Con la novità di Capalbio il Giro delle Regioni di ciclocross chiude il suo lungo cammino autunnale in attesa della finale del prossimo 20 dicembre e la tappa toscana si è rivelata completamente diversa da tutte le altre. La stagione internazionale è infatti iniziata e l’ultimo weekend di ottobre ha visto i principali big e team italiani sparsi per l’Europa a caccia di punti. Una prova, quella toscana, quindi tecnicamente inferiore alle altre? Non è così, perché occasioni simili diventano un’interessante opportunità per far emergere nomi nuovi. Uno di questi è Nicole Azzetti, che si è aggiudicata con autorità la prova Open femminile, bagnando così con un successo il suo fresco ingresso nella categoria Under 23.


Seguendo la passione di famiglia
Un risultato non di poco conto per la ragazza trentina che si è fatta un nome di spicco nel mondo della mountain bike e del ciclocross, dove vanta il bronzo continentale da junior.
«Io sono di Ala – racconta – frequento la quinta superiore dell’Istituto Tecnico Economico Sportivo, quindi studio finanza e marketing. Il ciclismo l’ho iniziato seguendo in bici il mio papà, poi mio fratello e quindi è stata una passione che c’è sempre stata in famiglia, è stata tramandata. Io faccio mountain bike e ciclocross principalmente, ma la MTB è sempre stata la mia attività prediletta, mi piace l’offroad, la strada l’ho frequentata quando ero ancora esordiente e allieva, ma non mi piace tanto e quindi per il momento la lascio lì».
Su un percorso ridotto, di 2.200 metri, esigente per le sue irregolarità nel terreno che imponevano grande attenzione nella guida, la Azzetti è stata subito protagonista: «Era un percorso veramente veloce, infatti anche i tempi sul giro erano veramente bassi con tante curve e tanti rettilinei da continuare a rilanciare e mantenere la velocità. E’ stata una gara sempre tirata. Sono partita forte perché volevo fare subito distacco e infatti già da metà del primo giro mi sono ritrovata da sola e poi ho tenuto il mio ritmo fino alla fine».


L’abitudine alla maglia azzurra
Al di là di chi c’era e chi non c’era, un successo importante per la ragazza dell’Ale CX Team perché il primo nella categoria superiore: «E’ stato un grande salto perché il ritmo è molto diverso – ammette Azzetti – Ci sono volute un paio di gare per capire come adattarsi, ma è molto bello e mi piace il fatto che ci scontriamo con le elite perché si impara più in fretta. E’ una bella sensazione avere ottenuto la vittoria così presto».
La Azzetti viene da un 2026 di grande qualità nelle ruote grasse: «Sì, quest’anno è andato abbastanza bene, sono stata convocata sia per l’europeo che per il mondiale, chiudendo rispettivamente al 14° e 24° posto, ho vinto il titolo italiano short track e tutto sommato sono felice di come siano andate le cose. Senza dimenticare il titolo italiano junior di ciclocross a inizio stagione…».


Tra sport e scuola ogni minuto conta…
Nel passaggio di categoria, quanto pensi di avere ancora da imparare? «Non mi illudo, ce n’è ancora un’infinità in entrambe le discipline, perché comunque non si smette mai di imparare. Essendo poi anche il primo anno fra le grandi, ce n’è di strada da fare».
Alla maglia azzurra Azzetti ci pensa adesso anche nel ciclocross: «Sicuramente anche dopo l’esperienza dell’anno scorso, è uno degli obiettivi principali della stagione. Spero che questa vittoria sia utile per un’eventuale chiamata per gli europei, poi vediamo come questa va avanti».
Per Nicole l’abbinamento fra sport e scuola non è semplice, ad esempio il ritorno a casa da Capalbio l’ha vista in auto fino a sera tardi, poche ore di sonno e via verso un lunedì di studio: «Bisogna un attimo incastrare il tutto perché comunque gli allenamenti sono tanti e d’inverno il clima a casa non aiuta, poi essendo anche al quinto anno lo studio è intenso, ci sono gli esami da preparare, quindi bisogna riuscire a organizzare il tutto, però è fattibile facendo attenzione a usare ogni minuto a disposizione».


Nuovo leader in campo maschile
Nella sua gara Azzetti ha amministrato senza soverchie difficoltà il margine su Neria Kabetaj, poco più grande di lei e che ha scelto la nazionalità albanese dei genitori. Ma la Azzetti non è stata l’unico nome nuovo della tappa di Capalbio, dove anzi tutte le principali categorie hanno offerto alla fine vincitori inediti. Fra gli Open maschili si è sviluppata una gara molto combattuta dove Tommaso Tabotta (B-Team) ha imposto un ritmo altissimo scendendo anche sotto i 5 minuti a giro fino a chiudere con un netto vantaggio sull’antico vincitore della challenge Antonio Folcarelli. Per il ventiduenne friulano di Buja arriva anche la maglia di leader della generale, da difendere in Liguria a fine anno.


Per Scotti una settimana delicata
La tappa toscana ha visto il team di Fausto Scotti gestire l’organizzazione in prima persona, affrontando anche difficoltà legate al percorso: «Non era quello che avevamo disegnato inizialmente ma abbiamo avuto sul posto una grande collaborazione, in primis dall’Amministrazione comunale riuscendo a ricavare un tracciato molto apprezzato. Il problema è che in settimana il terreno era stato arato senza considerare le conseguenze che questo avrebbe avuto su una gara di ciclocross, quindi ci abbiamo dovuto rimettere mano. Ma il test è stato positivo, qui a Capalbio si possono fare grandi cose e le abbiamo già in programma…».