Raccagni Noviero, una crono e 2 secondi pieni di significati

Raccagni Noviero, una crono e 2 secondi pieni di significati

02.10.2026
5 min
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Le ultime classiche, quelle italiane, per chiudere la stagione e magari ottenere quella ciliegina che andrebbe a completare una torta comunque riuscita. Perché il 2026 di Andrea Raccagni Noviero è stato sicuramente positivo, ponendolo in una nuova dimensione anche se qualcosa ancora manca. Il genovese della Soudal Quick-Step, quella ciliegina è andato molto vicino a prendersela e non in una specialità attesa, visto che le cronometro non sono il suo campo d’azione prediletto, ma in Lussemburgo ha trovato un Piganzoli in grande spolvero.

La tappa a cronometro in Lussemburgo era di  20,4 chilometri, il ligure ha chiuso a 2" da Piganzoli
La tappa a cronometro in Lussemburgo era di 20,4 chilometri, il ligure ha chiuso a 2″ da Piganzoli (foto team)
La tappa a cronometro in Lussemburgo era di 20,4 chilometri, il ligure ha chiuso a 2" da Piganzoli
La tappa a cronometro in Lussemburgo era di 20,4 chilometri, il ligure ha chiuso a 2″ da Piganzoli

Raccagni Noviero ammette innanzitutto che era partito per il Lussemburgo con intenzioni importanti anche se la sua partecipazione era stata quantomeno movimentata: «Effettivamente l’avvicinamento è stato un po’ particolare perché avevo corso in Canada. Quindi ho preso il volo subito dopo la gara di domenica a Montreal, volando di notte e sono arrivato il lunedì e la gara iniziava il mercoledì. All’inizio pensavo di non essere nelle migliori condizioni, ma la prima tappa è già andata bene, con una top 10 su un arrivo che forse non era proprio adattissimo a me perché era molto esplosivo».

Eri andato per fare classifica?

L’idea era quella di centrare una top 5, ma la gara si è evoluta in altro modo. Nella seconda tappa abbiamo corso per Stuyven che ha fatto quarto in volata, la terza tappa era quella più importante per la classifica. E’ andata bene per la squadra perché ha vinto il mio compagno Reijnderink, ma le dinamiche tattiche particolari mi sono costate. Quel giorno hanno cercato di mettere un po’ in mezzo Van der Poel, per fargli perdere la corsa. Io sono rimasto nel suo gruppo dove nessuna squadra tirava e alla fine siamo arrivati 7 minuti dopo. Quindi il giorno dopo ho preso la crono proprio come test.

In stagione Raccagni Noviero ha corso per 58 giorni con 11 Top 10. Manca ancora la vittoria...
In stagione Raccagni Noviero ha corso per 58 giorni con 11 top 10. Manca ancora la vittoria…
In stagione Raccagni Noviero ha corso per 58 giorni con 11 Top 10. Manca ancora la vittoria...
In stagione Raccagni Noviero ha corso per 58 giorni con 11 top 10. Manca ancora la vittoria…
Quel secondo posto ti ha sorpreso?

Molto, perché il Lussemburgo non era in programma fino a poco prima del Canada – racconta Raccagni – per cui sulla bici da crono non mi ci ero più allenato dal Giro d’Italia, però era un percorso probabilmente molto adatto alle mie caratteristiche, vista la salita e anche la discesa, dove comunque con la bici da crono ho sempre un buon feeling. Sono partito un’oretta prima dell’ultimo corridore, per cui sono rimasto sul trono del leader per un bel po’ di tempo, finché non ha corso Piganzoli che immaginavo avrebbe fatto una buona prova avendo fatto il Tour dove c’era la cronosquadre e quindi ci avevano lavorato molto bene a livello di posizione e di materiali come si è visto.

Ti è dispiaciuto essere superato?

In quel momento sì, per due secondi, sono ancora deluso per non aver vinto la mia prima corsa da professionista, però alla fine Piganzoli è un corridore che ha dimostrato di essere davvero forte. Se l’è meritata.

A cronometro Raccagni Noviero non ha fatto lavori specifici. Farlo è uno degli obiettivi per il 2027
A cronometro Raccagni Noviero non ha fatto lavori specifici. Farlo è uno degli obiettivi per il 2027
A cronometro Raccagni Noviero non ha fatto lavori specifici. Farlo è uno degli obiettivi per il 2027
A cronometro Raccagni Noviero non ha fatto lavori specifici. Farlo è uno degli obiettivi per il 2027
Tu hai lavorato sulla cronometro, essendo un corridore sempre più portato per le corse a tappe?

No. Quest’inverno avevamo fatto il manubrio su misura, ma la bicicletta a casa mi è arrivata soltanto al campionato italiano, per cui prima del Giro ci avevo fatto giusto tre o quattro uscite quando ero a Sierra Nevada con la squadra, dopo non avevo più cronometro in programma.

Ma è un tuo obiettivo, nel prossimo inverno, cominciare a lavorarci più specificamente?

C’è un problema. Sulle cronometro pure, quelle piatte, dove la velocità è molto alta, bisogna investirci molti soldi. La differenza è esponenziale a livello aerodinamico: se la velocità è alta, intorno ai 52-54 all’ora serve assolutamente una posizione top e quella bisogna farla in galleria del vento, dove non credo che la squadra abbia tutto questo interesse a portarmi, perché ancora non ho dimostrato di poter essere super competitivo. Sicuramente ci lavorerò in vista delle corse adatte, quelle di una settimana dove ci sono cronometro come quella in Lussemburgo. Ma non credo che diventerà un obiettivo primario.

Il Giro d'Italia di Raccagni Noviero è stato importante come esperienza, anche in aiuto ai compagni
Il Giro d’Italia di Raccagni Noviero è stato importante come esperienza, anche in aiuto ai compagni
Il Giro d'Italia di Raccagni Noviero è stato importante come esperienza, anche in aiuto ai compagni
Il Giro d’Italia di Raccagni Noviero è stato importante come esperienza, anche in aiuto ai compagni
Però adesso ti avvicini alle corse a tappe con ambizioni…

Sì, il primo segnale l’ho avuto l’anno scorso al Giro di Polonia, dove sono dovuto andare a casa a causa del Covid, ma fino alla quinta tappa ero messo molto bene in classifica. Quest’anno mi ero dato come obiettivo il Tour Down Under e l’ho centrato finendo 6°, al Giro di Germania ho chiuso 4°, per cui nelle corse a tappe fino a una settimana dove non ci sono arrivi in salita estremi posso difendermi e quindi mi concentro su quelle corse.

Come giudichi questa stagione nel complesso?

Positiva, perché alla fine ho fatto un grosso step in avanti rispetto all’anno scorso. Mi sento cresciuto anche nel come riesco a gestirmi tutti i giorni tra allenamenti e gare. E’ anche più divertente andare a correre, perché quando riesci a essere davanti a vedere la corsa bene, a giocarti le tue carte, diventa molto più bello.

In Germania Raccagni Noviero ha mostrato la sua propensione per i giri a tappe, finendo 4°
In Germania Raccagni Noviero ha mostrato la sua propensione per i giri a tappe, finendo 4°
In Germania Raccagni Noviero ha mostrato la sua propensione per i giri a tappe, finendo 4°
In Germania Raccagni Noviero ha mostrato la sua propensione per i giri a tappe, finendo 4°
Ti manca qualcosa?

Non ho ancora centrato l’obiettivo che era vincere la mia prima corsa da professionista. Ho ancora 5 occasioni, ma sono contento di aver dimostrato di poter andar forte in percorsi molto diversi uno dall’altro e anche al Giro d’Italia, quando c’erano le tappe in volata, riuscivo a dare una mano, per cui credo di essere abbastanza completo. E’ sempre difficilissimo vincere, ma se devo scegliere, preferirei riuscire a alzare le braccia su una corsa in linea. Penso che nei prossimi anni posso fare un altro step e riuscire magari non solo a cercare quella vittoria, ma fare in modo che diventi una cosa abituale.