Mathieu Van der Poel continua a raccogliere successi nel ciclocross. Ormai è un copione che si ripete negli anni: esordisce a stagione inoltrata, dopo essersi preso un po’ di riposo dalla strada (dove il suo rendimento è sempre molto più brillante nella prima che nella seconda parte) e inizia a vincere una gara dopo l’altra, fino all’apoteosi mondiale. Quest’anno tra l’altro il calendario lo ha favorito e l’olandese sta provando anche a conquistare la Coppa del Mondo pur avendo iniziato più tardi.


Un inverno senza competizioni
Tutto ciò però ha un prezzo e in casa Alpecin Deceuninck lo segnalano da tempo. Si ha un bel dire che la squadra WorldTour si divide equamente fra strada e ciclocross, ma ragioni di ranking impongono un’attenzione maggiore verso la prima (almeno finché non diventerà attuativa la riforma UCI che contempla anche discipline come valide per l’assegnazione di punti). Il team manager Philip Roodhooft da tempo preme per un cambio di strategia dell’olandese e non è il solo.
Persino papà Adrie Van der Poel, che pure ha vissuto una carriera intera fra ciclocross e strada arrivando ai vertici in entrambe, preme per un cambio di passo. «Abbiamo discusso più volte di questo – ha rivelato a Sporza – sarebbe buono per la sua testa, staccare dalle competizioni per un po’, preparare con calma la stagione su strada dedicandosi anima e corpo alla preparazione, ma sappiamo entrambi che rimanere per un lungo periodo senza competizioni, l’adrenalina che esse ti danno è difficile per com’è fatto lui».


Caccia all’8° titolo iridato
Mathieu è sempre stato restio: «Quando ne parliamo, mi dice sempre “Che cosa ne sai tu?”. Lo capisco, non conta cosa piace a me, ma cosa piace a lui. Fa le sue scelte, in piena libertà ed è giusto così». Il campione del mondo però ci sta facendo più di un pensierino: se dovesse conquistare il titolo mondiale il prossimo 1° febbraio (e visto il suo dominio attuale sulla concorrenza è più che probabile) diventerebbe il padrone assoluto nella storia della specialità, staccando anche Erik De Vlaeminck fermo a 7 titoli e allora potrebbe anche rinunciare alla prossima stagione. Dandosi un ideale passaggio di testimone con Thomas Pidcock che ha detto di voler rientrare…
«Molto dipende da quando finirà la sua stagione su strada – afferma papà Adrie VDP – proprio per evitare uno stacco dalle gare troppo lungo. Ma se facesse la Vuelta con una forma competitiva e poi le classiche italiane, potrebbe anche rinunciare almeno per un anno».


I dubbi su Hoogerheide 2028
Già, un anno. Perché c’è un evento al quale la famiglia Van der Poel tiene. Nel 2028 i mondiali si terranno ad Hoogerheide e la progettazione del percorso dell’evento è stata affidata proprio all’esperienza di Adrie. Che vorrebbe naturalmente avere suo figlio al via, quindi staccare un anno dal ciclocross, nel 2026-27 sarebbe ideale, pensando poi a un suo rientro. Ma su questo tema, Mathieu era stato scettico.
«Ho sempre detto che mi piacerebbe battere il record di titoli iridati e farlo nel mio Paese – aveva dichiarato a Het Laatste Nieuws – Hulst è l’occasione giusta per farlo, poi non mi resterebbe molto altro da dire in questo ambiente, mentre su strada le opportunità sono sempre tantissime (non dimentichiamo che l’olandese è in corsa per il Grand Slam Career nelle classiche Monumento come Pogacar, con 3 successi su 5, ndr). Vorrei ritirarmi in grande stile, da vincente. E se poi a Hoogerheide finissi 5°? Ci sarebbe un retrogusto amaro. Se posso vincere prima, è molto meglio».


«Amo ancora il ciclocross, ma…»
L’idea di Mathieu è passare un intero inverno in Spagna, senza distrazioni, lavorando sulla sua condizione da far crescere piano piano e far durare di più. Una scelta dettata anche da trascorrere del tempo, da una nuova consapevolezza legata ai suoi 30 anni: «Amo ancora il ciclocross, ma è molto impegnativo e richiede molta energia. Inoltre vorrei vedere se il mio livello, senza il ciclocross, sarebbe ancora migliore e non posso saperlo se non ci provo. Ma il ciclocross resta la disciplina che amo di più, gli spettatori, l’atmosfera. E’ un amore così forte che mi trattiene dal fare il grande passo».
Papà Adrie resta in disparte, in attesa di quel che sarà e delle decisioni del figlio: «Sarebbe bello se Mathieu ci fosse, sa che a quell’evento tengo particolarmente. Ma quando lo sento parlare, so che c’è una forte possibilità che non ci sarà. Staremo a vedere, sicuramente se c’è un inverno da saltare, è il prossimo…».