TerraXcube, la ricerca raggiunge un livello superiore

Con terraXcube la ricerca raggiunge un livello superiore

31.10.2026
4 min
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BOLZANO – Cosa è terraXcube? E’ il centro di ricerche facente parte del polo Eurac Research di Bolzano, creato per simulare/ricreare le condizioni climatiche estreme del nostro pianeta. Di fatto uno strumento di ricerca e studio degli effetti climatici e come questi ultimi condizionano i comportamenti dell’uomo, della macchine e degli strumenti, i processi ecologici in genere.

Perché affrontiamo l’argomento terraXcube? Perché Q36.5 si dimostra ancora una volta un passa avanti in termini di ricerca ed applicazioni di nuove tecnologie legate al tessuto, ai capi tecnici ed al design, di come gli stessi indumenti condizionano la performance degli atleti. Q36.5 utilizza il centro di ricerche bolzanino come strumento di validazione per i propri test.

TerraXcube, la ricerca raggiunge un livello superiore
Presso terraXcube ci si trova davanti una struttura all’avanguardia (foto Q36.5)
TerraXcube, la ricerca raggiunge un livello superiore
Presso terraXcube ci si trova davanti una struttura all’avanguardia (foto Q36.5)

TerraXcube, di cosa si tratta?

Una struttura tecnologicamente avanzata che evolve in continuazione, perché la tecnologia e lo sviluppo non si fermano, perché il progresso è fonte di un costante ampliamento in differenti categorie. Per la prima volta un brand di abbigliamento sportivo legato al ciclismo (Q36.5) entra in terraXcube.

Le camere climatiche del polo di studio combinano la tecnologia ipobarica alle più moderne simulazioni ambientali. Nevicate ad oltre 8000 metri di quota, caldo e clima desertico, condizioni di pioggia estrema, vento e molto altro, le applicazioni sono infinite, passando anche dalla medicina.

TerraXcube, la ricerca raggiunge un livello superiore
Luigi Bergamo è il titolare di Q36.5
TerraXcube, la ricerca raggiunge un livello superiore
Luigi Bergamo è il titolare di Q36.5

Perché Q36.5 usa la ricerca terraXcube?

«In Q36.5 c’è da sempre l’ossessione di ricercare – racconta Luigi Bergamo – innovare, creare qualcosa di realmente funzionale. Il punto fermo è sempre iniziare dallo sviluppo del tessuto, ma per un ulteriore upgrade delle nostre ricerche era necessario avere una valutazione obiettiva dei nostri tessuti e capi, determinando così una catena di valori di tutte le parti chiamate in causa. Arrivati ad un certo punto-continua Bergamo-il test soggettivo fatto di sensazioni e variabili, uno step che resta importantissimo e che non è stato abbandonato, questo approccio non era più sufficiente.

«Avevamo necessità di un qualcosa di scientifico. Da qui nasce la collaborazione con terraXcube, ma i partner chiamati in causa sono anche Core che fornisce la tecnologia di rilevazione della temperatura corporea-conclude Bergamo-ed SRM per i misuratori ed analisi della potenza».

TerraXcube, la ricerca raggiunge un livello superiore
Ogni dato possibile viene monitorato, archiviato, analizzato
TerraXcube, la ricerca raggiunge un livello superiore
Ogni dato possibile viene monitorato, archiviato, analizzato

Il protocollo

Grazie alla collaborazione con Eurac Research terraXcube, con l’Università di Tor Vergata e Core, l’azienda bolzanina ha messo a punto un protocollo di test che prevede anche l’utilizzo in ambiente esterno, combinato all’impiego dei tessuti e capi all’interno delle camere climatiche. Si inizia con i 25 minuti di prova in ambiente outdoor, salita e relativa discesa, indossando il sensore Core.

«Qui l’obiettivo principale – prosegue Bergamo – è valutare come reagisce l’outfit, da quello estivo a quello invernale considerando la grande variazione tra salita con sforzo intenso in salita e poi la discesa. La validazione di queste prove deve trovare un riscontro nell’ambiente terraXcube, dove le camere climatiche replicano le condizioni meteo, in ambiente asettico a prescindere dal periodo dell’anno».

«Trovare e sperimentare nuove composizioni, tessuti diversi. Abbinare capi tecnici – dice Bergamo – più leggeri, confortevoli e protettivi, cercando il limite e superarlo. TerraXcube ci permette di avere dati scientifici nero su bianco, numeri che vanno ben oltre la componente psicologica o di preferenza soggettiva legata al fitting».

L’analisi con una maglia split

Split jersey non è un capo che si troverà in commercio, ma è un esempio pratico, tangibile e ripetibile del concetto argomentato in precedenza da Luigi Bergamo. Testare in continuazione, evolvere, sviluppare ed innovare, valutare ed analizzare, ma senza mai distaccarsi dal mondo reale. Per valutare i diversi tessuti che caratterizzano le due jersey Q36.5, Gregarius Pro e Pro Evo è stata confezionata una maglia con doppia zip ed i due tessuti. Trama diversa tra lato destro e quello sinistro, due sensori Core separati in modo da avere due rilevazioni.

Cosa è emerso? Un tessuto, nello specifico il Gregarius Pro Evo permette una dissipazione termica più efficace del 9,9%, con conseguente abbassamento della temperatura cutanea di 0,34°, quindi dimostrando un potere maggiore di raffreddamento. Immaginiamo questi numeri nel lungo periodo ed in un contesto professionistico moderno dove si raggiungono intensità incredibili. Quante energie è possibile risparmiare e quanto è possibile preservare il comfort termico nell’ottica di performare meglio? Un esempio facile e di semplice interpretazione che però nasconde un lavoro complesso legato alla ricerca.

Q36.5