L’ultima di Pinot, tra bolgia e lacrime. Emozioni al Lombardia

13.10.2023
5 min
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BERGAMO – Sorrisi e qualche lacrima. Ma soprattutto sorrisi, urla, tifo, bandiere, fumogeni, megafoni… Al Giro di Lombardia come al Tour de France si è rivista la “Virage Pinot”, la curva ultras dei tifosi di Thibaut Pinot. E si è vista per l’ultima volta con lui in gara.

E’ stata davvero un’emozione anche per noi poter assistere dal vivo alla celebrazione di questo atleta incredibilmente amato. Molto più amato e acclamato di tanti corridori che avevano o che hanno un palmares più importante del suo.

Marc Madiot saluta il suo pupillo… il manager della Groupama-Fdj era visibilmente toccato
Marc Madiot saluta il suo pupillo… il manager della Groupama-Fdj era visibilmente toccato

Tu chiamale emozioni

Ma è così. Lo sport regala emozioni e la gente s’innamora di chi queste emozioni le sa dare e soprattutto le sa trasmettere. Un emblema in tale senso è stato Gilles Villeneuve, pilota di Formula1, che ha vinto solo sei Gran Premi eppure è ricordato come uno dei migliori della storia per il suo modo di guidare. Ma restando in “casa nostra” c’è Raymond Poulidor, il nonno di Van der Poel, neanche un giorno in maglia gialla, tanti podi, tante lotte, “poche” vittorie, ma è forse più amato di Bernard Hinault. Bè, Pinot è decisamente su questa via.

Sin dalla partenza da Como è iniziata la sua celebrazione. Tanto che la corsa è partita con un po’ di ritardo proprio per l’abbraccio che gli è stato fatto. E mentre la folla lo applaudiva, dietro le quinte, o per meglio dire ai bus c’era il suo padre putativo che era visibilmente commosso, Marc Madiot.

«Oggi – ha detto ai tanti media presenti ai piedi del bus della Groupama-Fdj – si chiude un’era. Non mi aspetto molto tecnicamente dalla corsa di Thibaut oggi. Lui è stato sempre con noi: tutti i suoi 14 anni da pro’. La squadra andrà avanti anche senza di lui, ma sarà strano. Quando vorrà venire a trovarci la porta per lui sarà aperta. Riguardo la sua carriera non ci sono rimpianti. Thibaut era questo».

Le virage Pinot, una bolgia infernale. Migliaia di tifosi venuti dalla Francia, ma non solo. Incredibile (foto Instagram)
Le virage Pinot, una bolgia infernale. Migliaia di tifosi venuti dalla Francia, ma non solo. Incredibile (foto Instagram)

Vittorie e sconfitte

In corsa va in scena la parata. Nonostante i ritmi alti, tanti corridori sono andati a salutarlo. Una parola, una pacca sulla spalla. E’ l’omaggio e il rispetto per chi in carriera ha sempre dato tutto. Magari sbagliando tattiche e tempistiche – non ultima la tappa di Crans Montana al Giro – litigando con se stesso. Le paure, le lacrime, le gioie…

La gente ama ed ha amato questo “genio disperato”, fatto di emozioni, pochi social e tanto istinto. Riavvolgendo il nastro della sua carriera rivengono in mente le discese nell’anno in cui la Francia gli chiedeva la maglia gialla, ma lui non teneva la pressione ed era bloccato. Scendeva letteralmente coi freni tirati. Immagini che restano nella mente.

Oppure quando, quasi a sorpresa, nel 2019 stava per farlo davvero il colpaccio. La vittoria sul Tourmalet, la consapevolezza di aver staccato tutti in salita e poi un ginocchio che si gonfia come un pallone in seguito ad un banale colpo sul manubrio. O la febbre improvvisa al Giro del 2018, quando perse il podio verso Cervinia.

Ma Pinot ha anche vinto. La sua carriera è costellata sì di sconfitte e debacle clamorose, ma anche di tante corse importanti come appunto il Lombardia 2018 e le tappe in tutti e tre i grandi Giri.

L’arrivo in parata di Thibaut, scortato anche da campioni di altre squadre…
L’arrivo in parata di Thibaut, scortato anche da campioni di altre squadre…

Virage Pinot

La folla che c’era sul Petit Ballon al Tour de France, si è ritrovata sulle strade del Lombardia. E non da sola. A questa “orda” si è aggiunta una folta schiera di tifosi italiani e persino svizzeri, nazione dove Thibaut ha tantissimi fan. Tutti con le maglie di Pinot, con bandiere e tutti pronti a cantare il suo coro che parte quasi sottovoce e poi esplode in una bolgia di salti e urla a squarciagola. Per lo stesso Thibaut, le lacrime qualche metro oltre la linea d’arrivo, si sono trasformate in sorrisi. Aveva il megafono in mano e dal gradino del bus dettava il coro a centinaia di tifosi lì, tutti per lui.

Anche noi abbiamo avuto a che fare con loro. Una volta usciti dalla sala stampa ce li siamo ritrovati, parecchio su di giri, in una pizzeria. «Non potevamo non venire per l’ultima gara di Thibaut». Un altro ragazzo francese ha scritto su un social: «Mi ha telefonato la mia ragazza che stava vedendo al corsa in tv. E mi ha detto: “Adesso capisco perché ami il ciclismo”».

Tra i tanti, alle spalle di Pinot, si riconoscono il fratello Julien e Madouas
Tra i tanti, alle spalle di Pinot, si riconoscono il fratello Julien e Madouas

Nuove pagine

E lui cosa ha detto? Mentre lo aspettavamo alle spalle dei massaggiatori, del fratello Julien, di Valentin Madouas in maglia di campione francese, e scortato dai compagni Pacher e Molard, Thibaut si è lasciato andare.

«Non mi aspettavo ci fosse così tanta gente. Che spettacolo – ha detto – è stato un vero “casino”, come piace a me. Pazzesco. Un manicomio! Non sono il campione del mondo, ma penso di avere il miglior pubblico del mondo».

Nel “virage Pinot”, ma non solo, dove erano raccolti lo hanno quasi braccato al suo passaggio. E lui gli dava il cinque. Per terra avevano disegnato due frecce con la vernice e, scherzando ovviamente, avevano messo una freccia che indicava la strada sbagliata per i Jumbo-Visma e quella giusta per Pinot!

«E’ stato magnifico vivere questa esperienza – ha proseguito Pinot – molti corridori sono venuti a congratularsi con me durante la corsa. Mi sorprende sempre perché, come nella vita, sono piuttosto timido e piuttosto selvaggio. E’ un peccato non aver potuto legare con più corridori perché penso che ci siano ragazzi che valgono. Immagino che ora vivere sarà più facile, ma anche che non sarà semplice voltare pagina da un giorno all’altro, dopo 14 anni in questa squadra e molti di più tra allenamenti, viaggi, gare…».

Di certo, d’ora in poi avrà più tempo per stare con la famiglia, anche quella degli animali… e di prendersi cura dell’ultima arrivata: una capretta che gli ha regalato l’organizzazione del Giro di Lombardia.