Trofeo Piva 2025 (foto Bolgan)

Inizia la stagione U23: Amadori, cosa ti aspettti dalle continental?

13.02.2026
5 min
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Domani, sabato 14 febbraio, inizierà ufficialmente la stagione under 23 e saranno in programma tre gare: la Coppa San Geo, arrivata alla sua 102ª edizione, mentre in Toscana andrà in scena la prima delle due  corse del Mugello Circuit. Per il cittì Marino Amadori e il suo collaboratore Mario Scirea sarà il momento di iniziare a prendere le misure con i nuovi arrivati e di riprenderle con chi già c’era. 

«Il movimento under 23 purtroppo non si capisce bene dove stia andando a parare – dice Marino Amadori – questa è la realtà dei fatti. L’avvento dei devo team (dal 2026 tutte le squadre WorldTour ne hanno una, ndr), ha portato questa categoria ad essere sempre più di nicchia. Potremmo dire che siamo davanti a un ciclismo che va a due velocità. La conseguenza è che il movimento del nostro Paese ne soffra, ma come ne stanno soffrendo anche altre Federazioni».

Pro.Gi.T Team, under 23
Secondo Amadori le squadre continental e di club continuano un lavoro sempre più difficile, per questo serve la giusta programmazione
Pro.Gi.T Team, under 23
Secondo Amadori le squadre continental e di club continuano un lavoro sempre più difficile, per questo serve la giusta programmazione

Italiani all’estero

La quota di corridori under 23 italiani che militano in formazioni development è arrivata a 39 (32 in formazioni di sviluppo di squadre WorldTour e gli altri in quelle delle professional), un numero importante con il quale il nostro movimento deve fare i conti. Vedere così tanti ragazzi andare all’estero può far piacere, da un lato, ma d’altra parte è evidente come queste siano risorse in meno per le squadre continental italiane.

«La cosa che mi fa più specie – prosegue il cittì della nazionale under 23 – è che tanti di questi sono atleti al primo anno nella categoria. Capisco che la volontà sia intercettarli fin dalla categoria juniores, come capisco anche che un ragazzo giovane possa far fatica a rifiutare una formazione development. Però bisogna pensare anche al rovescio della medaglia. Molti di loro rischiano poi di rimanere con il cerino in mano. Per entrare poi nelle formazioni WorldTour l’imbuto c’è comunque».

I corridori che tornano dai devo team sono una risorsa per le squadre continental, come Favero (medaglia di bronzo agli europei su pista nell’inseguimento individuale)
I corridori che tornano dai devo team sono una risorsa per le squadre continental, come Favero (medaglia di bronzo agli europei su pista nell’inseguimento individuale)
Bisogna lavorare con chi rimane, compito che spetta alle nostre continental…

Lo dirò sempre, a queste realtà va fatto un plauso, così come a quelle di club. E’ grazie a loro che rimane in piedi la struttura cercando di proporre un calendario importante e di livello. Da questo punto di vista siamo fortunati perché l’Italia è uno dei Paesi in cui c’è il maggior numero di gare under 23. In questo modo riescono a proporre ai ragazzi un percorso di crescita e di realizzare il sogno di entrare nel professionismo

Riescono a confrontarsi con i devo team.

Quando succede il livello si alza e la competizione si fa più difficile, ma non impossibile. E’ chiaro che  i migliori siano in quella cerchia di squadre, ma non dimentichiamo che anche tra chi rimane in Italia si nasconde il talento da scovare e far crescere. Non tutti maturano nello stesso tempo o sono pronti a 18 anni. 

Nonostante la cancellazione della Nations Cup Amadori vuole che la nazionale rimanga un punto saldo per la crescita dei ragazzi
Nonostante la cancellazione della Nations Cup Amadori vuole che la nazionale rimanga un punto saldo per la crescita dei ragazzi
Le continental possono usufruire anche delle nuove gare realizzate dalla Lega Ciclismo?

E’ una bella occasione. Alla fine i devo team portano i ragazzi in gare dove si confrontano con gli elite. Senza dimenticare che le stesse squadre WorldTour se vedono un corridore valido gli fanno fare esperienza tra i grandi. Grazie a queste nuove gare (si partirà a fine febbraio con il Giro di Sardegna, ndr) le nostre continental potranno confrontarsi con i professionisti in maniera continuativa. E soprattutto fare delle gare a tappe, aspetto importante per la crescita dei ragazzi. 

Con quale obiettivo andrai a queste prime gare?

Per vedere come si sono strutturate le squadre e i nuovi corridori. Adesso ormai si ha tutto sotto mano tramite internet ma andare sul campo ci permette di capire se ci sono profili interessanti. E questo vale anche per le squadre di club. Iniziamo a capire chi può avere la possibilità di fare attività con la nazionale. Anche quest’anno non faremo mancare il nostro supporto, c’è sempre bisogno di tenere in piedi il movimento e di dare la possibilità ai ragazzi di realizzare il proprio sogno.

Amadori vuole fare un calendario importante per permettere anche ai corridori delle continental e dei club di fare sempre più esperienze internazionali (foto Tomasz Smietana)
Amadori vuole fare un calendario importante per permettere anche ai corridori delle continental e dei club di fare sempre più esperienze internazionali (foto Tomasz Smietana)
Che lavoro farete?

In questi giorni sto parlando con Elia Viviani e cerchiamo di capire, sicuramente faremo il Tour of the Alps. Avremo con noi dei professionisti, ma anche atleti interessanti in prospettiva futura di squadre devo e continental, con i quali cercare di mettere un mattoncino importante in termini di esperienza e di crescita. 

E’ un lavoro in prospettiva?

Nelle continental ci sono nomi interessanti, ci sono ragazzi che la scorsa stagione hanno indossato la maglia della nazionale nelle prove di Nations Cup. Nonostante la sua cancellazione vorrei tenere delle esperienze internazionali da proporre a questi corridori. Mi vengono in mente Lorello, Stefano Masciarelli, Riccardo Infantini, insomma i profili interessanti non mancano. Abbiamo anche Renato Favero, che torna dal devo team della Soudal, Arrighetti e tanti altri. Ho in mente una ventina di nomi, anche qualcuno in più, con cui vorrei lavorare. 

Il nostro devo team può essere la nazionale?

Esatto, la nazionale, con un calendario e un’attività di livello, può dare una mano alle continental a far sviluppare i talenti rimasti qui. L’attività giovanile non si ferma alla categoria juniores.