Tadej Pogacar, Sencur

Pogacar, il re è ai box ma il protagonista è sempre lui

11.10.2026
5 min
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Il Lombardia è andato in scena senza il suo re indiscusso. Per la prima volta dopo cinque successi consecutivi, Tadej Pogacar ha guardato da lontano la Classica delle foglie morte. Eppure, anche senza essere al via, lo sloveno ha continuato a occupare la scena. La sua assenza pesa, alimenta domande e tiene accesa l’attesa per il suo ritorno.

Questo sentimento lo abbiamo constatato anche a Sencur, durante i Campionati europei, dove Pogacar si è concesso all’abbraccio della sua gente. Niente corsa, soltanto sorrisi, saluti e qualche parola sul presente quando alla domenica è spuntato fuori dal finestrino di auto della corsa. T-shirt verde-grigio militare, cappellino e la sua solita semplicità.

Il corpo fa male, ma Pogacar ha ripreso lo spirito. Ecco la foto che ha pubblicato su Instagram per rassicurare i tifosi (immagine @tadejpogacar)
Qualche giorno dopo la caduta della Vuelta, Pogacar ha tenuto i tifosi in souspence (foto Instagram @tadejpogacar)
Il corpo fa male, ma Pogacar ha ripreso lo spirito. Ecco la foto che ha pubblicato su Instagram per rassicurare i tifosi (immagine @tadejpogacar)
Qualche giorno dopo la caduta della Vuelta, Pogacar ha tenuto i tifosi in souspence (foto Instagram @tadejpogacar)

Dalla caduta alla ripresa

Il campione ha ripreso a pedalare, ma la strada verso la piena condizione è ancora lunga. Dopo la caduta alla Vuelta, il recupero è diventato l’unico vero obiettivo. Il resto, per ora, può aspettare.

La stagione di Pogacar si è interrotta bruscamente il 29 agosto, durante l’ottava tappa della corsa spagnola, quando quella caduta ha compromesso il suo finale di questo trionfante 2026. Lo sloveno, che aveva già messo nel mirino nuovi traguardi, ha riportato una frattura scomposta della clavicola sinistra, una frattura cervicale stabile a livello della settima vertebra e una commozione cerebrale. Si è reso necessario un intervento chirurgico alla clavicola. Da quel momento, il programma agonistico è passato in secondo piano. Il suo umore faceva su e giù. Ma la speranza di rimetterlo in pista per mondiali ed europei ancora c’era, seppur flebile.

Poi ai primi di settembre, il 5 per l’esattezza, la UAE Emirates ha ufficializzato la fine anticipata della sua stagione. Niente mondiali, niente europei e niente Lombardia. Una decisione condivisa con lo staff medico, senza fissare scadenze per il rientro alle competizioni. La priorità era consentire al corpo di recuperare completamente, senza aggiungere rischi a un infortunio che coinvolgeva più distretti.

«Le prime settimane non sono state semplici – ha detto Pogacar – i primi quindici giorni sono stati particolarmente duri, con pochi momenti positivi. La svolta è arrivata nella terza settimana, quando ho potuto iniziare a muovermi con maggiore continuità, salire sui rulli e iniziare la fisioterapia». Lì probabilmente l’uomo è tornato a sentirsi atleta e il motore in qualche modo si è riacceso.

Il campione ha comunque potuto festeggiare un altro traguardo: il rinnovo con la UAE fino al termine del 2032. Un segnale di continuità in un momento complicato. «Ora – ha aggiunto Tadej – non servono scorciatoie. La ripresa deve rispettare tempi e tappe, perché l’obiettivo non è tornare presto, ma tornare davvero pronto».

Tadej Pogacar, Sencur
L’abbraccio con Mezgec che ha concluso la carriera durante la prova in linea slovena
L’abbraccio con Mezgec che ha concluso la carriera durante la prova in linea slovena

Sogno rimasto nel cassetto

A Sencur Pogacar ha ritrovato il calore di casa. I campionati europei si svolgevano a pochi chilometri dai luoghi in cui è cresciuto. Anzi, il tratto in linea lambiva la sua Komenda e passava anche in quella rotatoria all’ingresso del paese a lui dedicata e che vi abbiamo fatto vedere. Tadej ci teneva moltissimo a questo appuntamento ed è un sogno che probabilmente resterà chiuso nel cassetto quello di trionfare in casa. A meno che in Slovenia non decidano di riorganizzare gli europei a breve!

Addirittura proprio a Sencur era circolata la voce che forse si sarebbe schierato al via, per una sorta di passerella iniziale. Voci alimentate dalla ripresa in bicicletta e dalla presenza del suo nome nelle liste preliminari già al mondiale. Un’ipotesi suggestiva, ma che non ha mai trovato riscontro in un programma agonistico concreto.

Lo stesso Pogacar ha ammesso di aver pensato alla possibilità di prendere il via. In un momento del recupero, ha raccontato, gli è venuta voglia di correre. Le gambe sembravano chiedere di tornare a misurarsi con gli avversari, soprattutto davanti al proprio pubblico. Ma il desiderio non poteva cancellare la realtà. Per quanto forte la condizione proprio non c’era. In più sembrava avesse dei formicolii ai piedi quando pedalava.

«Dopo una sola settimana di uscite su strada, la condizione era ancora lontana da quella necessaria per affrontare una competizione di alto livello. Uscivo con Urska (Zigart, la moglie, ndr) e stavolta ero io starle a ruota sia in salita che in discesa», ha specificato il diretto interessato.

Il campione ha quindi scelto di vivere gli Europei da spettatore. Una presenza comunque significativa, attesa e, secondo il nostro parere, giusta. Quel cameo fatto nel giorno della prova in linea ha riacceso l’entusiasmo dei tifosi sloveni. E forse anche di Pogacar stesso.

Quella domenica Tadej ha anche salutato Luka Mezgec, amico e compagno di nazionale che ha concluso la propria carriera proprio con la prova in linea europea. Un incontro carico di ricordi, tra cui la vittoria di Mezgec a Trieste al Giro d’Italia del 2014, quando Pogacar era ancora un adolescente. Era il suo idolo, pensate un po’! Anche lì la folla per poco non lo ha divorato. Anche noi restano il dubbio e la curiosità di sapere cosa sarebbe stato il circuito Sencur e la salita di Mozjanca se ci fosse stato Pogacar in gara…

Pogacar è risalito in bici la settimana prima del mondiale sfoggiando la sua ultima maglia iridata. E poi ha fatto stessa cosa con quella di campione europeo (foto Instagram)
Pogacar è risalito in bici la settimana prima del mondiale sfoggiando la sua ultima maglia iridata. E poi ha fatto stessa cosa con quella di campione europeo (foto Instagram)
Pogacar è risalito in bici la settimana prima del mondiale sfoggiando la sua ultima maglia iridata. E poi ha fatto stessa cosa con quella di campione europeo (foto Instagram)
Pogacar è risalito in bici la settimana prima del mondiale sfoggiando la sua ultima maglia iridata. E poi ha fatto stessa cosa con quella di campione europeo (foto Instagram)

Ma Tadej è già 2027

Il successo di Brandon McNulty ai mondiali di Montreal, dove l’americano ha conquistato il titolo iridato su strada, ha rappresentato una delle soddisfazioni più belle di questo periodo. Pogacar si è congratulato con il compagno. «All’inizio facevo il tifo per gli sloveni, ma quando alla fine ho visto Brandon davanti ho sperato per lui. Se lo è meritato proprio», aveva dichiarato ai media sloveni..

La ripresa, la maglia iridata del compagno, l’abbraccio della gente. In qualche modo inizia da qui il 2027 di Tadej Pogacar. E’ presto per definire un programma ovviamente. Anche lo stesso programma sarà stilato in base ai tempi e alle modalità di recupero. Facciamo un esempio: la cosa che più preoccupa sono le vertebre cervicali. In virtù di questo magari potrebbe saltare la Roubaix. Ipotesi, congettura del tutto nostra, sia chiaro. Giusto per far capire che è presto e tutto in divenire.

In UAE la cosa l’hanno presa di petto. Tadej da nostre fonti sta lavorando sodo e tutto sta procedendo secondo programma. «Il periodo di riposo più lungo – ha spiegato Pogacar – potrebbe comportare una ripresa del lavoro anticipata di circa un mese rispetto alla normale preparazione».

In casa UAE non voglio forzare il recupero. Se lo possono permettere visti i tanti campioni che hanno. E al tempo stesso devono fare così visto il patrimonio che rappresenta Tadej stesso. Un patrimonio su cui hanno deciso di puntare fino al 2032. Il contratto è stato rinnovato e allungato, segno che la fiducia nel re c’è ancora.