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Daniele Pontoni

Tricolori di cross: neanche la Guerra li ha fermati

08.01.2021
3 min
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La storia dei tricolori di ciclocross ha radici molto antiche: il primo titolo venne assegnato addirittura nel 1930, ben vent’anni prima dell’avvento dei campionati mondiali. Al tempo il ciclocross era molto sentito e praticato in Italia, solo un gradino sotto all’attività su strada, basti pensare che si andò avanti a correre anche negli anni più difficili del Secondo Conflitto Mondiale e la rassegna tricolore saltò solo le edizioni del 1940 e 1945. Proprio la Guerra interruppe il dominio del primo grande interprete del ciclocross italiano, Luigi Ferrando, vincitore di 5 titoli fra il 1932 e il 1939. Il ligure era un buono stradista, vincitore anche di un Giro dell’Appennino, primo di tantissimi esempi di praticanti entrambe le discipline.

Annabella Stropparo, 2005
Annabella Stropparo ha vinto 8 campionati italiani di ciclocross
Annabella Stropparo, 2005
Annabella Stropparo ha vinto 8 tricolori

La maglia nera

Negli anni Cinquanta spicca un nome, ben conosciuto agli appassionati di storia del ciclismo: Luigi Malabrocca, storica maglia nera del Giro d’Italia, che però nel ciclocross sapeva farsi valere, tanto da conquistare due titoli italiani, nel 1951 e 1953. Nel 1959 iniziò la lunga collezione di successi di Renato Longo, andata avanti fino al 1972 attraverso 12 titoli italiani a cui il corridore di Vittorio Veneto unì ben 5 successi mondiali. Longo invece era un ciclocrossista tout court e le sue uscite su strada (due vittorie in carriera) servivano solo per tenere la gamba in allenamento in vista della stagione invernale.

Panizza bis

Negli anni Settanta ecco che i pro’ della strada iniziano a frequentare assiduamente il ciclocross italiano, soprattutto invogliati da kermesse con premi in denaro. Ai campionati Italiani si registrano le doppiette di Wladimiro Panizza nel 1975-76 e Franco Bitossi nel biennio successivo. Nel 1979 inizia il periodo di successi, 4 in 5 anni, di Antonio Saronni, fratello di Giuseppe stella assoluta del ciclismo su strada, con il quale le carriere non si mischiarono quasi mai. Antonio gareggiava solo sui prati, semmai era Giuseppe che ogni tanto faceva una capatina nel ciclocross sempre in ottica allenamento.

Enrico Franzoi, Coppa del mondo Zolder 2009
Quattro maglie tricolori per Franzoi, qui in Coppa del mondo 2009 a Zolder
Enrico Franzoi, Coppa del mondo Zolder 2009
Quattro maglie tricolori per Franzoi

Irrompe Pontoni

Gli anni Ottanta sono quelli di Ottavio Paccagnella, 6 vittorie per lui, i Novanta vedono irrompere sulla scena Daniele Pontoni: il friulano conquista 10 titoli tra il 1994 e il 2004 che sarebbero stati ben 11 se nel 1998 non fosse stato squalificato per positività al controllo antidoping, lasciando così il titolo tricolore all’attuale Ct della nazionale Fausto Scotti. Nel 2003 Pontoni conquista il titolo nazionale Elite ma non è il primo arrivato: lo precede infatti Enrico Franzoi, appartenente però alla categoria U23 (fra i più grandi Franzoi conquisterà 4 successi, fra il 2005 e il 2009). Il fatto si ripeterà nel 2012, quando Marco Aurelio Fontana (per lui 7 titoli fra il 2008 e il 2015) verrà preceduto da Elia Silvestri.

Regno Lechner

La storia dei tricolori di ciclocross femminile ha una genesi molto più recente: la prima campionessa italiana è stata Maria Paola Turcutto nel 1996, replicando poi l’anno successivo prima che iniziasse la lunga serie di vittorie di Annabella Stropparo, la specialista di Mtb che tra il ’98 e il 2006 ha portato a casa 8 titoli. Un primato destinato però a durare poco: nel 2009 è iniziato il regno di Eva Lechner, arrivata finora a 11 successi, ma la serie potrebbe anche allungarsi domenica a Lecce