Tre italiane alla St.Michel. Non WT, ma è come se lo fosse…

Tre italiane alla St Michel, ProTeam francese che guarda lontano

30.09.2026
6 min
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Tre italiane in Francia, in una formazione professional, la St Michel-Preference Home, cui la stampa transalpina di settore dà costantemente un risalto non molto diverso da quello delle formazioni WorldTour. Il team sta cambiando pelle, proprio per essere al passo con un livello sempre più elevato e si sta progressivamente trasformando in una vera multinazionale che dal prossimo anno avrà anche un buon nucleo italiano.

Dal primo agosto, data d’inizio del ciclomercato, sono stati progressivamente annunciati gli ingaggi di Martina Fidanza, Gaia Segato (azzurra sia ai mondiali che agli europei fra le Under 23) e Cristina Tonetti. E considerando che sono tre italiane in un gruppo di 12 (per ora) non è cosa da poco. Ce n’è abbastanza per farsi qualche domanda e provare a conoscere meglio questa realtà d’oltralpe, attraverso le parole del suo general manager Stephan Gaudry, partendo dalla storia stessa della St Michel Auber93.

Stephan Gaudry è il general manager della St Michel. La foto sugella l'accordo anche per il futuro con Preference Home
Stephan Gaudry, a destra, è il general manager della St Michel. La foto sugella l’accordo anche per il futuro con Preference Home
Stephan Gaudry è il general manager della St Michel. La foto sugella l'accordo anche per il futuro con Preference Home
Stephan Gaudry, a destra, è il general manager della St Michel. La foto sugella l’accordo anche per il futuro con Preference Home

«La nostra squadra ha una lunga storia – racconta – le sue radici risalgono addirittura al 1948. Allora era una squadra amatoriale con una quarantina di elementi. Una squadra che è andata evolvendosi al punto che negli anni Novanta eravamo la migliore formazione amatoriale maschile francese. In Francia non c’erano molte squadre professionistiche, così la Federazione Ciclistica ci ha aiutato a creare una squadra agonistica, al tempo chiamata “squadra promozionale”. Era un po’ come le continental di oggi. Così abbiamo avuto una piccola squadra per 3 anni e poi, al quarto anno, abbiamo ricevuto un invito a partecipare al Tour de France».

Un gran salto di qualità…

Il bello è che il primo anno in cui abbiamo partecipato alla Grande Boucle con la squadra maschile, nel ’96, abbiamo anche vinto una tappa con Cyril Saugrain, al tempo la formazione si chiamava Aubervilliers 93-Peugeot. E’ stata la squadra più piccola ad aver vinto una frazione e questo l’ha resa molto popolare e conosciuta perché è la squadra professionistica francese più antica.

Il team St.Michel Auber93 è nato nel 2012 per le ragazze, ma le sue radici arrivano al Dopoguerra...
Il team St Michel-Preference Home è nato nel 2012 per le ragazze, ma le sue radici risalgono al Dopoguerra
Il team St.Michel Auber93 è nato nel 2012 per le ragazze, ma le sue radici arrivano al Dopoguerra...
Il team St Michel-Preference Home è nato nel 2012 per le ragazze, ma le sue radici risalgono al Dopoguerra
Come siete arrivati alla squadra femminile?

Abbiamo sempre mantenuto il club intorno alla squadra professionistica maschile. Nel 2012 abbiamo creato la formazione femminile. Anche in quel caso abbiamo iniziato con una squadra amatoriale, fino al 2021, poi l’abbiamo trasformata in una squadra professionistica. Quindi le avevamo entrambe ed è stato così fino a quest’anno, solo che la formazione maschile è continental, ha solo ciclisti francesi, salvo un sudafricano.

Questa stagione sta andando come previsto per la squadra femminile?

Diciamo intanto che è stato un anno speciale perché abbiamo preso una decisione strategica, ossia interrompere l’attività della squadra maschile per il prossimo anno e concentrarci completamente sulle ragazze. Abbiamo iniziato a costruire il progetto, quindi si trattava di una squadra completamente nuova. Abbiamo rinnovato lo staff, con nuove cicliste, alcune molto giovani e così via. Forse non abbiamo ottenuto molti risultati di spicco, ma il nostro progetto è triennale, con gli sponsor, lo staff e le ragazze. Quindi quest’anno non abbiamo ottenuto i risultati sperati, ma come si dice in Francia. “Non ci si può aspettare tutto al primo anno”.

La St.Michel ha una vasta copertura di sponsor francesi e nordamericani, con Cannondale come bici
La St Michel ha una vasta copertura di sponsor francesi e nordamericani, con Cannondale come bici
La St.Michel ha una vasta copertura di sponsor francesi e nordamericani, con Cannondale come bici
La St Michel ha una vasta copertura di sponsor francesi e nordamericani, con Cannondale come bici
Nella costruzione della squadra per il 2027 avete scelto ben 3 ragazze italiane: perché tanto interesse per il nostro ciclismo?

Perché si tratta di ciclismo italiano, di storia. Quest’anno abbiamo ingaggiato molte atlete nordamericane perché abbiamo accordi con gli sponsor, in particolare Premier Tech, canadese. Abbiamo anche Cannondale, SRAM e Scratchlab, tre sponsor americani. Ma all’interno della squadra abbiamo bisogno anche di un cuore ciclistico europeo, di cicliste provenienti da Italia, Francia, Spagna e Belgio. Per noi, questo è ancora il nocciolo del ciclismo. Abbiamo bisogno di questa cultura ciclistica, del vero ciclismo europeo, delle classiche, delle grandi corse in Italia e in Francia. Quindi volevamo reintrodurre un po’ di vera cultura europea.

Correrete spesso in Italia?

Quest’anno abbiamo fatto molte gare in Italia, dalla Strade Bianche alla Milano-Sanremo fino al Giro Women, e abbiamo incontrato un agente di nome Fabio Perego che rappresenta diverse cicliste come Martina Fidanza e Cristina Tonetti. Abbiamo avuto un ottimo rapporto, abbiamo parlato molto durante il Giro identificando ragazze che ci interessavano, che erano rilevanti per il nostro progetto.

Martina Fidanza, passata dallo scorso anno alla Visma-Lese a Bike, ha raccontato di ricorrere al doppio allenamento
Martina Fidanza avrà un ruolo primario nel progetto della St Michel, come punta per le Classiche
Martina Fidanza, passata dallo scorso anno alla Visma-Lese a Bike, ha raccontato di ricorrere al doppio allenamento
Martina Fidanza avrà un ruolo primario nel progetto della St Michel, come punta per le Classiche
Ci sono ruoli ben definiti all’interno del vostro team, oppure le leader cambiano a seconda della gara?

In base alla gara, ma alcune cicliste devono avere un ruolo di leader a prescindere. Quando abbiamo ingaggiato Martina Fidanza, le abbiamo detto che avrebbe avuto un ruolo importante. Sarà protetta all’interno del team, in molte gare. Volevamo poi ingaggiare Cristina Tonetti perché sappiamo che lavorano bene insieme, si conoscono e vivono vicine. Per noi è importante creare un ambiente positivo per le ragazze.

Un punto di vista non comune…

Devono sentirsi bene in squadra, deve esserci un’atmosfera positiva. L’aspetto umano è molto importante per noi. Non avremmo potuto prendere Martina da sola, sapevamo che per lei sarebbe stato difficile integrarsi. Quindi, abbiamo deciso di ingaggiare due o tre cicliste italiane per formare un gruppo e aiutarle a integrarsi al meglio nella squadra.

Ma è possibile che per ora prendiate in considerazione l’ingaggio di qualche altra ciclista italiana?

Abbiamo quasi completato la squadra. Forse manca ancora un posto, stiamo ancora parlando con un’altra ciclista italiana, ma è tutto in divenire.

Gaia Segato in occasione del mondiale di Montreal. L'azzurra sarà nel gruppo delle corse a tappe
Gaia Segato in occasione del mondiale di Montreal. Per lei la St Michel prevede l’impiego nel gruppo delle corse a tappe
Gaia Segato in occasione del mondiale di Montreal. L'azzurra sarà nel gruppo delle corse a tappe
Gaia Segato in occasione del mondiale di Montreal. Per lei la St Michel prevede l’impiego nel gruppo delle corse a tappe
La vostra è una squadra più adatta per le corse d’un giorno o le prove a tappe?

Il prossimo anno avremo 16 corridori, quindi avremo un gruppo per le classiche e un gruppo per le corse a tappe. Anche per questo abbiamo ingaggiato Gaia Segato, che è una brava scalatrice. Probabilmente sarà nel gruppo delle ragazze per le corse a tappe, mentre Martina e Cristina, siamo più orientati a inserirle nel gruppo per le classiche. Che a noi interessano un po’ di più. Avremo il Tour de France e il Giro, che sono importanti per noi, ma sappiamo che non possiamo vincere la classifica generale, però possiamo puntare a una tappa.

Ma quanto è importante partecipare al Tour de France Femmes per una squadra come la vostra?

Per noi è fondamentale, avendo due sponsor francesi, i biscotti Saint-Michel e Préférence Home. Il Tour è importante per tutte le squadre, ma soprattutto per quelle francesi dato che c’è molta copertura mediatica, c’è un grande ritorno sull’investimento degli sponsor.

La squadra quest'anno ha colto una vittoria, con Solene Muller in una tappa del Faun Tour
La St Michel quest’anno ha colto una vittoria, con Solene Muller in una tappa del Faun Tour
La squadra quest'anno ha colto una vittoria, con Solene Muller in una tappa del Faun Tour
La St Michel quest’anno ha colto una vittoria, con Solene Muller in una tappa del Faun Tour
Quante donne prevedete di avere la prossima stagione e perché finora così poche donne francesi?

Quest’anno ne avevamo 5 e nel 2027 avremo lo stesso numero, questo perché, purtroppo, non ci sono molte cicliste francesi che ottengono buoni risultati. Quelle che lo fanno, che hanno un buon peso specifico, hanno già un contratto.

Avete l’ambizione di diventare una squadra WorldTour in futuro?

Non necessariamente. Per noi conta lavorare con le stesse condizioni di una squadra WorldTour. Quindi avere tutta la struttura, ma non necessariamente ottenere la licenza WorldTour perché impone molti obblighi. Ad esempio andare in Australia, partecipare a tutte le gare. Noi preferiamo essere la migliore squadra professional, piuttosto che l’ultima squadra del WorldTour…