La prima di Scalco da pro’, in Grecia è scattato qualcosa

La prima di Scalco da pro’, in Grecia è scattato qualcosa

27.03.2026
5 min
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Passato di categoria da junior con un pedigrée di tutto rispetto e tante aspettative, per Matteo Scalco l’approccio con il ciclismo dei pro’ non è stato semplice. Tante buone prestazioni ma quel corridore che spesso chiudeva le classiche giovanili sul gradino più alto del podio era un’altra cosa. La maturazione è stata lenta ma costante e alla fine la vittoria internazionale è arrivata ed è anche di peso, al Tour of Rhodes.

La decisiva vittoria in solitudine del corridore di Thiene nella tappa finale di Rodi
La decisiva vittoria in solitudine del corridore di Thiene nella tappa finale di Rodi (foto Cyclingphotos.gr)
La decisiva vittoria in solitudine del corridore di Thiene nella tappa finale di Rodi
La decisiva vittoria in solitudine del corridore di Thiene nella tappa finale di Rodi (foto (Cyclingphotos.gr)

Ci si giocava tutto all’ultima tappa

Il successo nella classifica finale della corsa greca, condito da una bellissima vittoria di tappa, inaugura come meglio non si potrebbe la sua prima stagione al devo team dell’XDS Astana, dove il ventunenne di Thiene è approdato dopo tre anni alla Bardiani. Un successo che gli ha restituito il sorriso.

«Siamo andati in Grecia con l’obiettivo di provare a vincere – racconta Scalco – non lo nascondo. Avevo iniziato bene la stagione al Tour de la Provence e avevamo valutato la possibilità di andare in Grecia per sfruttare un percorso senza arrivi in salita e adatto a me. Solo l’ultima tappa era impegnativa e visto che la condizione era buona e la gamba c’era, ho preparato proprio l’ultima frazione dove sapevamo che si sarebbe deciso il tutto».

Il podio finale della corsa a tappe greca, con Scalco fra Rafferty e Rodriguez
Il podio finale della corsa a tappe greca, con Scalco fra Rafferty e Rodriguez (foto Cyclingphotos.gr)
Il podio finale della corsa a tappe greca, con Scalco fra Rafferty e Rodriguez
Il podio finale della corsa a tappe greca, con Scalco fra Rafferty e Rodriguez (foto Cyclingphotos.gr)
Era una corsa di un certo livello, con molti devo team del WorldTour…

Sì, il livello era alto. Dietro di me sono arrivati Rafferty che aveva fatto più che bene al Giro Next Gen e Rodriguez, colombiano dell’EF emerso anche alla Volta ao Algarve. Quindi è un successo di valore, che mi dà una grande spinta.

Un fine settimana che ti ha dato risposte anche in base alla al tuo cambio di squadra, al livello che hai raggiunto…

Sicuramente sì, nel senso che la squadra credeva in me, che potessi andare lì in Grecia e vincere la generale. Tra il dire e il fare ce n’è di strada, ma già il fatto di avere tanta fiducia intorno ha rappresentato qualcosa di nuovo, avere la squadra a disposizione, gestirla e questo mi dà molto morale anche per le prossime gare, già per la Coppi e Bartali che stiamo correndo.

In Grecia il veneto ha corso da leader della squadra e la sua gestione è stata senza sbavature
In Grecia il veneto ha corso da leader della squadra e la sua gestione è stata senza sbavature (foto Cyclingphotos.gr)
In Grecia il veneto ha corso da leader della squadra e la sua gestione è stata senza sbavature
In Grecia il veneto ha corso da leader della squadra e la sua gestione è stata senza sbavature (foto Cyclingphotos.gr)
E’ un po’ una chiusura di un cerchio? Tu eri passato da junior con tante aspettative su di te, visti i risultati che avevi ottenuto nel calendario italiano e non solo. Tanti ti aspettavano, forse anche un po’ troppo presto…

Sì, può essere, nel senso che da junior ho fatto due belle annate, in particolare l’ultima e nel salto fra gli under 23 ne avevo un po’ risentito. Ammetto anche di aver fatto qualche errore, forse questo è veramente l’anno buono. Sento che la squadra crede in me, mi supporta in tutto e questo mi spinge a fare molto per provare a ricambiare questa fiducia che loro hanno nei miei confronti.

Si dice sempre che l’Astana è una mezza squadra italiana, visto che son tanti gli italiani, però ha una licenza estera. Cambia tanto dal correre in una squadra italiana che chiaramente World Tour non è a una squadra estera?

Enormemente, anche perché sull’XDS Astana bisogna fare chiarezza su un punto: a differenza della squadra maggiore, il devo team ha una maggiore impronta kazaka. Lo staff è quasi interamente composto da gente del posto. La prima squadra è un po’ più italiana, come corridori e come dirigenti, ma noi viviamo in una realtà connessa ma parallela, diversa. In questa trasferta, ad esempio. eravamo solo io e Zanutta, tra l’altro in camera insieme. E poi c’era anche Mellano, solamente che è stato male ed è andato a casa dopo la prima tappa.

Al Tour de la Provence Scalco aveva già dato prova di una buona condizione dopo i lavori invernali
Al Tour de la Provence Scalco aveva già dato prova di una buona condizione dopo i lavori invernali
Al Tour de la Provence Scalco aveva già dato prova di una buona condizione dopo i lavori invernali
Al Tour de la Provence Scalco aveva già dato prova di una buona condizione dopo i lavori invernali
Tu sei un corridore da gare a tappe o ti vedi bene anche nelle prove di un giorno?

Mi piacciono molto di più le gare a tappe perché credo di avere ottime doti di recupero. Mi piace anche come gestirle, giorno per giorno, ma quando la gamba è buona, quando si sta bene, anche le corse di un giorno possono essere alla portata.

Tu stai correndo la Coppi e Bartali con il team principale. Che cosa cambia nell’attraversare il guado e correre con la squadra maggiore?

Quando ho fatto la mia prima gara con loro al Laigueglia non nascondo l’emozione, perché è un po’ il sogno di un bambino correre in una squadra WorldTour. Non ci sono ancora formalmente, ma quando sono al via con scritto sotto il nome della squadra World Tour, fa sicuramente piacere. Ora tutto sta nel confermarmi per far sì che quel nome diventi incancellabile…

Alla Coppi e Bartali Scalco sta correndo con la squadra maggiore, in supporto di Ulissi
Alla Coppi e Bartali Scalco sta correndo con la squadra maggiore, in supporto di Ulissi
Alla Coppi e Bartali Scalco sta correndo con la squadra maggiore, in supporto di Ulissi
Alla Coppi e Bartali Scalco sta correndo con la squadra maggiore, in supporto di Ulissi
Stando nel devo team, sei comunque nel grande gruppo dell’Astana. C’è un corridore che ti ha preso sotto la sua ala, un corridore al quale ti ispiri?

Al ritiro di dicembre ho conosciuto quasi tutti i ragazzi e sono stati tutti molto disponibili con me a spiegarmi com’è il vero mondo dei pro’, perché c’è sempre molto da imparare. Come nome potrei dire forse Ulissi, il Laigueglia l’ho fatto con lui, è un ragazzo di molta esperienza che di gare ne ha vissute parecchie e c’è solo da apprendere da persone come queste.