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La Iseo Rime chiude un buon 2021 e ricomincia dagli under 23

11.11.2021
5 min
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Se si volta lo sguardo alla stagione appena conclusa, si può affermare con tranquillità che una delle squadre rivelazione o che comunque ha mostrato una buona costanza di rendimento è stata la Iseo-Rime Carnovali.

Il team diretto da Mario Chiesa e Daniele Calosso, ha ottenuto 24 podi di cui sei vittorie e molti altri piazzamenti importanti. Ha messo in condizione di passare professionista un corridore, Omar El Gouzi, e per poco anche un altro ragazzo, Samuele Zambelli.

La Iseo Rime Carnovali ha preso parte anche al Giro dell’Appennino…
La Iseo Rime Carnovali ha preso parte anche al Giro dell’Appennino…

Il modello dei pro’

«Abbiamo basato il nostro lavoro senza fare tanti ritiri continui – spiega il diesse Chiesa – ma seguendo più o meno il metodo dei professionisti. Abbiamo voluto abituare i ragazzi ad un lavoro più autonomo e meno di controllo. E non è stato facile con una squadra di giovani. Che metodo? C’è un preparatore che dà le tabelle al corridore, il quale a sua volta ha un calendario di gare: poi sta a lui farsi trovare pronto. Di là , tra i pro’, sei solo. Ovviamente assicurando ai ragazzi la massima disponibilità da parte dello staff ed ogni supporto possibile».

«Io sono in questo team da due anni e con gli altri tecnici stiamo cercando di cambiare un po’ il metodo di lavoro. A volte è necessario fare un passo indietro per farne due avanti.

«Lo scorso anno abbiamo preso cinque juniores ed è stata una bella fatica, per loro. Hanno la scuola, la maturità, ritmi serrati… non a caso dopo gli esami qualcuno ha avuto dei problemini. E’ un po’ crollato di nervi. Pertanto credo che la scelta di non correre a luglio e di andare a Livigno sia stata azzeccata. Qui in pianura c’erano 40 gradi all’ombra. Si è un po’ pagato ad inizio agosto, ma il finale di stagione è stato buono».

Chi passa e chi no

La Iseo vedrà un suo corridore passare professionista. E’ Omar El Gouzi che andrà alla Bardiani Csf Faizanè. Omar doveva fare anche il Tour de l’Avenir ma poi cadendo in allenamento si è rotto due vertebre e addio sogni azzurri, però era entrato nella top 10 del Giro e anche al Val d’Aosta era nelle posizioni di testa.

Samuele Zambelli invece era partito benissimo. «Aveva ottenuto un terzo posto in maglia azzurra alla Per Sempre Alfredo – dice Chiesa – ma poi ha preso il Covid che gli ha compromesso anche il Giro U23. Lui è un elite (classe 1998, ndr) e non resterà con noi. Era sempre piazzato. Ha vinto una corsa e credo sia uscito dai primi dieci solo un paio di volte. Ecco, tante volte mi chiedo come certe squadre di professionisti non guardino questi dati».

«Bravi anche Federico Iacomoni, un trentino che non molla mai, e Andrea D’Amato che ha vinto tre corse tra cui la Coppa d’Inverno e poi è sempre rimasto al vertice». Tra i vittoriosi del team anche Giosuè Epis e Matteo Furlan.

Per D’Amato (classe 2002) ben tre vittorie in questo 2021
Per D’Amato (classe 2002) ben tre vittorie in questo 2021

Nel 2022 solo under 23

«Ripartiremo a gennaio con un raduno di squadra – continua Chiesa – qui nella nostra sede sul lago di Garda, ma i ragazzi non saranno tutti e 14. Ci saranno due gruppi. Sia per una questione di assembramenti che di sicurezza sulle strade quando ci si allena. La zona resta fortemente antropizzata e non vogliamo disturbare troppo il traffico.

«Per la prossima stagione faremo un team solo di under 23. Abbiamo preso tre juniores: Federico Biagini, Lorenzo Fraccaro e Giuseppe Aquila. E tre secondo anno. Abbiamo preso Elia Tovazzi e Giovanni De Carlo (entrambi dal Team Sissio). Quest’ultimo, è un quarto anno, magari non sarà un super vincente ma so già che sarà presente in molte gare. Inoltre abbiamo Yaroslav Parashchak, un ucraino, che è all’ultimo anno da under ma che tra il Covid due stagioni fa e dei problemi di salute l’anno scorso ha corso pochissimo.

«Certo, è un bel rischio senza corridori di esperienza, ma sono sicuro che sapranno fare bene. Che ci metteranno impegno. E poi il merito è anche dei nostri sponsor che ci permettono di fare certe scelte. Loro non mettono pressione ai ragazzi e di conseguenza anche noi tecnici lavoriamo meglio. Vivono il ciclismo come una grande passione».

La Iseo Rime Carnovali nelle foto di rito d’inizio stagione lo scorso inverno
La Iseo Rime Carnovali nelle foto di rito d’inizio stagione lo scorso inverno

Giovani da plasmare

«La scelta di fare gli under 23 è perché vogliamo cambiare mentalità – conclude Chiesa – Questi ragazzi ce li vogliamo formare bene. E poi i nostri elite sarebbero stati di terzo anno e sarebbe stata davvero complicata anche per loro.

«Gli elite hanno più fretta di fare risultato e avrebbero condizionato, come è già successo, il lavoro e le tattiche di squadra. In qualche modo infatti si cerca di agevolarli. Quest’anno invece i ragazzi partiranno tutti un po’ più alla pari. Si aiuteranno di più col gioco di squadra. E poi non tutti saranno in condizione nello stesso momento, quindi dovranno capire quale sarà il momento di mettersi a disposizione. O di aiutare quando il percorso non è adatto a loro».