CASANO DI LUNI (MS) – Il volto di Patrik Pezzo Rosola è di quelli che sembrano sempre seri, concentrati, alla ricerca costante di calma e tranquillità. Dentro, probabilmente, ribolle un animo ben più acceso. Quando lo si incontra ai vari raduni di partenza il giovane veneto figlio d’arte è silenzioso, guarda fisso un punto e parla come uno abituato a cercare sempre il massimo. Al Giro della Lunigiana Patrik Pezzo Rosola non era al massimo della condizione, ce lo ha detto lui stesso alla partenza della seconda tappa.
Tuttavia l’obiettivo era, ed è ancora, puntato su altri appuntamenti visto che il corridore del team Nordest Petrucci Assali Stefen GS Cadidavid sarà impegnato nel doppio appuntamento iridato. Prima la prova a cronometro, poi quella in linea. Una sfida mondiale, la prima su strada della sua carriera. Lui che ne ha già affrontate diverse nel ciclocross.


Prove mondiali
Il podio al Giro della Lunigiana è mancato per un soffio, sfumato in un tratto di discesa della seconda semitappa durante il terzo giorno di gara. In un tratto quasi innocuo Seff Van Kerckhove e Michael Hettegger hanno allungato e per gli inseguitori non c’è stato nulla da fare.
«Quel giorno ho perso l’attimo giusto – ammette a posteriori Pezzo Rosola – purtroppo poi mi sono ritrovato nella morsa del Belgio e non sono riuscito a rientrare sui primi due. Sicuramente è stato un insegnamento utile, d’altro canto sono felice di com’è andata e delle sensazioni avute. La condizione non era al 100 per cento, però se consideriamo che l’obiettivo è il mondiale direi che va bene così. Era comunque importante avere delle risposte positive visto che entro una decina di giorni ci sarà la prima delle due prove (le cronometro juniores sono previste per martedì 22 settembre, ndr)».
Al termine del Giro della Lunigiana per Patrik Pezzo Rosola è arrivato il quarto posto nella classifica generale, al quale ha corrisposto la maglia azzurra di miglior italiano. Un premio per essere rimasto sempre con i migliori, una testimonianza di una condizione in crescita (in apertura foto ptzphotolab).


Quali risposte cercavi?
Volevo restare con i migliori, giocarmela, perché i corridori che fanno bene al Lunigiana sono gli stessi che ci saranno poi al mondiale.
Arrivi da una stagione ricca di impegni e soddisfazioni, come la giudichi?
E’ stata ottima, sono riuscito ad andare forte fino ad adesso, anche se ora arriva il finale di stagione che porta comunque due impegni importanti.
Con il ciclocross è stata lunga?
Sì, ma abbiamo gestito al meglio gli impegni, arrivavo da una bella stagione sul fango e ho sfruttato la condizione. Poi dopo il campionato italiano su strada di fine giugno ho staccato e mi sono riposato per arrivare preparato al mondiale.


Siete riusciti a incastrare bene gli impegni?
Ci siamo concentrati sul guardare ai periodi di gara mettendo comunque i giusti momenti di riposo all’interno della stagione.
Si guarda già all’anno prossimo?
Ho firmato con una squadra di sviluppo, quella della Netcompany Ineos. Direi che arrivare a questo traguardo è un piccolo sogno, si tratta di qualcosa che guardi da fuori e non pensi di poterci arrivare. Poi però quando tutto diventa reale è bello, anche se quasi non te ne rendi conto.
Quanto ha influito nella scelta la figura di Dario Cioni, responsabile del devo team della Netcompany Ineos?
La mia squadra juniores ha già una collaborazione con la Netcompany. Già da qui ho conosciuto Cioni, poi mi ha chiamato e abbiamo parlato. Tra tutte, è la squadra che mi è piaciuta maggiormente.


Cosa ti è piaciuto?
La professionalità con la quale affrontano le cose e un po’ tutto il sistema che hanno alla base.
Fa un po’ paura o è uno stimolo?
Sicuramente uno stimolo, sia per fare bene ora ma anche in vista del prossimo anno. La voglia è di alzare il livello ancora, il più possibile.


Ci sarà sempre il ciclocross?
Lo terrò sicuramente, farò una stagione un po’ più breve non puntandoci però al 100 per cento e lo farò con la squadra. Dopo la fine della stagione su strada, che finirà abbastanza tardi, staccherò per un periodo. Riprenderò con il ciclocross con i vari ritiri di preparazione.
Tanti impegni, sappiamo però che a casa hai un grande supporto…
Avere delle figure come i miei genitori (Paola Pezzo e Paolo Rosola, ndr) oltre che mio fratello Kevin, è importante. Mi aiutano sempre e sono di grande supporto per la mia crescita.