Vansevenant, lo scalatore venuto dalle Fiandre

27.03.2021
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Mauri Vansevenant sembra un ragazzo quasi timido, semplice, educato… salvo che poi sotto al “cofano” nasconde uno di quei motori che fanno paura, che mordono per davvero. Il corridore della Deceuninck-Quick Step lo avevamo già “conosciuto” quando vinse il Giro della Val d’Aosta 2019, salvo poi ritrovarlo qualche giorno fa a Laigueglia, terzo, e a Larciano, primo.

E finalmente siamo riusciti a parlarci durante la Coppi e Bartali. Capello biondo, fisico longilineo, 22 anni da compiere e le salite nel Dna. E un nome non certo fiammingo che deriva da Melchior Mauri, corridore spagnolo re della Vuelta 1991.

E’ con la squadra di Lefevere dalla scorsa estate, prima doveva finire la scuola, un istituto elettromeccanico.

Vansevenant alla Coppi e Bartali. Il belga ha un contratto con la Deceuninck fino al 2023
Vansevenant alla Coppi e Bartali. Il belga ha un contratto con la Deceuninck fino al 2023
Mauri, partiamo dalla tua prima vittoria da professionista, Larciano, te l’aspettavi o è stata una sorpresa?

La prima corsa conquistata tra i pro’ è sempre una sorpresa perché vincere non è mai facile e perché quel giorno a Larciano c’erano dei grandi corridori forti. Quindi sono molto felice – sorride Vansevenant – Ho vinto abbastanza presto, ad inizio stagione, e questo è un qualcosa di speciale, perché ti rende più tranquillo.

Nella Deceuninck-Quick Step ci sono tanti giovani molto forti: è un punto di forza per te o è una competizione che porta stress? 

Noi lavoriamo ogni giorno e ogni anno per fare meglio e non vedo i miei compagni come dei rivali. E comunque questa situazione non c’è solo alla Deceuninck, ma anche in altre squadre. Penso alla Lotto Soudal, alla Ef Procyling… anche da loro ci sono tanti corridori forti.

Sono iniziate le corse nel suo Paese, il Belgio. Ci saranno tantissime classiche dalle Fiandre alle Ardenne. Quale preferisci?

Preferisco le Ardenne.

Vansevenant vince il Gp Industria & Artigianato di Larciano
Vansevenant vince il Gp Industria & Artigianato di Larciano
Ma sei fiammingo!

Eh, ma io preferisco le salite più lunghe, sono decisamente migliori per me. Io – e lo sottolinea con il tono della voce – sono un grimpeur.

E cosa significa per te andare forte in salita?

Per tutti è la cosa più dura e affascinante. Tutti vorrebbero andare forte in salita. Il corpo fa una fatica enorme, ma per il mio fisico, abbastanza piccolo (in realtà Vansevenant non è basso, è 175 centimetri, ndr) è meno dura. E cerco di sfruttarlo.

E qual è stata la salita più tosta che hai mai fatto?

Il Col de la Loze, dove è arrivato anche il Tour l’anno scorso. L’ho scalata nel Tour de l’Avenir due anni fa. E’ stata un qualcosa di terribile. Anche perché arrivava a 2.300 metri e io non sono abituato a quelle quote.

Dove vivi?

Nel Nord del Belgio, vicino Bruges, verso il mare. Una zona molto piatta!

E come fai allenarti in salita?

Eh, non è facile. Ci sono i muri delle Classiche oppure qualche volta prendo la macchina e vado verso le Ardenne, è un’ora e mezza di strada almeno.

E pensi di cambiare residenza in futuro?

No, no… – dice secco Vansevenant – per ora proprio non ci penso. Mi piace dove abito, è parte della mia vita, ho i miei percorsi, la mia famiglia. Non saprei vedermi lontano da casa.

Nel 2019 il belga è stato primo al Val d’Aosta (in foto) e sesto al Tour de l’Avenir
Nel 2019 il belga è stato primo al Val d’Aosta (in foto) e sesto al Tour de l’Avenir
Tu sei figlio d’arte, tuo padre Wim correva: è stato lui che ti ha messo in bici, che ti ha spinto al ciclismo?

Mio padre ha corso fino al 2008 e io ho iniziato nel 2011, semplicemente volevo fare sport e ho scelto la bici. Poi volevo sempre fare un po’ di più ed eccomi qui.

In Deceuninck hai un corridore di riferimento?

Ah tutti! Sono tutti forti, quasi tutti più grandi di me e grandi corridori. C’è solo da imparare. Farne parte è un sogno.

Oggi termina la Coppi e Bartali, si può ancora vincere o Vingegaard è più forte?

Beh, noi faremo di tutto per provarci. Di sicuro lui e la sua squadra sono molto forti, ma io non ho nulla da perdere.

Ti vedremo al Giro?

No, forse farò la Vuelta.