MISANO ADRIATICO (RN) – Ascoltando parlare Petacchi e vedendo Viviani che annuisce divertito, sembra di vederli mentre si sfidano nella discesa del Pordoi mettendo alla frusta la Ducati Monoscocca camuffata con grafiche improbabili. Ai piedi della struttura in metallo e vetro, l’autodromo viene lentamente inghiottito dal tramonto, mentre la casa di Borgo Panigale presenta le nuove bici costruite col supporto del gruppo Diamant. Stamattina si apre International Bike Festival, Ducati ne è l’antipasto più ghiotto.
Ci sono Stefano Domenicali e Philippe Zecchetto, i due amministratori delegati, a raccontare in che modo le due aziende si siano unite nel progetto comune. Si parla dei valori che li hanno uniti e della grande tradizione di Ducati, ma si capisce che al netto degli argomenti l’attenzione sia tutta per le biciclette: quella da strada su tutte. Si parlerà anche di una gravel e di due e-MTB, ma la curiosità è tutta per la bicicletta da corsa e quando la portano dentro con il rosso Ducati che spara, per un secondo restano tutti senza fiato.


L’orgoglio di Viviani
«Un giorno ero con Federico Zecchetto (il padre di Philippe, ndr) che a un certo punto mi ha portato in un angolo e ha cominciato a parlarmi di questo progetto con Ducati». Viviani racconta e ne percepisci l’emozione, lui che con le scarpe DMT ha corso tutta una carriera e ne ha propiziato lo sviluppo. Per questo gli è parso naturale prestare le sue competenze quando la famiglia Zecchetto gli ha chiesto una mano per lo sviluppo della bici Ducati Cycling.
«Dal tono con cui me ne ha parlato – va avanti Elia – ho capito quanto ci tenesse e a quel punto è stato naturale mettere in ballo la mia storia, la ricerca dei dettagli che ho sempre messo in quello che faccio, per cui vedere ora qui la bicicletta senza veli che la coprano è per me un grande orgoglio».


Le ripartenze di Petacchi
La bicicletta ha tre cardini attorno cui ruota il progetto e Viviani li illustra con grande padronanza. Il telaio monoscocca, completato dalla laminazione a stampo unico, che permette anche di mettere in mostra il carbonio nella sua colorazione naturale. L’aerodinamica evoluta, con forme studiate per abbassare il coefficiente aerodinamico, per agevolare i flussi senza incidere sul controllo della bici e la sua guidabilità. La geometria race, per avere una bici reattiva su cui però si possa pedalare a lungo senza dolori e acciacchi.
«Mi ha colpito la reattività del telaio – dice Petacchi – perché in vita mia ho provato tante bici, ma questa è davvero speciale. Ho avuto vari confronti con Viviani, perché abbiamo caratteristiche tecniche simili, ma diverse sensibilità. Per metterla alla prova ho fatto tante ripartenze e ho provato a fare degli sprint e ho toccato con mano che la reattività non inficia la stabilità».








La Strade Bianche di Nibali
Sono tre gli uomini che l’azienda veronese ha messo in campo per sviluppare la sua Monoscocca: oltre a Viviani ci sono infatti anche Nibali, Petacchi e a loro si aggiunge anche Gianni Bugno che, come al solito, ha preferito restare dietro le quinte. Nibali intanto racconta e quando parla di Ducati gli escono dalla bocca parole come passione, italianità e amore per il motorsport. E così rivela di aver girato proprio qui a Misano su una vera Ducati da gara e nel dirlo gli si illuminano gli occhi.
«Ora che vedo la Monoscocca con i colori al posto giusto – dice – dopo le grafiche camuffate con cui l’ho provata, mi sento davvero emozionato. L’ho ricevuta alla vigilia della Strade Bianche. Pioveva, c’era fango, eppure mi sono sentito a mio agio. Dovevo sistemare le misure, ma ho subito avvertito un grande feeling con la bicicletta».


Il telaio e due allestimenti
La Ducati Monoscocca viene venduta come solo kit telaio a 4.990 euro, oppure in due diversi allestimenti. MonoscoccaR viene montata con lo Shimano Ultegra Di-2, ruote Vision Metron SC 45, manubrio Metron 5D SMR a 8.590 euro. Monoscocca RR è montata con lo Shimano Dura-Ace Di-2, le stesse ruote Vision Metron SC 45 e lo stesso manubrio Metron e sarà venduta a 12.990 euro.
La geometria race “all round” rappresenta la sintesi della filosofia progettuale della Monoscocca. Il rapporto stack/reach di 1,42 nella taglia M consente una posizione sportiva e performante, ma sostenibile anche sulle lunghe distanze. L’angolo di sterzo di 72,3° e trail di 59 mm assicurano stabilità alle alte velocità e precisione negli inserimenti in curva. Il passaggio ruota fino a 32 mm amplia comfort e versatilità. Il risultato è una moderna bicicletta racing che tuttavia vuole stare alla larga dagli estremismi.
«La Monoscocca viene proposta anche con la possibilità di scegliere il colore che si preferisce – dice Viviani – tramite il nostro configuratore, perché è anche giusto che per una bici del genere si possa scegliere anche il colore».










Il resto, prima di salire in terrazza per ammirarle da vicino e brindare al loro arrivo, è un presentare di gravel e di e-MTB, con gli interventi di Mattia Vier per la Gravia X da gravel e di Lorenzo Suding e Tony Cairoli per le due mountain bike a pedalata assistita. E’ palese l’orgoglio di tutte le parti coinvolte, dall’entusiasmo e i sorrisi di Domenicali all’emozione più composta di Zecchetto: modi diversi di essere fra Bologna e Verona e te ne accorgi nel modo in cui mostrano orgoglio. Perché in questa occasione è giusto averne tanto, bisogna sempre essere orgogliosi quando un sogno prende forma.
Stamattina tutti in pista, con il gruppo tirato dai testimonial. Dopo la sala piena della presentazione, c’è la fila anche per accaparrarsi una delle bici appena presentate…