La Corvi domina in MTB. Ma il futuro è (anche) su strada

Corvi domina in MTB. Ma il futuro è (anche) su strada

13.07.2026
5 min
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Mentre il cittì Mirko Celestino era al seguito della nazionale in Spagna per gli europei marathon MTB, Valentina Corvi conquistava la sua quinta vittoria, su 6 tappe, in Coppa del Mondo under 23 di cross country. L’atleta di Sondrio sta facendo, nel mondo delle ruote grasse, un po’ quello che fa Pogacar fra i grandi della strada: vince sempre, o ci va molto vicino. Eravamo abituati a vederla protagonista d’inverno nel ciclocross, la MTB resta sempre il suo mondo privilegiato, eppure tutti questi risultati eccellenti hanno una radice che viene proprio dall’attività su strada.

L'arrivo della Corvi a La Thuile, quarta delle 5 vittorie colte in Coppa con un 2° posto (foto Cerveny)
L’arrivo della Corvi a La Thuile, quarta delle 5 vittorie colte in Coppa con un 2° posto (foto Cerveny)
L'arrivo della Corvi a La Thuile, quarta delle 5 vittorie colte in Coppa con un 2° posto (foto Cerveny)
L’arrivo della Corvi a La Thuile, quarta delle 5 vittorie colte in Coppa con un 2° posto (foto Cerveny)

Celestino, dalle radici prestigiose in entrambi gli ambiti, si coccola il suo talento, pronto a sbocciare anche ai massimi livelli ma sa bene che la strada è un moloch dal quale non si può prescindere: «La preparazione di quest’anno sta facendo rimanere a bocca aperta. Sapevamo il potenziale di Valentina sia di testa che di tecnica, perché lei la differenza non la fa solo in salita, ma anche in discesa nei confronti di tutte le altre e quindi capisci che guadagna secondi su secondi dappertutto. Ma questo salto di qualità, secondo me gliel’ha fatto fare anche la strada, perché lei sta dedicando parte della stagione all’attività con la Canyon/Sram».

Che cosa le è servito lavorare tanto su strada?

Le ha dato quel colpo di pedale, quella velocità che fanno la differenza. Ha una potenza e un ritmo in gara impressionante per la sua categoria, non ha momenti che fa dei fuori giri, ma va sempre regolare e continua a guadagnare, cioè non molla mai. E’ impressionante.

Mirko Celestino, cittì della nazionale di MTB confida molto nella crescita della Corvi, anche su strada
Mirko Celestino, cittì della nazionale di MTB confida molto nella crescita della Corvi, anche su strada
Mirko Celestino, cittì della nazionale di MTB confida molto nella crescita della Corvi, anche su strada
Mirko Celestino, cittì della nazionale di MTB confida molto nella crescita della Corvi, anche su strada
Come stradista, come la vedi?

Parlando con lei, so che la difficoltà più grossa che ha adesso è stare in gruppo e quindi su strada se non sei capace di limare, di stare in gruppo coperta, consumi tantissime energie. Su questo deve migliorare e prendere coraggio perché è su questo che c’è la differenza grossa dalla strada alla mountain bike, saper stare in gruppo, tranquilli e rilassati ad alte velocità. In mountain bike una volta che tocchi i 40 all’ora è già tanto su un percorso di cross country, su strada sai che vanno giù anche a 70-80 all’ora e questo può spaventare.

Il fatto che sia passata lo scorso anno al devo team della Canyon/Sram, secondo te è uno degli elementi che le ha consentito di crescere e sul quale deve lavorare?

Quando sei arrivato a un livello di team così alto, il passo giusto è proprio quello di seguire i tempi di una squadra molto organizzata, con alte aspettative, perché Valentina ha dimostrato di saper gestire la responsabilità e le pressioni e solo andando in una squadra di Serie A, come può essere questa la sua mentalità, la sua forza fisica e la convinzione possono farla crescere. E’ il secondo anno che corre con questa squadra, ha dimostrato veramente di saper cavarsela in questo mondo, ha fatto proprio un salto professionale con l’approccio alle gare, la mentalità e qualche risultato comincia ad arrivare, come la Top 10 a Chambery considerando che corre ancora poco su strada perché focalizzata sulla MTB.

Quest'anno Corvi ha corso in Spagna a inizio stagione e colto l'8° posto a Chambery (foto team)
Quest’anno Corvi ha corso in Spagna a inizio stagione e colto l’8° posto a Chambery (foto team)
Quest'anno Corvi ha corso in Spagna a inizio stagione e colto l'8° posto a Chambery (foto team)
Quest’anno Corvi ha corso in Spagna a inizio stagione e colto l’8° posto a Chambery (foto team)
Ti ci rivedi?

Un po’ sì, è come quando io ero giovane, mi han buttato a fare delle gare come la Parigi-Roubaix e pensavo che erano pazzi. Ma sono cresciuto con quella mentalità lì, di gare di Coppa del Mondo, di grandi classiche che sono quelle che ti fanno crescere. Quando arriva il momento di portare il risultato a casa, non ti spaventi più perché sei abituato. Tante volte gli atleti vengono spaventati dall’importanza dell’evento.

E’ ancora molto presto per parlare di Olimpiadi, ma in un cammino che possa proiettarla verso Los Angeles, quanto pensi sia importante anche che gareggi su strada?

Il lavoro che svolge insieme al suo preparatore, alle persone che gli stanno a fianco, sono convinto che è tutto impostato per questo, perché ha dimostrato di avere i numeri. Forse a queste Olimpiadi ci arriverà ancora un pochino giovane in confronto alle altre. Noi valutiamo anche i tempi al giro e vediamo che adesso la Corvi gira 20/30 secondi più lenta di Martina Berta (vincitrice a La Thuile e seconda ad Andorra fra le elite, ndr). Una è molto matura, l’altra è giovane e quindi vediamo se in questi due anni avrà ancora un’ulteriore crescita, allora potrà essere un’atleta veramente temuta per le Olimpiadi di Los Angeles.

Corvi insieme a Jenny Rissveds, la svedese campionessa mondiale in carica, sua compagna alla Canyon XC (foto Rossbell)
Corvi insieme a Jenny Rissveds, la svedese campionessa mondiale in carica, sua compagna alla Canyon XC (foto Rossbell)
Corvi insieme a Jenny Rissveds, la svedese campionessa mondiale in carica, sua compagna alla Canyon XC (foto Rossbell)
Corvi insieme a Jenny Rissveds, la svedese campionessa mondiale in carica, sua compagna alla Canyon XC (foto Rossbell)
Se nel prossimo anno la Canyon le chiedesse di gareggiare di più su strada, di fare anche gare più importanti, più prestigiose magari rinunciando ma qualcosa della MTB, pensi che sarebbe una cosa buona per lei in proiezione mountain bike o la penalizzerebbe?

Penalizzarla no, anche perché in base alla mia esperienza, la difficoltà più grossa è il cambiare continuamente mezzo, non riesci mai ad arrivare a quel livello tecnico per poter stare con gli altri. Siccome lei è molto superiore alle altre, questo problema non ce l’ha. Io sono favorevole, nel senso che ho parlato con Valentina e gliel’ho detto. Valentina è innamorata della mountain bike, ma sappiamo benissimo che è su strada che si costruisce una carriera anche economicamente. Il futuro grosso, vero potrebbe essere quello.