Il suo 2026 agonistico è tramontato abbastanza presto, ma Bryan Olivo guarda già all’alba della prossima stagione per rilanciarsi. Nel mezzo c’è un noioso problema fisico che lo sta affliggendo da sistemare in maniera stabile.
Sfogliando le pagine delle piattaforme dedicate ai corridori, sono saltati subito all’occhio le date lontane fra loro delle uniche gare disputate (e non finite) dal 23enne friulano dello Swatt Club (in apertura foto Simone Nespoli). L’attenzione poi è ricaduta anche sulla data di fine agosto nella quale figurava l’uscita dalla sua squadra. Facile pensare che doveva esserci una spiegazione a cotanta situazione per uno col potenziale ed il passato di Olivo. E con lui abbiamo cercato di capire il motivo di questa stagione così strana, praticamente mai iniziata.


Inverno sulle montagne russe
Fanno parte di un bel passato i momenti vissuti nel 2025 al devo team della Bahrain Victorious, nella quale ha contribuito alla vittoria del Giro Next Gen con Jakob Omrzel venendo soprannominato nonno verosimilmente perché dall’alto dei suoi 22 anni era il più grande in squadra. Era diventato un incoraggiante presente invece il passaggio allo Swatt Club, prima che si mettesse di traverso la malasorte.
«Avevo iniziato la stagione – ci racconta Olivo al telefono – con buone intenzioni. Come avevo già detto, avevo scelto lo Swatt Club per il loro progetto, che nel frattempo era diventato un team continental. Mi sentivo molto bene in bici e andavo forte. Avevo tanti stimoli. A febbraio però in una gara di gravel mi sono slogato una caviglia.
«E’ stato – prosegue – un infortunio che non ci voleva, che mi ha costretto a fermarmi e rallentare l’attività. Tuttavia avevo recuperato bene o pensavo di averlo fatto, perché col senno di poi ho iniziato ad avvertire leggeri dolori alla gamba destra a cui lì per lì non ho dato troppo peso».


Campanello d’allarme
Il calendario è stilato, la voglia di correre c’è per tutti e le trasferte al Nord ad inizio stagione rivestono sempre un grande fascino. All’Olympia’s Tour in Olanda lo Swatt Club vola con i suoi danesi conquistando l’ultima frazione con Matias Malmberg e la classifica generale con Mads Andersen. Invece per Olivo è l’inizio di un calvario.
«Alla prima tappa – riprende Bryan – mi sono dovuto fermare dopo 50 chilometri per il male alla gamba destra. Non riuscivo a tenere il gruppo ed onestamente, conoscendo il mio fisico, mi sono abbastanza preoccupato perché non era una cosa normale, mai capitata prima. Quando sono rientrato in Italia ho affrontato un periodo di stop cercando di capire cosa fosse, lasciando recuperare con calma il corpo. Uscivo in bici, ascoltavo le mie gambe e quando finivo la pedalata notavo che la gamba destra si affaticava molto di più della sinistra.
«A quel punto – va avanti – ho iniziato a fare accertamenti sempre più approfonditi. Hanno subito escluso l’arteria iliaca. Anche se non avevo trovato il problema, ero comunque contento perché sono ancora giovane e solitamente si fa l’intervento quando sei un po’ più vecchio. Dopo diversi esami, anche alcune elettromiografie andate a vuoto, hanno riscontrato un problema neuromuscolare al nervo safeno che si irrita e brucia quando è sotto sforzo».


Riabilitazione e pazienza
Anche se soffri e fatichi più del dovuto in gesti naturali, come pedalare per Olivo, quando ti comunicano il guaio c’è quasi un senso di liberazione e cominci a pensare a come uscire da quell’imbuto.
«Ora so qual era il mio problema – spiega Bryan – per il quale non devo prendere nessun farmaco. Ho iniziato subito la riabilitazione in palestra e a casa con esercizi di rinforzo e di scioglimento del muscolo nella zona dell’anca senza toccare il nervo. Adesso mi è chiaro quel fastidio che già a gennaio sentivo e ignoravo.
«Giusto per chiarire – sottolinea – al Giro del Medio Brenta non ho corso come si potrebbe intuire dai siti. Ho solo fatto la partenza per consentire alla mia squadra di prendere il via alla gara. Adesso sto recuperando con calma, anche se ho continuato ad uscire in bici stando attento a non compromettermi ulteriormente, partecipando solo a qualche criterium organizzato dalla squadra. Miglioramenti al momento non ne vedo granché, ma l’apice del dolore l’ho superato soltanto a luglio quindi so che ci vuole tanta pazienza.


Idea ciclocross
Olivo ha già aperto una pagina bianca su cui scrivere il ritorno in bici come gli compete e un’idea che gli nasce dalla pancia ce l’ha già. Nel frattempo per questioni burocratiche si è momentaneamente svincolato dallo Swatt Club, che lo ha seguito in questa fase lontano dalle gare.
«Siccome – ci dice Bryan – non avrei più corso fino a fine stagione, ho liberato il mio posto per far entrare nell’organico un altro ragazzo e permettere alla squadra di avere il giusto numero di corridori per fare doppia attività o più gare nello stesso periodo. Devo ringraziare Carlo Beretta (il presidente, ndr) e tutta la squadra per il supporto che mi hanno dato. Mi sono stati vicino senza mettermi pressione per accelerare il rientro.
«Per il 2027 – conclude – non mi spaventa dover fare quasi tutto daccapo e ritrovare il ritmo gara. Questa la considero una grande motivazione. Da under 23 ho sempre avuto problemi fisici che mi hanno condizionato e so come ripartire. Se dovessi recuperare bene e se dovessi essere veramente a posto, il prossimo inverno vorrei tornare a correre il ciclocross, che è la mia disciplina. So che potrebbe aiutarmi a trovare la giusta condizione, però non voglio forzare i tempi».