20 anni. Ci siamo già mossi per parlare con alcuni comandi di Polizia e portare avanti dei progetti sulla sicurezza stradale.
Allora in bocca al lupo per tutto, ci vedremo alle corse.
Crepi! E a presto.