Le maglie, si sa, nel ciclismo sono molto importanti. E forse la più importante di tutte è la maglia gialla del Tour de France. E’ un simbolo che, fin da quando lo indossò per la prima volta Eugène Christophe, nel 1919, ha rappresentato il punto più alto di questo sport, un simbolo che attraversa le generazioni, capace di tenere insieme i campioni e i ricordi di chi segue il ciclismo da una vita.
Per Castelli, il giallo non è una novità. Il marchio italiano aveva già firmato la maglia del leader del Tour dal 1989 al 1994. Dal 2027 tornerà a farlo, ma questa volta il traguardo ha un significato particolare per la famiglia Cremonese, che guida MVC Group, la società che possiede Castelli e Sportful. E’ la prima volta, infatti, che la maglia gialla entra nella storia dell’azienda sotto la loro gestione.


Una strada che porta lontano
«Per noi è una grandissima soddisfazione, significa arrivare sul tetto del mondo», ci ha raccontato Alessio Cremonese, presidente esecutivo di MVC Group. «Un momento molto bello è stato quando abbiamo detto a nostro padre che avevamo trovato l’accordo. Per lui la maglia gialla è sempre stata un mito, come Coppi e Bartali».
Un sogno che è col tempo è diventato un obiettivo sempre più coerente con il grande percorso di crescita dell’azienda, fondata a Fonzaso nel 1946. «Noi avevamo sempre guardato al Tour per vari motivi. La maglia gialla rappresenta il massimo per chi ama questo sport. E il nostro fatturato arriva per l’80 per cento dall’estero, quindi era chiaro che per noi il Tour fosse una grande possibilità».
L’occasione si è presentata quando si avvicinava la scadenza della collaborazione con RCS, dopo nove anni insieme. Anche il precedente accordo di ASO, la società che organizza il Tour de France, era in scadenza, si sono così aperti i contatti che hanno portato alla nuova partnership. «Ci tengo a ringraziare pubblicamente RCS per i nove anni che abbiamo trascorso insieme», ha voluto precisare Cremonese, prima di raccontarci come le due realtà abbiano trovato un terreno comune.


Centotrenta giorni di ciclismo
«A loro piaceva molto l’internazionalità del marchio e la nostra progettualità. A noi piaceva la potenza di fuoco di ASO dal punto di vista mediatico». Da queste premesse è nato l’accordo, tra l’altro subito di ampio respiro, dal momento che si articola in sei anni di contratto. «E’ un percorso insieme anche a lungo termine, e credo sia un’ottima cosa per entrambi, per noi, ma anche per loro».
Per sottolineare l’importanza dell’operazione, Cremonese fa notare che la partnership non si limita alla (già notevolissima) maglia gialla, ma comprende circa 130 giorni di gare a stagione. Perché riguarda tutti gli eventi organizzati da ASO, quindi, solo per citarne alcuni, anche la Vuelta a España, la Parigi-Roubaix e la Liegi-Bastogne-Liegi, il Critérium du Dauphiné e anche L’Étape du Tour, l’appuntamento amatoriale che richiama qualcosa come 80.000 partecipanti.
Il nuovo progetto ha quindi sì al centro il Tour – l’evento ciclistico più importante al mondo e che attrae anche sguardi e interessi che vanno oltre questo sport – ma per l’azienda è un’occasione per essere al centro dei riflettori più prestigiosi in molti luoghi diversi e per tutto l’anno.






Finisce il sogno rosa, inizia quello giallo
Per arrivare al Tour, però, è stato necessario fare una scelta. Abbiamo chiesto a Cremonese se abbiano pensato di mantenere, assieme alla gialla, anche la maglia rosa. Scopriamo che la decisione è stata quasi obbligata, ma non per questo priva di conseguenze sul piano personale. «Avere la maglia gialla è uno sforzo importante, e non riuscivamo a mantenerle entrambe», ci ha spiegato. «Ci dispiace molto, perché la maglia rosa per noi era un sogno, importantissimo anche dal punto di vista familiare, Ma abbiamo voluto fare questo passo in avanti verso l’internazionalizzazione».
Che la partnership sia stata fatta con Castelli e non con Sportful, l’altro fiore all’occhiello dell’azienda bellunese, non è un caso, ma affonda nella storia del brand. Gli anni in cui i campioni del Tour indossavano la maglia gialla con il simbolo dello scorpione hanno lasciato un segno nell’immaginario degli appassionati, e ora in MVC Group vogliono ripartire proprio da lì. «C’è un filo storico da raccontare che è ancora nella memoria delle persone. In tanti si ricordano ancora lo scorpione sulla maglia gialla di Fignon e Indurain». Da qui la scelta di continuare a sponsorizzare i grandi giri con Castelli, mentre Sportful continuerà quindi ad essere partner tecnico delle squadre.
Durante la presentazione ufficiale, lo scorso 22 ottobre, tutto il mondo ha potuto scoprire i dettagli tecnici ed estetici delle maglie che vedremo alla prossima Grande Boucle, e prossimamente le racconteremo più nel dettaglio.
Nel frattempo siamo già in attesa della stagione 2027, quando vedremo di nuovo lo scorpione viaggiare sulle strade del Tour. Per lo scorpione sarà il ritorno su un terreno (e su un tessuto) già conosciuto. Per la famiglia Cremonese sarà un traguardo nuovo, in cui la storia dell’azienda incontra un mito del ciclismo mondiale.